Le relazioni tossiche nei libri
I lettori attenti e appassionati sanno trovare i fili conduttori nei libri. Quello di cui parliamo oggi è in grado di annebbiare la vista e impedire il chiaro ragionamento delle persone, trascinando inesorabilmente rapporti che sarebbero dovuti terminare molto tempo prima o evolversi in altro modo.
Il filo delle relazioni tossiche è difficile da recidere, soprattutto perché se ci sei dentro non te ne rendi conto e spesso le parole di aiuto da parte di chi ci ama risultano vuote.
La carrellata di libri che vi proponiamo oggi, tutti contemporanei, tratta le relazioni tossiche in molte loro sfaccettature. Non si pensi, infatti, che possa essere tossica solo la relazione con il partner. Purtroppo – e qui la letteratura ce ne dà la conferma – possono essere sbagliati anche i rapporti familiari, amicali e persino quelli platonici che non hanno mai una vera attuazione nella realtà.
Tutte queste relazioni non hanno funzionato, rovinando i protagonisti e chi sta loro intorno. Trovo che la contemporaneità, patria delle relazioni tossiche, abbia saputo trasporre bene nelle pagine dei libri quel senso di impotenza di chi si trova invischiato in relazioni pesanti. Vediamo nel dettaglio di quali libri stiamo parlando.
Rebecca la prima moglie di Daphne Du Maurier
La protagonista senza nome del celebre romanzo della scrittrice inglese mette in luce ben due relazioni particolari. La giovane donna, durante una vacanza a Montecarlo con la nobildonna di cui è dama di compagnia fa la conoscenza dell’avvenente Maxim De Winter, ricco vedovo che subito si innamora della giovane. Inizia così la loro affrettata relazione e la loro vita nella tenuta di Manderley, una villa che è ancora impregnata della presenza della defunta moglie di De Winter, Rebecca, che dà il nome al romanzo.
La remissiva protagonista non saprà imporsi come nuova moglie e di conseguenza sarà bistrattata dal marito (non necessariamente in modi espliciti) e verrà perseguitata dal ricordo e dall’onnipresenza di Rebecca, che la vessa nell’animo. Il romanzo, da cui Alfred Hitchcock ha tratto anche una pellicola, mette in mostra ancora di più l’estrema inadeguatezza della protagonista che si trova invischiata in una situazione da cui non riesce a liberarsi, rendendo la storia un ottimo pretesto per un film noir.

La figlia oscura di Elena Ferrante
Nella cornice spensierata ed estiva che è una vacanza nel sud Italia, la protagonista Leda ha modo di riflettere su cosa sia la maternità, sia in generale sia strettamente per lei. Si offrono come pretesto una giovane madre con la figlia piccola in spiaggia, un piccolo idillio per gli occhi che induce la protagonista a riflettere profondamente su che madre sia stata per le sue figlie. La relazione tossica è causata da lei stessa, madre insoddisfatta del suo ruolo casalingo, professionista pentita di aver messo da parte la carriera per la famiglia, al punto da compiere un gesto estremo che cambierà le sorti della sua famiglia per sempre.
Una prospettiva insolita, quella della relazione tossica raccontata da chi l’ha causata, una relazione che non si è rivelata tossica e dannosa solo per chi l’ha subita, ma soprattutto per chi ha acceso la miccia. Un libro che dà molto su cui riflettere.

Amico mio di Gianmarco Perale
Spesso si dice che l’amicizia sia la forma più pura di amore, proprio perché disinteressato e destinato a durare nel tempo. Cosa succede, però, quando questo sentimento viene interpretato troppo alla lettera e a interpretarlo con gli strumenti sbagliati è un adolescente? La portata di Amico mio è gigantesca e ha la potenza di un grande classico, pur essendo un libro contemporaneo scritto da un giovane autore.
Il protagonista della storia vede l’amicizia in modo totalizzante e la interpreta letteralmente, danneggiando per sempre il rapporto con il suo migliore amico e senza però percepirne le conseguenze. Una tensione elevatissima si sparge in ogni pagina fino al triste epilogo che ci fa riflettere sulla portata delle nostre azioni, anche quando agiamo in buona fede.

