L’origine delle specie di Kim Bo-young
Kim Bo-young, autrice della raccolta di racconti L’origine delle specie, è da molti considerata una pioniera del genere sci-fi in Corea del Sud. Non solo ha contribuito a rendere popolare questo genere nella sua nazione ma ha anche vinto tre volte il Premio per la letteratura di fantascienza sudcoreana. È stata inoltre consulente per il film Snowpiercer di Bong Joon-ho, regista premio Oscar per la pellicola Parasite.
In L’origine delle specie, arrivato in Italia nel 2023 con Add Editore, l’autrice utilizza la scienza non per allontanarsi verso nuovi mondi ma, al contrario, per indagare temi profondamente umani.

Il libro contiene un breve saggio introduttivo e sette racconti brevi. Si spazia fra robot, realtà future o alternative, racconti mitologici che riprendono la tradizione letteraria coreana. La ricerca di sé resta in ogni caso sempre centrale, esplorata da un punto di vista fresco e innovativo.
Il libro
Il testo di apre con Riflessione sui seni, un breve saggio in cui l’autrice crea un parallelismo tra i seni, visti generalmente come elemento caratterizzante del genere femminile, e la scienza nelle opere letterarie. Quest’ultima diventa spesso minimo comune denominatore per raggruppare storie definite fantascientifiche solo per il fatto di contenere al loro interno, appunto, scienza.
L’origine delle specie e L’origine delle specie: quello che sarebbe potuto accadere dopo
Rispettivamente il primo e l’ultimo racconto della raccolta. Ci troviamo in un mondo futuro in cui solo i robot vivono sulla Terra. Un robot di nome Kay dà accidentalmente il via allo studio della biologia organica in un mondo dove, per essere considerato vivo, devi consumare elettricità e avere microchip al tuo interno. Kay, dando il La a questi studi con la sua tesi di laurea, si trova a dover riconoscere che, forse, la vita per come i robot la conoscono non è l’unico tipo di vita che può esistere.
Scripter
Ci troviamo all’interno di un RPG ormai datato, sul punto di essere definitivamente cancellato. Per poterlo fare, l’azienda che lo ha acquistato ha legalmente bisogno che tutti i giocatori eseguano il log out. Un amministratore entra nel gioco per tentare di convincere un cacciatore, l’ultimo giocatore rimasto, ad andarsene. Tuttavia, il compito si rivelerà più complesso del previsto. L’admin, così come il lettore, dovrà chiedersi cosa sia davvero reale e cosa no.
Tra zero e uno
La signora Kim ha perso la figlia, morta suicida, e la donna si ritrova a rivangare il passato, considerando la relazione travagliata con lei, in uno spaccato della società coreana e, più nello specifico, dell’importanza data alle norme sociali rispetto alla felicità individuale. La pressione sociale e l’incomprensione di una madre che vuole il meglio per la figlia e allo stesso tempo le tarpa le ali, si mescolano con elucubrazioni sulla possibilità di potersi muovere, oltre che nello spazio, anche nel tempo.
Il mito dell’evoluzione
Con questo racconto, torniamo un’antichità pseudo-mitologica che si ispira al Samguk Sagi (Cronache dei tre regni), il più vecchio trattato sulla storia della Corea. Qui, la metamorfosi è il tema centrale: un giovane principe si trova costretto a fuggire quando lo zio assetato di potere usurpa il trono. Durante la fuga anche il suo aspetto cambia, un cambiamento atto a sopravvivere a morte quasi certa. Poi, negli anni, questi mutamente esterni finiscono per cambiare anche la sua identità più profonda.
L’ultimo lupo
In una Terra in cui gli esseri umani sono sottomessi ai draghi e tenuti come animali domestici, un umano di nome Albi fugge dal suo padrone in cerca dei lupi, gli umani liberi che ancora non si sono arresi ai draghi. Tuttavia, tradire il suo padrone si rivelerà particolarmente difficile.
Le stelle brillano nel cielo della Terra
In una lettera, una sorella descrive la sua malattia al fratello, una catalessi che le fa perdere i sensi per ore, apparentemente senza motivo. La sorella è percepita come strana per la sua malattia, ma al contempo ha accettato che la catalessi è parte di lei. Ha semplicemente deciso di accettare che potrà cadere addormentata di tanto in tanto. La sorella si domanda speranzosa se, da qualche parte nell’universo, non possa esistere un luogo in cui altri nella sua stessa patologia possano esistere.
I temi
È innegabile che le storie di Kim Bo-young siano pervase di scienza dall’inizio alla fine. Eppure, la scienza non è il fine ultimo, ma piuttosto un mezzo per esplorare i temi che l’autrice propone. È la stessa autrice a dirci ciò in Riflessione sui seni.
