L’importanza dell’educazione in Clementina di Giuliana Salvi
Non ho detto che devi pensare da maschio. Questo è impossibile. Io posso solo togliervi il fuoco dagli occhi. Perché quello vi annebbia la vista. E’ per colpa sua se siete confuse o precipitose. Il fuoco ve lo dovete tenere dentro, in un posto che sapete voi, e basta.
Torniamo tra le stradine assolate del Salento con un libro pubblicato a marzo 2025 per Einaudi: Clementina è l’esordio letterario di Giuliana Salvi, che in questo romanzo ambientato a Lecce tra le due guerre mondiali, racconta la storia romanzata della vita della sua bisnonna e fa emergere ben chiara l’importanza dell’educazione in tutte le epoche.

Una promessa
La storia non è ambientata solo a Lecce, ma anche a Roma, ed è proprio qui che iniziano le vicende. Alla morte del marito Cesare, Clementina, sola con tre figli, fa una promessa: si sarebbe occupata lei dell’educazione dei suoi figli, proprio come avrebbe fatto il padre se fosse vissuto. Tra le garanzie di una vita dignitosa, l’educazione è fondamentale per quel padre lungimirante e Clementina se ne fa strumento, dando inizio alla vicenda.
Il ritorno a Lecce è inizialmente burrascoso per una serie di motivi, ma il ricongiungimento con la famiglia mitiga il dolore e le incertezze. In queste stradine gialle di pietra leccese accuratamente descritte da Salvi, Clementina inizia la sua missione, educando i figli in casa, senza fare distinzioni tra i figli maschi e le figlie femmine. La voce si sparge nel vicinato e così anche altre persone affidano a Clementina i loro figli, iniziando a fare ripetizioni ante litteram.
La testardaggine di Clementina
Vi ringrazio per aver creduto in me, vi porterò nel cuore e nella memoria.
Clementina non ha studiato per diventare insegnante e c’è da dire che all’epoca svolgere questo mestiere era molto più semplice rispetto a oggi. Tuttavia in lei c’è una determinazione forte, sicuramente alimentata dalla promessa fatta al marito, che non la fa demordere. Questa determinazione in dialetto leccese prende il nome di tigna, infatti Clementina appare spesso seria, concentrata, arcigna, quando in realtà è solo una donna che ha ben chiari i suoi obiettivi e che, non dimentichiamolo, ha vissuto una vita non semplice, fatta di numerose privazioni e perdite.
La sua intuizione è rivoluzionaria. Clementina prende in casa sua ragazzi e ragazze dati per spacciati, se li prende a cuore e se ne prende cura, dando un pizzico in più di attenzione a quei giovani considerati “difficili”, quelli sul punto di mollare e senza apparente motivazione allo studio. Si potrebbe definire una di quelle insegnanti che non svolgono il proprio lavoro per un tornaconto personale, ma vedono il loro impiego come una missione e come tale la sposano. Il segno che lascia è profondo, anche a distanza di anni.
La narrazione
Clementina è una romanzo denso, sia di eventi che di dialoghi. Racconta una storia che si dipana su più linee temporali, sempre specificate all’inizio di ogni capitolo. Tuttavia all’inizio non è facile entrare in questa spirale di eventi, date e nomi propri, molto numerosi, quindi non temete se all’inizio della lettura vi girerà un po’ la testa. Da circa metà libro il lettore avrà familiarizzato con eventi e nomi e la storia prenderà il decollo.
Molto utili nella scorrevolezza del romanzo sono i dialoghi. Spesso infarciti di espressioni dialettali, rendono la narrazione più fluida e trascinano nella situazione specifica che ha luogo in quelle pagine.
Un’eredità silenziosa
Chi ami non muore.
Ciò che Clementina lascia ai suoi familiari e ai suoi studenti è molto più di un mucchio di nozioni. Questa donna lascia un ricordo di determinazione che mai vacilla, anche di fronte agli eventi catastrofici della vita e riesce a tenere fede alla promessa fatta al marito, e anche molto di più. Riesce a dare ad alcuni ragazzi dati per spacciati la molla per farsi valere in un mondo che ha tanto da offrire loro, a memoria del fatto che c’è sempre speranza.
Clementina è un romanzo fortemente attuale. Il sistema scolastico italiano è un colabrodo di mancanze e frustrazioni di chi lavora per esso, tuttavia non sempre è bene fare di tutta l’erba un fascio. Grazie a persone come Clementina, con la sua stessa tenacia, con la stessa passione e voglia di cambiare il sistema, migliaia di giovani vite vengono “salvate” dalla sensazione di non essere abbastanza o di essere inferiori agli altri.
Un libro che consiglio di leggere in questo periodo estivo, grazie all’atmosfera inimitabile del Salento con i suoi odori caratteristici, colori vivaci, personalità travolgenti. Un libro che sicuramente resta addosso anche a distanza di tempo dopo averlo letto, un bell’esordio letterario arricchito dalla bellezza delle storie autobiografiche.