Il profumo di Patrick Süskind
Lo scrittore tedesco ci catapulta nella Francia del 1700 per farcene annusare la brutale realtà. Accanto a olezzi maleodoranti di mercati, botteghe e bordelli troviamo la delicata fragranza delle botteghe dei profumieri, un’arte molto in voga al tempo. Con grande maestria, Süskind fa immedesimare il lettore in questo dicotomico ambiente e ci presenta il suo insolito protagonista, Jean-Baptiste Grenouille, un ragazzino apparentemente insignificante ma con un olfatto straordinario. Ne seguiamo le traballanti vicende, che però non sono oggetto di questa analisi. Interessi, di questo libro, il fine ultimo delle azioni di Grenouille, ovvero creare una fragranza assoluta, suprema e universale, ottenuta dalla pelle di giovani vergini.
In quello che è un misto tra gotico e horror, Süskind ci mostra i sudici e perversi meandri della mente di questo protagonista che si macchierà delle più orride nefandezze pur di raggiungere il suo obiettivo. Qui le relazioni tossiche sono plurime ma platoniche, perché Grenouille, a causa del suo turbolento passato, imposta i rapporti con l’altro in maniera del tutto errata e fuori target. A voi scoprire il perché.

Sul lato selvaggio di Tiffany McDaniel
Un romanzo brutale che spiega con immagini molto vivide la portata delle scelte sbagliate. Sullo sfondo un’America allo sbaraglio che, nella persona delle due sorelle protagoniste, va completamente alla deriva e si butta sull’uso di droghe, forse la scelta più facile in contesti simili. Il tenore di vita delle due ragazze porta inesorabilmente a instaurare relazioni tossiche intese nel senso letterale, stavolta. Un tunnel da cui è quasi impossibile uscire, a meno che non si possieda una forza d’animo d’acciaio.

Psycho di Robert Bloch
La celebre storia scritta da Bloch e poi diventata un film ancora più celebre diretto da Alfred Hitchcock ha dell’agghiacciante. Ciò che potrebbe sembrare un banale thriller diventa la discesa infernale nella mente del protagonista Norman Bates, insospettabile assassino della giovane donna che soggiorna nel motel di sua gestione. Dietro l’assassino si cela ben altro: una madre iperprotettiva, dalla presenza soverchiante che guiderà molte delle azioni del “povero” Norman fino a condurlo alla pazzia.

Uvaspina di Monica Acito
Nella magnifica Napoli luccicante di sole, la storia narrata da Monica Acito è ambientata nei bassifondi e ha come protagonista Uvaspina, un ragazzo che combatte costantemente per scoprire la sua identità e che tutti chiamano femminiello. La vita del giovane non è resa facile dalla vergogna che suo padre prova nei suoi confronti, dall’indifferenza della madre ma soprattutto dalle angherie della sorella, sempre in preda allo strummolo, una forza brutale inarrestabile che travolge cose e persone. Questa è la vita di Uvaspina, che impara a conoscere l’amore e la delusione, tutto a sue spese. Uvaspina non è solo un romanzo sulla scoperta di sé, ma anche sull’ambiguità dell’amore fraterno.

Atti di sottomissione di Megan Nolan
Infine il libro che forse racchiude il senso letterale di relazione tossica: quella con il proprio partner. La giovane protagonista perde la testa per Ciaran, il bello e dannato, con il quale instaura una relazione. La forte passione nei suoi confronti acceca il raziocinio della protagonista, che inizialmente non coglie la furia dell’uomo e ciò che comporta. Attraverso non poca sofferenza, si giunge poi all’epilogo liberatorio e questo romanzo ci lascia un messaggio importante: mai camuffare l’amore con la passione. Un romanzo crudo e violento, ma per questo aderente al reale.
