19 Aprile 2024

Libri in uscita ad Aprile 2024

Mentre le case editrici si preparano al Salone del Libro di Torino con titoli di punta, vediamo cosa ci aspetta in libreria in questo aprile 2024.

Stelle solitarie di Cristina Marconi

in uscita il 2 aprile per Einaudi.

Certe persone hanno con la sofferenza un rapporto confidenziale, e Cristina si è sempre considerata una di queste. Empatica, sentimentale, ma anche bravissima a farsi in quattro per dimostrare che la realtà può essere ridente, nonostante tutto. La malattia di Luca – marito, padre di sua figlia, amore simbiotico che ha fatto retrocedere a sfondo ogni altra cosa – l’ha attraversata così, sul viso un’espressione rassicurante e spiritata che non riesce a togliersi di dosso neanche ora che Luca sta bene. Chi non sta ancora bene invece è Vera, «l’amica zucchero», che dopo anni di compromessi faticosi con la malattia vuole andare nel posto in cui la cura si affronta con lo stesso piglio ardimentoso della corsa allo spazio, ispirata dalla stessa megalomania: Houston, la città che risolve problemi. E chi meglio di Cristina può starle accanto?

Così comincia il viaggio di queste due amiche quarantenni, che hanno costruito il loro legame sulla capacità di raccontarsi la vita e di farla più divertente di com’è, senza dover mai scegliere tra profondità e frivolezza. La bellezza è il loro principio di realtà: se agli altri serve come evasione, a loro ricorda esattamente ciò che conta, perché nella bellezza c’è anche celebrazione della vita, curiosità, immaginazione e gioco. Ma adesso Vera, come Luca, sembra aver cambiato luce: è solitaria, assorta, brilla un po’ in disparte rispetto alla sua costellazione originaria. Costretta a rinunciare alle sue ingenue fantasie di accudimento, spesso sola in una città di strade deserte costeggiate da grattacieli scintillanti e villette con il canestro sulla porta del garage, Cristina si dà allora il compito che le riesce meglio: fare di questo viaggio una storia, possibilmente un’avventura. In modo leggiadro e sapiente, Cristina Marconi si accosta al senso profondo dello stare accanto, al mistero della sofferenza e della speranza, fino a intravedere, a farci intravedere, una possibilità altrimenti inaccettabile: a un passo dal dolore degli altri – degli altri che amiamo – può accadere di scoprirci vivi, fortunati, persino felici.

The extraordinaires di T.J. Klune

In uscita il 2 aprile per Mondadori.

Una vicenda piena di avventure, emozionanti colpi di scena, amore queer e irresistibile umorismo, che parla di un ragazzo con deficit di attenzione e de gli eroi che adora.

Nick Bell non ha niente di straordinario. Ma essere il più popolare autore di fanfiction nella comunità di appassionati degli Straordinari è già qualcosa. Mentre eroi mascherati dotati di superpoteri danno prova di grande coraggio tra i cieli e nei bassifondi della città, Nick si accontenta di inventare storie sulle loro imprese eroiche e romantiche, che poi pubblica devotamente sul web invece di finire i compiti. Questo, almeno, fino a quando non incontra il più forte tra i suoi idoli, Shadow Star: scrivere di supereroi non gli basta più, ora vuole essere uno di loro. Decide quindi di diventare anche lui qualcosa di più. Qualcosa di straordinario.

A te vicino così dolce di Serena Bortone

In uscita il 2 aprile per Rizzoli.

