L’Isolo di Maicol & Mirco
In L’isolo, edito da Bao Publishing, con un tratto rosso in una pagina bianca, Maicol & Mirco scandaglia i sentimenti dell’essere umano attraverso un curioso naufragio. Una lezione disegnata sul senso della solitudine.

La trama
Con l’introduzione di Paolo Rossi, uscito il 12 settembre 2025, questa graphic novel colpisce per la dedica alla figlia Febe. Ed è da questa dedica parte il viaggio del naufrago l’Isolo, un personaggio che si isola dal mondo, che si ritrova a vivere in un ambiente reale o immaginario, circondato da una palma, una lucertola, un cappellino di carta e battute sarcastiche, più emozionanti del solito. L’Isolo è un uomo isolato su un’isola lontana dagli uomini.
che poi le chiamano isole ma sono solo montagne che provano a difendersi mettendo un oceano tra noi e loro.
E si rifugia nella fantasia, stanco di dover essere un uomo performante. Diventa un costruttore di mondi che sanno di rifugio, ma anche di scoperta, in cui la solitudine può trovare spazio interiore di comprensione.
Lontano dalla società e dalla cultura, si immerge solo nella natura che definisce “la televisione di Dio“. Questa decisione, di vivere solo e lontano da tutti, appare come una sfida radicale: rinunciare a tutto per capire cosa realmente rimane interrogando il nostro rapporto con il mondo. Accade un imprevisto però: il mare fa recapitare a l’Isolo una lettera misteriosa. Il protagonista scoprirà, così, che l’isolamento non protegge del tutto dagli imprevisti che la vita ci riserva. Troverà comunque un modo per farsi sentire, anche quando proviamo ad allontanarci da essa.
L’arrivo della lettera segna il cuore narrativo del racconto, sviluppato in 272 pagine di storia long-form, lontano dalla forma breve tipica della collana “Scarabocchi“. Il cappello, che ritroviamo anche in Papà di Dio, diventa simbolo di ciò che si perde: non è Satana a generare il sarcasmo, ma è quel pazzo illuminato del protagonista.
L’isola, il mare, la tempesta, la pioggia
Ciò che può colpire, non è tanto la storia, quanto la profondità emotiva che Maicol & Mirco riesce a raggiungere con questa GN. L’Isolo racconta l’illusione del controllo: il protagonista crede di governare la propria vita ed esistenza andando via dagli altri. Cosa scoprirà da questo vuoto? Che comunque il vuoto si riempie di fantasmi e di ricordi? La solitudine, in questo senso, non assume le forme dell’isolamento. Parla di relazione mancata o interrotta, di un qualcosa che non smette di chiamarci.
Consigliata a chi…
A chi avverte un profondo senso di vuoto, a chi cerca un racconto di scelte, di fughe e di ricerca, interiore e non. A chi si domanda se la solitudine sia una fuga o uno specchio in cui ci si può riflettere. Ogni lettore può riconoscersi nell’Isolo, quando avverte il bisogno, la necessità, di sparire per capire dov’è, cos’è essenziale per lui. Per chi cerca un’opera in cui interrogare l’esistenziale umano.