Le ragazze Monroe: un viaggio folle nel mondo post-esotico di Volodine

Le ragazze Monroe è un romanzo scritto da Antoine Volodine e edito da 66THAND2ND.

Il romanzo racconta la storia di una terra governata da 343 fazioni di un Partito in piena obsolescenza che cerca in qualche modo di riaffermare la sua egemonia e le sue ideologie totalitarie. La missione sembra persa in anticipo quando si dà uno sguardo al mondo distopico in cui si evolvono i fatti principali: una pioggia incessante, una città deserta con edifici e viali sporchi, ingombri di sporcizia, residui caduti, cadaveri e creature incerte.

Ma anche in una landa desolata come quella descritta, esiste uno spirito di ribellione che viene covato e messo in atto da Monroe, uno dei nemici del Partito, defunto da tempo. Monroe intende rovesciare il potere in atto e, per fare ciò, dal mondo dei morti invia delle ragazze – chiamate ragazze Monroe – per portare a termine la sua impresa.

Lo “spazio nero” di Volodine

Quel che rimane della Terra dopo un’apocalisse che non ci è dato conoscere, viene ormai identificato come la grande “città psichiatrica”. Ma potrebbe anche essere lo “spazio nero”, una sorta di costante nell’opera di Antoine Volodine.

La città psichiatrica è “l’unico posto al mondo dove stare in piedi”, perché è effettivamente l’unico posto ancora controllato, dopo l’apocalisse, dal Partito. La città psichiatrica è segnata dal caos, dall’abbandono e dal suo carattere di mondo morente e inabitabile.

I padiglioni della città psichiatrica ospitano ancora diverse tipologie di pazienti, sotto l’occhio dei gerarchi del Partito, che per il momento se la passa piuttosto male. Alcuni dei suoi membri, preoccupati o addirittura presi dal panico per una possibile infiltrazione delle ragazze Monroe in città, non esitano ad affidare un compito di primaria importanza al folle narratore del romanzo, Breton, uno schizofrenico.

Breton ha capacità telepatiche ed ha il dono di vedere nell’oscurità, è proprio grazie a questo che un giorno, mentre è seduto davanti alla finestra, vede una delle ragazze Monroe che dallo spazio nero tramite un portale giunge alla città psichiatrica. Interrogato a causa delle sue visioni, deve costantemente rendere conto delle azioni delle ragazze Monroe.

Breton deve individuare e smascherare (tramite occhiali e altri oggetti onirico-ottici) gli atti e i gesti proiettati da Monroe per destabilizzare la città psichiatrica. La sua missione, in un mondo distopico pieno di riferimenti alla fantascienza e allo spionaggio, è riportare tutto ciò che può sulle sue visioni di Monroe e delle sue ragazze.

Chi è Monroe?

Quello che è meno certo è il luogo da cui Monroe ritorna nella città psichiatrica. Quel che si sa su di lui è che è già morto ma da dove fa ritorno? Dalla morte, da oltre lo spazio nero? Lo spazio-tempo in cui si evolve tutta la storia è a dir poco strano e il lettore si ritroverà con alcuni elementi che rimarranno criptici e irrisolti fino alla fine.

Volodin gioca con l’immaginazione del lettore, senza voler aggiustare nulla. A differenza di Breton, Monroe non ha segreti. Infesta le coscienze, popola le immagini di chi riesce a entrare in comunicazione con lui (attraverso i suoi sogni o attraverso le sue proiezioni radiofoniche). Ma alla fine della fiera verrà, Monroe? La sua venuta sembra “proibita” dalla storia, ma chissà se, in fondo, Monroe non annuncerà presto, con la sua stessa voce di morte, che è in grado di “tornare”?

Monroe è certamente un personaggio importante (spettrale) del libro, ma non è certo il vero soggetto della storia, nonostante l’importanza dei “sogni di Monroe” a cui Breton ha un diritto di accesso privilegiato.

Volodine e il post-esotismo

Il romanzo Le ragazze Monroe fa parte del cosiddetto movimento post-esotico. L’autore stesso è all’origine di questa corrente letteraria lanciata intorno al 1990.

Apocalissi e fallimenti diventano la materia viva della letteratura post-esotica, della quale Volodine è l’artefice accanto alle figure di Lutz Bassmann, Manuela Draeger, Elli Kronauer (altri pseudomini usati dallo stesso Volodine) e altre multiformi identità testimoni della fine della civiltà occidentale, che sembrano parlare attraverso un opprimente corpo-prigione. I personaggi post-esotici sono spesso morenti, malati di mente, mendicanti, subumani e persino animali.

Il confine tra immaginazione e realtà, tra esistenza e inesistenza, sono punti cardine nella letteratura post-esotica.

Le ragazze Monroe si è rivelata una buona lettura che attraverso elementi distopici e bizzarri vi catapulta in un mondo ormai senza speranze. Rinunciate a capire l’origine dell’apocalisse, rinunciate a capire quali sono i collegamenti tra lo spazio nero dei morti e la città psichiatrica dei vivi perché nel romanzo non vi verrà fornita alcuna spiegazione plausibile.

Le ragazze Monroe è un libro complesso, tutto è assurdo e così forte allo stesso tempo: i personaggi, le loro azioni, il loro ambiente. Quel che potete fare per attutire il colpo è mettervi comodi e lasciarvi guidare da Volodine in questo viaggio folle e criptico tra humor, misteri e ribellione.