Alcune storie sono universali, altre sono legate inesorabilmente al momento in cui esistono. Questa storia nasce alla fine degli anni Ottanta, quando Internet non c’era e le informazioni transitavano solo attraverso le chiacchiere o i libri. Quando, per capire come funzionava la sessualità, ci si fidava di un’amica che si proclamava più esperta, o di un giornaletto pornografico. Serena e Vittoria sono inseparabili, condividono tutto dall’infanzia: versioni di greco e discoteche, fughe in motorino dal liceo prestigioso del quartiere Trieste di Roma e brividi di libertà vissuti durante i tanto attesi soggiorni studio a Londra. Per entrambe, l’amicizia reciproca è salvezza e supporto rispetto al senso di inadeguatezza verso una società soffocante. Vittoria appare la più sicura e reattiva, Serena la più analitica e cerebrale. Un’estate nella vita di Vittoria compare Paolo, si innamorano, ma sarà Serena che avrà il compito difficile di scoprire la verità su di lui, in una contrapposizione tra vittime e carnefici che scardinerà ogni certezza. Tra complicità, tradimenti, colpi di scena e traumi, A te vicino così dolce è un romanzo tenero e avvincente, ma anche doloroso e pieno di coraggio, su quanto siamo disposti a farci ingannare dall’amore.

Il grande magazzino dei sogni di Mi-ye-Lee

In uscita il 2 aprile per Mondadori.

Penny è in grande trepidazione: sta per avere un colloquio con il famoso signor Dollagut, l’illuminato proprietario del Grande Magazzino dei Sogni, il negozio su quattro piani più ambito della città, dove si accede solo da addormentati e dove si vendono solo sogni. Una volta assunta, Penny scopre il segreto che rende quel magazzino un luogo così speciale: la magica funzione che ogni sogno porta con sé, la capacità di risvegliare emozioni sepolte, di far vivere sensazioni mai provate, e molto spesso di far superare i momenti critici della vita.

Abhorsen di Garth Nix

In uscita il 3 aprile per Fazi.

Dopo secoli di cattività, il Distruttore sta per tornare libero: Orannis non è più imprigionato nelle profondità della terra e sta cercando di spezzare l’ultimo vincolo che gli impedisce di esercitare i suoi terribili poteri. Mentre il Vecchio Regno cade ancora una volta nell’oscurità e nel terrore, la popolazione può confidare solo nell’Abhorsen, flagello dei morti. Ma l’Abhorsen Sabriel si è recata ad Ancelstierre insieme a suo marito il re e nessuno ha più ricevuto loro notizie. Soltanto Lirael, erede alla carica di Abhorsen, ha qualche possibilità di fermare Orannis, anche se non ha idea di come fare. Fino a poco tempo fa era semplicemente un’assistente bibliotecaria, che speranze può avere di salvare il mondo? Guidata da una visione delle Clayr, Lirael decide di mettersi in viaggio insieme ai suoi fidati compagni – Sameth, la Canaglia e Mogget – per cercare ovunque, sia nel regno dei vivi che in quello dei morti, qualcosa che la aiuti a fermare il Distruttore. Ma tra mostri d’ombra e malvagi negromanti, sembra che Nicholas, il migliore amico di Sameth, si sia lasciato manipolare dai poteri di Orannis e stia collaborando con lui. Che possibilità ha una giovane donna di sconfiggere un potere in grado di distruggere la vita stessa?

Prima facie di Suzie Miller

In uscita il 3 aprile per Neri Pozza.

«Guardate alla vostra sinistra. Poi alla vostra destra. Fra voi, una persona su tre non ce la farà». Così la preside della facoltà di Legge a Cambridge si rivolge alla sua platea: la crème de la crème della società, studenti eccezionali, gli abiti che gridano ricchezza, scuole private, fondi d’investimento. Ma nella folla, a disagio, incredula di essere lì, lei che viene dalle case popolari fuori Londra, c’è Tessa. Tessa che da un momento all’altro teme che qualcuno si avvicini a dirle: «Siamo dolenti, c’è stato un terribile errore». Tessa che, dopo quel discorso, concentra tutta la sua grinta e la sua rabbia nello studio. Non sarà lei, quell’una su tre. Ora, a trent’anni, Tessa Ensler è un’avvocata di successo, specializzata nei casi più spinosi, come la difesa di chi è accusato di violenza sessuale. La tenacia e il carattere adesso sono al servizio del sistema giudiziario e delle sue regole, in cui lei crede profondamente. È l’esistenza del ragionevole dubbio che bisogna provare, anche al di là di quello che a prima vista, prima facie, appare a giudice e giuria. Fino al giorno in cui a Tessa succede ciò che succede a tante. A un terzo delle donne, per la precisione. Il giorno in cui le attenzioni di un collega diventano qualcosa di più, e poi qualcosa di indesiderato, violento. E Tessa si trova così dalla parte opposta, insieme a tutte le altre, a scontrarsi col ragionevole dubbio, solo per scoprire la vera natura delle regole in cui ha sempre creduto. Non è per loro che sono state scritte.

