Luna fredda su Babylon: il gotico lunare di Micheal McDowell

Torna ai fasti della celeberrima saga di Blackwater la nuova uscita di Neri Pozza Editore, ovvero Luna fredda su Babylon. Il libro è auto conclusivo ed è ambientato negli anni Ottanta in una cittadina della Florida, a pochi passi dai luoghi in cui si è ambientata la celebre saga che ha riportato in auge McDowell. Ma cosa ci conquista così tanto delle opere dello sceneggiatore di Beetlejuice e Nightmare before Christmas? Proviamo a scoprirlo insieme.

Fiumi protagonisti

Sì impietrì alla vista del suo volto, solenne e privo di ombre, dello stesso colore della luna fredda sopra di loro.

Ci sono autori capaci di creare non solo mondi, ma che ci permettono di attivare l’immaginazione pur stando seduti con un libro in mano. Micheal McDowell è assolutamente in grado di farlo, prendendo i lettori per mano e trascinandoli tra le spire agitate e nere dei fiumi che scorrono per le città delle sue oscure storie.

Non è da meno il fiume Styx, che scorre nella cittadina di Babylon e che determina la vita, la sopravvivenza e talvolta anche la morte dei suoi abitanti.
Dopo un intenso prologo di poche pagine in cui si annuncia la prematura scomparsa di un marito e una moglie, ha inizio la storia, che vede – anni dopo – come protagonisti i membri restanti di questa sfortunata famiglia, i Larkin. Nonna Evelyn, la matriarca, insieme ai suoi nipoti Jerry e Margaret vive nella loro grande tenuta poco fuori dal paese, occupandosi del raccolto dei mirtilli, attività molto redditizia della zona.

In una comunità così ristretta come tutte le realtà di paese è facile restare aggiornati su tutto ciò che succede intorno, nel bene e nel male. Si diffonde così molto presto, un giorno, la notizia che la nipote di Evelyn , Margaret, una sera non è tornata a casa. A nulla serve il quasi tempestivo ricorso allo sceriffo locale, che temporeggia per paura che la giovane possa essere scappata di sua volontà. Si scoprirà ben presto, ahimè, che la giovane è stata vittima di una brutale aggressione, poiché il fiume Styx ne restituisce, giorni dopo, il corpo.

Pagine di rara intensità

Un avviso: queste primissime pagine del testo sono una vera e propria sfida, anche per chi sente di essere avvezzo al genere horror/gotico. Prendete l’ambientazione americana anni ‘80, un po’ retrò, alla Stephen King in molti suoi romanzi degli inizi, aggiungete descrizioni molto dettagliate su cosa effettivamente succede alla povera Margaret e otterrete il mix perfetto che vi farà accapponare la pelle. Descrizioni di rara brutalità raccontano la vicenda della morte di Margaret, costringendo il lettore a fare delle pause per poter assimilare quanto si sta leggendo.

Tuttavia, è proprio questa la cifra stilistica dell’autore senza la quale i suoi romanzi perderebbero di originalità. Un incipit del genere resta impresso nella mente dei lettori a testimonianza che il male raggiunge anche le piccole comunità che, sulla carta, non avrebbero niente da temere.

Superato il blocco iniziale, degno di un qualsiasi libro thriller, giunge l’altro aspetto che rende McDowell molto riconoscibile, ovvero il soprannaturale. Se ricordate Blackwater, in cui sembrava che il fiume avesse vita propria e che decidesse le sorti di chi gli si avvicinava, beh, qui accade qualcosa di simile ma in versione ancora più dark.

La morte che prende vita

Molti potrebbero avanzare l’idea che Luna fredda su Babylon possa assomigliare troppo alla saga di Blackwater. Secondo me le due opere si assomigliano, ma solo nell’ambientazione. All’inizio del libro ricompare il celebre fiume Perdido, protagonista dei sei libri della saga, a ricordarci la vicinanza geografica dei due luoghi, ma nulla più. Credo che la somiglianza nelle ambientazioni e nelle vibes sia dovuta al fatto che tutti questi libri citati appartengono allo stesso genere, il southern gothic, e che giocoforza abbiano degli elementi di somiglianza. Senza tralasciare il fatto che la penna è la stessa, e sotto certi aspetti direi menomale.

Si è citato King, non a caso, qualche riga più su. Ho trovato particolarmente somigliante l’uso che McDowell fa del soprannaturale, al pari del celebre scrittore americano. In Luna fredda su Babylon, da un certo punto in poi, il soprannaturale assume dei caratteri prioritari, come se diventasse un protagonista della storia perché in effetti ne determina alcune dinamiche. Dopo la morte di Margaret e soprattutto dopo l’inizio delle indagini e dell’individuazione di un presunto colpevole, entra a gamba tesa un elemento che va al di fuori dell’umana gestione e comprensione.

Un po’ stile The walking dead, in questo romanzo i morti riprendono vita, ma credo che non lo facciano per il semplice gusto di prendersi gioco dei vivi e soprattutto dei responsabili dei crimini, quanto piuttosto come monito e come coscienza perché il colpevole si possa fermare e rendere conto della scia di sangue che si sta lasciando dietro. Perché no, Margaret non sarà l’unica vittima, in questa storia.

Consigliato a…

Chi ama i libri di Stephen King e le sue ambientazioni che prendono vita propria, non potrà non amare il romanzo di McDowell. Amo sempre quando il soprannaturale viene usato come strumento per comunicare altro, è come se non venisse piazzato lì a bella posta, ma abbia una sua utilità, pur essendo una storia fittizia.

Ovviamente, anche chi ha amato la saga di Blackwater adorerà ritornare nelle stesse atmosfere e provare la stessa tensione tra le pagine, il che non guasta mai, ma anche chi ha amato le altre opere di McDowell, come Katie o Gli aghi d’oro.

In generale, chi ama la tensione potrà lanciarsi serenamente tra le pagine di questo libro. Credo che le prime pagine regalino momenti di raro pathos letterario, che vale la pena sperimentare leggendo.

Micheal McDowell è stata davvero una scoperta degli ultimi anni, complice il bel lavoro che la casa editrice Neri Pozza sta facendo per stampare i suoi romanzi, tra l’altro con delle copertine che sono delle opere d’arte. Non solo estetica, però, per queste storie. In particolare Luna fredda colpisce per la sua morale dolceamara e per l’ingiustizia che leggerete tra le sue pagine. Davvero consigliato!