L’orrore quotidiano de La piccola passione

Di recente pubblicazione per Cencellada Edizioni, La piccola Passione di Pilar Pedraza è un romanzo a tratti assurdo e orrorifico, che farà vi inorridire ma allo stesso tempo solleticherà la vostra curiosità al punto da non riuscire a metterlo giù.

La trama

Leonisa si ritrova in un periodo in cui tutto cambia, lei compresa. Scopre che suo marito Gabriel la tradisce con una donna più giovane, il suo amico scultore è sempre più insoddisfatto della sua vita e Partenio, il suo mentore, è in ospedale a combattere tra la vita e la morte.
Si sente insoddisfatta e ha costantemente degli incubi in cui si trasforma in diversi animali. Questi sogni sono talmente vividi che non riesce a distinguerli dalla realtà.

Pilar Pedraza

Gli elementi orrorifici

La peculiarità di questo romanzo sta nella presenza dell’orrore nelle situazioni quotidiane. Proprio mentre la protagonista è intenta a svolgere la più semplice delle azioni, Pedraza inserisce un elemento che suscita inquietudine, terrore e un certo senso di disgusto.
Infatti, descrive minuziosamente e in maniera quasi violenta lo sporco delle medicazioni dell’amico scultore di Leonisa, l’odore del sangue, ecc.

La prosa dell’autrice è lirica, a tratti “barocca” e per questo si sposa perfettamente con tutte le immagini che evoca, richiamando un’atmosfera da arte surreale.
Nel romanzo ci sono numerosi riferimenti al mondo classico e alla mitologia, ma anche e soprattutto al folklore; infatti, spesso Leonisa incontra fantasmi ed esseri che hanno tratti comuni al vampirismo. Addirittura, il suo gatto ha un’espressione sinistra e sembra sempre sapere cosa le passa per la testa, quasi fosse un famiglio (uno spirito maligno).

Sogno o realtà?

Man mano che si va avanti con la lettura la divisione tra il reale e l’onirico diventa sempre più sottile e non si capisce bene se Leonisa viva per davvero le metamorfosi, oppure se l’inconscio le sta solamente mostrando il suo stato d’animo attraverso le varie figure animalesche che ritornano più volte nel corso della narrazione.

Un altro confine labile è quello tra il mondo dei vivi e quello dei morti; infatti, la stessa protagonista ha difficoltà a comprendere se uno dei suoi più cari amici sia morto, se quello che ha davanti è un fantasma o solamente una proiezione della sua mente.

Conclusioni

La storia riprende i classici topoi del perturbante in letteratura, spesso troviamo protagonisti le cui vite sono soggette ad un cambiamento radicale, ma ciò che colpisce de La piccola passione, è tutta la componente sinistra e/o fantastica, inserita in contesti normalissimi.

Tutto ciò rimanda alla corrente del realismo magico ed è impossibile non fare un paragone anche con Kafka e la sua Metamorfosi, soprattutto perché lo scarafaggio compare sovente, visto che la protagonista ne tiene uno imbalsamato nella resina da cui sembra estremamente affascinata.
Si tratta di un libro interessante, che attira l’attenzione per tutti questi elementi sinistri, ma se siete deboli di stomaco, vi consiglio di leggere altro.