Segreti di famiglia di Mahokaru Numata

In uscita l’8 aprile per Atmosphere Libri.

Ryōsuke, un ragazzo di circa venticinque anni, si ritrova a indagare su un oscuro segreto che grava sul passato della propria famiglia. Dopo l’improvvisa morte di sua madre e la misteriosa scomparsa della fidanzata Chie, un giorno Ryōsuke riesuma casualmente quattro misteriosi quaderni dall’armadio nello studio del padre. I manoscritti, che recano un titolo enigmatico, rappresentano una sorta di confessione degli omicidi perpetrati dall’autore stesso sin dall’infanzia, scatenandosi con sempre maggior ferocia durante l’età scolastica e la maturità. Questa inquietante scoperta porta Ryōsuke a interrogarsi sulla veridicità dei manoscritti e sull’identità dell’assassino, che infine individua nella figura di Misako, la sua vera madre: non quella che è morta da poco e che ha sempre vissuto con lui, bensì quella biologica, di cui il ragazzo conserva soltanto un vago ricordo. Con l’aiuto del fratello Yōhei, Ryōsuke riporta alla luce un complotto ordito anni prima dalla loro stessa famiglia: dopo aver scoperto la natura assassina di Misako, i genitori e il marito di lei (rispettivamente, i nonni e il padre dei due ragazzi) avevano cercato di sbarazzarsene, sostituendola poi con sua sorella Emiko affinché il piccolo Ryōsuke non si accorgesse della sparizione della madre.

La mano che cura di Lina Maria Parra Ochoa

In uscita il 9 aprile per Feltrinelli.

Prima arrivano le mosche. Quattro mosche che le ronzano per casa, a Medellín. Poi, una sera, Lina si trova davanti una donna dalla pelle scura come la notte che la invita a cercarla. Si chiama Ana Gregoria, anche se il suo nome non lo rivela e Lina non l’ha mai incontrata. “Ci sono cose che si sa che esistono anche se non si vedono e cose che si vedono pur sapendo che non esistono,” le risponde la madre quando Lina glielo racconta. E così inizia la sua storia. La storia di quando Lina non era ancora nata e sua madre Soledad aveva undici anni e una maestra di quinta elementare di nome Ana Gregoria. Una donna come non se ne erano mai viste in quel paese tra i monti dell’Antioquia, con la pelle scura come la notte e l’accento di chi viene dal mare. Sarà Ana Gregoria a svelare a Soledad chi è realmente. A farle immergere le dita nella terra per sentirla fremere. A insegnarle a mescolare erbe e radici e a pronunciare parole per invocare il silenzio intorno a sé e non essere vista né sentita. A parlare con le ombre. Perché la piccola Sole ha la mano che cura. Adesso tocca a Lina scrivere la sua storia, proprio mentre attorno a lei, dopo la scomparsa del padre, tutto sembra sgretolarsi e trascinarla verso un abisso. Ana Gregoria, ormai anziana, la sta chiamando. Spetta a Lina decidere se accettare un’eredità tanto preziosa quanto fragile, che si tramanda da generazioni tra superstizione e folklore. Perché non tutti capiscono i suoi poteri: la mano che cura può essere una benedizione, ma anche una condanna, e Lina dovrà fare la sua scelta. Con una scrittura potente, a tratti quasi ipnotica, che carica il racconto di tensione tellurica, Lina María Parra Ochoa intesse una storia tutta al femminile, che ruota intorno alla figura della bruja e si muove agile al confine tra magia e realtà, nel solco della migliore letteratura sudamericana.

I giorni di vetro di Nicoletta Verna

In uscita il 9 aprile per Einaudi.