Qui, Kim Bo-young si interroga sulle reazioni di una ipotetica tribù di uomini che per la prima volta vede una donna: penserebbero forse, a quella vista, che i seni sono caratteristici di ogni donna? Nasce il parallelismo: i seni stanno alle donne come la scienza sta alle opere di fantascienza. Come i seni sono irrimediabilmente associati alla femminilità, una storia che contiene scienza ricade spesso nella branca del racconto fantascientifico. Eppure, non necessariamente una storia nasce per ricadere in un determinato ambito, ma più semplicemente nasce e finisce per farne parte.
Non ho scelto in maniera intenzionale di dotarmi di un paio di mammelle. Allo stesso modo, scrivere prevalentemente opere di fantascienza non è stata una decisione deliberata. […] Innumerevoli opere nella storia della letteratura sono state definite fantascientifiche, indipendentemente dalle intenzioni dei loro autori. Lo stesso si può dire di quelle che anche io ho scritto.
L’umanità vista da fuori
In questa raccolta, gli esseri umani non osservano sè stessi, ma l’uomo è visto da una lente esterna.
Troviamo un esempio di ciò in Origine delle specie. Qui, i robot intendono la vita organica nello stesso modo in cui noi esseri umani ci domandiamo se ci possa essere vita nello spazio, salvo poi immaginare un alieno con due braccia, due gambe e due occhi. I robot faticano a concepire che la materia organica possa essere viva, perché considerano vita ciò che ha le loro stesse caratteristiche. Riconoscono il somigliante e ripudiano il diverso.
Abbiamo un altro esempio in L’ultimo lupo. Qui gli esseri umani sono animali domestici per draghi, che li hanno soggiogati e controllati. L’essere umano è percepito come un animale poco intelligente dai draghi, che hanno sensi più sviluppati. È il dramma di un essere umano che vuole bene al suo drago-padrone, ma sa che non troverà accettazione. Il drago prova lo stesso affetto che si prova per un cagnolino da addestrare, e Albi vuole al contempo fuggire dal suo padrone, ma anche trovare comprensione, pur sapendo che i draghi operano su un livello sensoriale diverso, e ciò è quindi fisicamente impossibile.
Lui non sa che ho riempito la sua casa di dipinti, di rossi tramonti e cieli notturni blu intenso. Crede soltanto che io stia marcando il territorio, lasciando il mio odore in giro. […] Magari vedono costantemente qualcosa di cui l’essere umano in decine di migliaia di anni non ha mai neanche conosciuto l’esistenza.
Uno spaccato della società
Il terzo tema ha a che fare con la critica all’importanza del rispetto pedissequo delle norme sociali e di comportamento, pena l’essere totalmente emarginati.
In Origine delle specie, i robot quattro-cifre hanno caratteristiche sorpassate, quali espressioni facciali ed epidermide sintetica: in poche parole, somigliano agli esseri umani. Anche i loro comportamenti sono considerati obsoleti. I modelli più avanzati provano compassione per i quattro-cifre. Nello specifico, il racconto si sofferma sul numero di espressioni che i quattro-cifre possono fare, tanto strano quanto inutile agli occhi degli altri modelli.
In Tra zero e uno, emerge l’importanza della scalata accademica dei giovani ragazzi coreani. L’importanza dei voti alti, del riuscire a superare esami su esami, di entrare in scuole di prestigio per dimostrare il proprio valore, ci pone di fronte alla domanda “e tutto il resto?”. La figlia della signora Kim è adolescente e necessita di spazi che la madre non è disposta a lasciarle perché il giudizio sociale sembra più importante della felicità del singolo.
Infine, in Le stelle brillano nel cielo della Terra, la sorella emarginata sogna un luogo in cui altre persone come lei possano semplicemente cadere in catalessi per qualche ora e vivere liberi da giudizi. È solo quando diventa chiaro che la sua malattia non è poi così diversa dal nostro sonno ristoratore che l’assurdità di questo stigma appare palese e la ragazza, d’improvviso, non sembra più una malata, ma una normalissima ragazza come tante.
In conclusione
La raccolta L’origine delle specie è un libro che tratta di argomenti profondi in una chiave innovativa e inusuale. Le situazioni sono spesso specchiate in modo da fornire una prospettiva interessante, il tutto con uno stile fresco e mai noioso o troppo pesante.
Certo, si parla di scienza, ma si parla anche e soprattutto di umanità. Suggeriamo questo libro a chi vuole provare ad immergersi in un mondo fresco ma denso, e che fornisce una prospettiva tutta nuova, quella di un’autrice sud-coreana in un ambito dove la maggior parte delle voci più note è ancora primariamente maschile e occidentale.