L’origine del due di Arianna Cislacchi

di Daniela Mosca

L’origine del due, pubblicato ad aprile 2025 da Augh! Edizioni nella collana Frecce, è un breve romanzo che reinventa il celebre mito di Scilla e Cariddi in chiave moderna e onirica, ed è in grado di catturare il lettore sin dalle prime righe.

L'Origine del Due

Ambientazione e trama

Il romanzo è ambientato sulle rive dello Zancle – l’antico nome di Messina – e segue le vicende della giovane Scilla, adolescente con una vita normale che frequenta il liceo e passa il tempo col suo gruppo di amiche. L’unica cosa che sembra destarla dalla noia della sua quotidianità è il nuoto.
La ragazza infatti è attratta dal mare al punto che in alcuni momenti ci dialoga, nonostante sua madre le dica continuamente di tenersene alla larga. Il mare rappresenterebbe una minaccia per sua figlia, ma la Scilla ovviamente ignora l’avvertimento.
In un crescendo narrativo, l’arrivo dell’estate siciliana, con il sole cocente e l’aria salmastra, fa emergere un passato “torbido” che la protagonista dovrà affrontare.

Stile e atmosfera

La scrittura di Cislacchi è essenziale ed evocativa. Nel susseguirsi dei capitoli, la prosa diventa fluida come l’acqua in cui Scilla ama immergersi, e la tensione si intreccia al reale con tocchi surreali. Pur nella sua brevità, il libro è capace di trasmettere pathos e suggestioni mitologiche, senza appesantire il ritmo. Il linguaggio è calibrato: non ci sono ghirigori narrativi, ma c’è una densità emotiva che cattura il lettore.

Temi e simbolismi

L’origine del due è una riscrittura moderna e surreale del mito di Scilla. Scilla qui non è la creatura mostruosa che inghiotte i marinai, ma una ragazza che lotta con identità, memoria e appartenenza. L’acqua – elemento costante – diventa uno specchio interiore: nuotare è esplorare se stessa, il fondo del lago balneare diventa soglia verso un sé nascosto. L’assenza del padre biologico, la maternità adottiva, e la “torbidezza” del passato evocano questioni familiari e psicologiche profonde, rilette nel mito antico.

Punti di forza

Uno degli aspetti che colpiscono maggiormente ne L’origine del due è la sua originalità tematica. Arianna Cislacchi riesce a prendere un mito antico e potente come quello di Scilla e Cariddi e a trasformarlo in qualcosa di profondamente personale e attuale. Non si limita a rievocare la leggenda in chiave classica, ma la reinterpreta in modo intimo, quasi psicologico, immergendola nella quotidianità di una giovane ragazza contemporanea.

A impressionare è anche l’equilibrio narrativo: in appena sessanta pagine l’autrice riesce a costruire un racconto compiuto, denso di emozioni e simboli. La storia si sviluppa in modo essenziale ma mai frettoloso, mantenendo un’intensità costante che tiene viva l’attenzione fino all’ultima pagina. Ogni parola sembra essere stata scelta con cura, e ogni scena ha un suo peso preciso.

Scilla è un personaggio autentico, sfaccettato, che riesce a trasmettere tutta la sua incertezza, il suo desiderio di capire chi è e dove appartiene. È una ragazza in cerca di una verità che spesso fa paura, e proprio per questo risulta vicina, credibile, umana. Il suo percorso di crescita, anche se tratteggiato in poche pagine, lascia un’impronta profonda.

Conclusioni

Come nei romanzi di Madeline Miller, anche L’origine del due rilegge il mito in chiave intimista e profondamente umana, ma lo fa con uno stile più asciutto e onirico, racchiudendo in poche pagine un’intensità emotiva che ricorda Circe o La canzone di Achille, pur restando saldamente ancorata alla sensibilità contemporanea italiana.

Dunque chi ama immergersi nei retelling mitologici, troverà sicuramente interessante leggere anche L’origine del due.