È ingenua, ma il suo sguardo sbilenco vede ciò che gli altri ignorano. È vulnerabile, ma resiste alla ferocia del suo tempo. È un personaggio letterario magnifico. La voce di Redenta continuerà a risuonare a lungo, dopo che avrete chiuso l’ultima pagina.

Redenta è nata a Castrocaro il giorno del delitto Matteotti. In paese si mormora che abbia la scarogna e che non arriverà nemmeno alla festa di San Rocco. Invece per la festa lei è ancora viva, mentre Matteotti viene ritrovato morto. È così che comincia davvero il fascismo, e anche la vicenda di Redenta, della sua famiglia, della sua gente. Un mondo di radicale violenza – il Ventennio, la guerra, la prevaricazione maschile – eppure di inesauribile fiducia nell’umano. Sebbene Bruno, l’adorato amico d’infanzia che le aveva promesso di sposarla, incurante della sua «gamba matta» dovuta alla polio, scompaia senza motivo, lei non smette di aspettarlo. E quando il gerarca Vetro la sceglie come sposa, il sadismo che le infligge non riesce a spegnere in lei l’istinto di salvezza: degli altri, prima che di sé. La vita di Redenta incrocia quella di Iris, partigiana nella banda del leggendario comandante Diaz. Quale segreto nasconde Iris?

Storie fantastiche di isole vere di Ernesto Franco

In uscita il 9 aprile per Einaudi.

La vera storia del labirinto di Creta, le statue misteriose dell’Isola di Pasqua, le avventure dei pirati a Tortuga, il sole di mezzanotte nelle Lofoten, le fughe impossibili da Alcatraz: le isole sono mondi gelosi della propria libertà e non rivelano facilmente i segreti che custodiscono. Procuriamoci quindi un libro anfibio come questo, un isolario, per illuminare la rotta giusta, mettendo in scena la verità e l’invenzione presenti in ogni viaggio, luogo e anima umana.

Isole contese, abbandonate, conquistate e riconquistate, vendute e amate, incantate e stregate, plasmate dal vento che le abbraccia e le sferza, luoghi dell’origine e dell’utopia, inaccessibili, invisibili, isole che non sono isole, appena affioranti, quasi penisole: da Cipro ad Alcatraz, da Tortuga alle Galápagos, quando parliamo di isole – secondo il narratore di questo libro – parliamo di profezie, messaggi in bottiglia affidati alle acque. Che cosa vogliono comunicarci, le isole, con la loro presunzione di pensarsi come centro del mondo, di credere che tutto giri attorno a loro, come in realtà fanno solo le correnti e i pesci? La cosa piú difficile di fronte a un’isola è semplicemente leggerla, capire quale lingua parla e quale inesauribile racconto mormora il mare frangendosi sugli scogli. Storie fantastiche di isole vere descrive l’incontro di due personaggi. Il primo è un narratore, il Pilota, un marinaio che ha navigato su ogni rotta ed è sbarcato in ogni porto, e possiede perciò la saggezza dell’esperienza, quella vera, che si deposita lentamente nel corso di una vita.

Le lunghe ombre fredde di Eraldo Baldini

In uscita il 9 aprile per Rizzoli.

Fausto e Birgit erano entrambi prigionieri del campo di concentramento di Mauthausen, e proprio lì, durante la liberazione da parte degli americani, si sono conosciuti: lui, soldato italiano, lei, detenuta politica tedesca. Sanno pochissimo l’uno dell’altra, eppure l’urgenza di lasciarsi alle spalle quell’inferno e la forza di un amore salvifico li spingono a costruirsi una nuova vita insieme e mettere su famiglia nel paese natale di Fausto. La loro è una quotidianità fatta di piccole cose, un’esistenza semplice, lontana dalla mondanità, in una casa in mezzo a quel che resta delle selvagge paludi romagnole. Ma ci sono ombre nel cuore di Birgit, silenziose e persistenti, che la tormentano: nessuno sa nulla delle sue origini e della sua vita prima di trasferirsi in Italia, e lei è sempre restìa, anche con suo marito, a rievocare ricordi forse troppo dolorosi. E quando una nuova tragedia si abbatte sulla famiglia, l’acqua fangosa di un passato oscuro porta a galla, poco per volta, un relitto di segreti relegati per troppo tempo nelle stanze di una memoria ferita.

Il sussurro del diavolo di Miyuki Miyabe

In uscita il 9 aprile per Atmosphere Libri.

Dopo la morte della madre Keiko, il sedicenne Mamoru va a vivere a Tōkyō a casa degli zii. Quando finalmente inizia ad ambientarsi, però, lo zio investe una ragazza con il suo taxi e viene accusato di omicidio stradale. Qualcosa, però, a Mamoru non torna e decide di fare luce da solo sulla verità. Scopre così che la vittima, Sugano Yōko, nasconde ha un segreto insospettabile e, in realtà, è una delle vittime di una serie di omicidi mascherati da suicidi. Yōko infatti era coinvolta in una crudele truffa con altre tre giovani donne. Anche due delle quattro sono morte di recente in incidenti altrettanto violenti. Quando fa la sua comparsa un testimone inaspettato, un potente uomo d’affari, diversi giorni dopo l’incidente, la situazione diventa ancora più complicata. Chi è davvero quest’uomo e perché sembra così disperato nel suo desiderio di aiutare Mamoru? La testimonianza dell’uomo non fa altro che aggiungere bugie e inganni più confusi a un caso già sconcertante. Chi è l’assassino e come uccide le sue vittime? Nel frattempo, Mamoru corre per salvare l’ultima delle quattro donne prese di mira dal vero assassino.

La morte e la bambina di Juan Carlos Onetti

In uscita il 10 aprile per Sur.

Ambientato (come gran parte delle opere di Onetti) nella città immaginaria e mitologica di Santa María, questo romanzo breve viene pubblicato ora per la prima volta in italiano. Alla nascita del primogenito di Augusto Goerdel, il dottor Díaz Gray lo avverte che una seconda gravidanza risulterebbe fatale per sua moglie Helga. Quasi inevitabilmente, di lì a poco Helga morirà dando alla luce una bambina, e l’intera comunità di Santa María riterrà Augusto responsabile della sua morte: lo vedremo alle prese con la disperazione per il lutto ma anche con uno strenuo tentativo di difendersi dall’accusa collettiva. Solo molti anni dopo, attraverso un fascio di lettere ritrovate per caso, si scoprirà la verità. Ma sarà ormai troppo tardi per tutti. Una novella dalla scrittura cristallina in cui ancora una volta l’autore esplora gli abissi della natura umana. Prefazione di Gianni Montieri.

La figlia inutile di Laura Forti

In uscita il 12 aprile per Guanda.

Un’urna riposa solitaria in una tomba vuota, nella zona del cimitero ebraico destinata ai suicidi e ai casi ambigui. Elena avrebbe desiderato che le sue ceneri fossero sparse nella Mosella, il fiume che amava. Ma la famiglia non ha rispettato la sua volontà e la nipote, a distanza di anni, capisce che in quel mistero c’è un nodo da sciogliere, un conto in sospeso con la memoria. Nata in una famiglia di esuli russi che l’avevano lasciata a balia in Francia nei primi anni di vita, Elena era cresciuta ribelle e anticonformista, dispotica e generosa, amante dei gatti e delle tradizioni. Per ricomporre le tante facce della sua identità, la nipote deve ripercorrere il cammino dei Dresner, le tappe di una integrazione di successo in Italia: le amicizie con il sionismo nascente dei Rosselli e dei Sereni ma poi perfino con Mussolini, la scalata del Credito Italiano. Quando nel 1938, con le leggi razziali, i Dresner sono costretti di nuovo all’esilio, Elena, l’elemento emotivo, sensuale e vitale, dannoso per una famiglia che considera i sentimenti un lusso inutile, viene di nuovo abbandonata, proprio nel momento in cui il fascismo sta mostrando il suo volto più feroce. La scrittura riempie la tomba vuota, restituisce fisicità e verosimiglianza a un fantasma, narrando una storia che attraversa l’Europa del Novecento ma è tutta italiana.

Ora amati di Roberto Emanuelli

In uscita il 16 aprile per Feltrinelli.

È possibile rinunciare a noi stessi per amore? Quanta fiducia siamo disposti a concedere a chi ci inganna? Possiamo continuare a perdonare chi mostra indifferenza mentre la nostra vita, giorno dopo giorno, va a pezzi? Clara vive a Roma, dove gestisce una libreria. Ama tutto del suo lavoro, crede nel potere dei libri, che non solo ci consentono di scoprire mondi sconosciuti e vivere vite che non sono la nostra, ma possono anche curare. Salvare. Eppure, in questo momento, proprio lei, che spesso consiglia romanzi sicura del loro effetto sulle persone, non riesce a trarne alcun aiuto per sé stessa. La sua vita è una continua altalena da quando, tre anni fa, ha conosciuto Alessandro e ne è diventata l’amante. Ha accettato una relazione costellata di distacchi improvvisi e mezze verità. Una storia che non è quasi mai come vorrebbe. Clara è diventata insicura, perché non si sente mai davvero scelta, a volte stenta addirittura a riconoscersi. Solo la presenza degli amici di sempre riesce a darle un po’ di conforto nei periodi più bui. Anna invece vive a Milano e studia Economia alla Bocconi, per assecondare un desiderio dei genitori più che il proprio. Davanti a sé ha un futuro già scritto: tornerà in Calabria e prendere le redini dell’attività di famiglia. Ma non è questo che Anna vuole e infatti ha la sensazione di vivere una vita che non le appartiene. Mentre la propria famiglia fa finta di non vedere il suo disagio. Quando incontra Francesco, tutto sembra cambiare. La felicità, comincia a pensare, può esistere anche per lei. Francesco, però, si concede per poi ritrarsi, un giorno è presente, quello dopo scompare, lasciando Anna in balia di interrogativi senza risposta e di uno sconforto da cui è difficile riemergere. Anna e Clara: due donne che cercano l’amore per trovare, anche, sé stesse. Due donne che in nome dell’amore corrono invece il rischio di perdere sé stesse. Cosa serve per dire basta, per non esistere solo in funzione di qualcun altro, per tornare, veramente, ad amarsi?

L’ultimo mago di Francesca Diotallevi

In uscita il 16 aprile per Neri pozza.

È la notte di Capodanno del 1960 e, in un lussuoso appartamento affacciato sul parco del Valentino, un gruppo di persone siede attorno a un tavolo. L’aria è quasi elettrica e nessuno osa emettere un fiato. Aspettano l’inizio di quelli che il padrone di casa chiama «esperimenti» ma che per chi è lì hanno un valore inestimabile, metafisico, soprannaturale. Gustavo Rol ha l’eleganza garbata e poco esibita di chi cammina con naturalezza in qualunque stanza del mondo, e il pubblico pende dalle sue labbra. Solo un uomo lo guarda con sospetto, è sicuro che ci sia un trucco e vuole svelarlo. Nino Giacosa è un uomo rotto, in fuga: dai debiti di gioco, dai fantasmi della disfatta di El Alamein, da Miriam, la donna che ha amato. Da sé stesso. Dopo tanti sogni infranti, tuttavia, ha trovato qualcosa che può riempire il vuoto della sua esistenza: una storia. La storia che sta scrivendo giorno e notte nella squallida stanza di una pensione è quella di un grande imbroglio, celato dalle mani sapienti di un illusionista. Ed è con questo atteggiamento scettico, l’occhio attento a ogni dettaglio, che Nino inizia a partecipare alle serate di Rol. Ma tra i due uomini, all’apparenza così diversi, si crea presto una complicità imprevista. E nelle passeggiate attraverso una Torino gelida e impenetrabile, Rol racconta a Nino la propria vita, il «dono» che ha scoperto grazie a un polacco conosciuto a Marsiglia, gli studi e lo scoramento all’idea di essere ammirato ma mai compreso.

La fabbrica dei destini invisibili di Cécile Baudin

In uscita il 16 aprile per Nord.

Due morti apparentemente inspiegabili. Una seteria in cui niente è come sembra. Una donna alla ricerca della verità. Una figura incappucciata esce dalla casa in cui una donna sta esalando l’ultimo respiro. Quindi si allontana nella notte, portando con sé due bambini appena nati… Ventun anni dopo. Le sirene delle seterie scandiscono la vita dell’Ain, una delle tante regioni che hanno cambiato volto dopo la Rivoluzione industriale. Eppure, fuori dei ritmi regimentati della fabbrica – che grazie alle nuove leggi sul lavoro garantisce salari migliori e orari più umani –, ci sono ancora centinaia di donne che vengono sfruttate nelle soffitte delle case, dove si fila sino a tarda ora alla luce incerta di una candela. È proprio per difendere i diritti di queste giovani invisibili se Claude Tardy è diventata ispettrice del lavoro. Una professione nuova e ancora tutta maschile, al punto che, per poterla svolgere, spesso Claude è costretta a indossare vestiti da uomo. Come la fredda sera di dicembre del 1893 in cui viene chiamata a indagare sulla morte sospetta di un operaio, trovato impiccato agli stessi fili metallici su cui si spezzava la schiena durante il giorno. E la faccenda si complica tre mesi dopo, quando dalle acque di un lago emerge il cadavere di un altro operaio. Due morti che non avrebbero nulla in comune, se non fosse che le vittime si somigliano come gocce d’acqua e sembrano in qualche modo legate a un convitto di religiose, dove le giovani operaie delle seterie sono ospitate fino al giorno del matrimonio. Ed è qui che la strada di Claude incrocia quella di suor Placide, che da mesi aspetta notizie di una ragazza scomparsa all’improvviso. A poco a poco, le due donne si rendono conto che le loro ricerche sono collegate e che solo unendo le forze potranno fare luce su una brutale realtà sommersa che coinvolge uomini potenti e pericolosi. Una realtà che in troppi hanno sempre finto di non vedere, per paura o per avidità… Ci sono fili che legano passato e presente, verità che sfuggono come seta.

Padiglione di riposo di Camilo José Cela

In uscita il 19 aprile per Utopia.

Alla fatica e al dolore fisico dei personaggi si somma la malinconia del distacco, l’allontanamento da una società che, prima di comprenderne le difficoltà, li giudica per il pericolo che rappresentano. La malattia non è, perciò, solamente un fardello, ma a tratti una colpa, da scontare in solitudine o, al massimo, tra correi. Le loro menti sono attraversate dagli stessi pensieri e una speranza comune li anima, quella della guarigione. Così, a poco a poco, tra i degenti si consolidano le relazioni, scandite da antipatie e ossessioni, chimica e attrazione. Ogni personaggio racconta il suo punto di vista e dal padiglione, tra lettere e diari, emerge una nar-razione corale, un punto di vista universale sulla condizione umana. Quando il corpo è minato dalla malattia, l’uomo diventa più spontaneo, più semplice. Insomma, corrisponde meglio a se stesso, e finalmente si rivela umano. Ma, prima che si inizi a parlarne al passato, esiste una soluzione per comprendere appieno la vita?

Hai portato con te il vento di Natralia Garcia Freire

In uscita il 24 aprile per Sur.

Cocuán è un paesino battuto dal vento freddo delle Ande e sul punto di essere cancellato dalla memoria. Lì vive Mildred Capa, una giovane che alleva maiali al limitare del bosco. In seguito alla prematura morte della madre e alla scomparsa del padre, Mildred viene depredata della casa e dei terreni e rinchiusa dal parroco in un monastero finché di lei non si perdono le tracce. Anni dopo, una serie di sparizioni, episodi di follia collettiva e strani avvenimenti sconvolgeranno Cocuán e, gettando oscuri presagi, rievocheranno nei suoi abitanti la leggenda della vecchia Mildred. Alternando le voci di nove personaggi, Natalia García Freire dà vita a un racconto gotico e suggestivo, in cui il confine fra sogno e realtà si fa sempre più labile.