Le parole che mi hai lasciato di Rebecca Yarros
Può l’amore sopravvivere alle bugie? Le parole che mi hai lasciato è il romance scritto dalla celebre autrice (più nota per le saga fantasy di Fourth Wing) Rebecca Yarros. In Italia è edito da Sperling & Kupfer ed è recentemente tornato sotto i riflettori grazie ai social.

Ella e Chaos, non si conoscono eppure sono anime affini. Lui è un soldato al fronte senza famiglia e ha trovato nell’esercito un luogo che in qualche modo può chiamare casa. Lei è una madre single di due gemelli costretta a crescerli da sola. Non solo, Ella è anche la sorella di un soldato che – guarda caso – è uno dei più grandi amici di Chaos.
Sarà proprio il fratello a mettere in contatto Ella e Chaos che iniziano a scriversi lunghe lettere diventando prima amici di penna, poi forse qualcosa di più. Ma a un certo punto le lettere di Chaos smettono di arrivare ed Ella inizia a pensare di averlo perso in un brutto incidente di guerra. Finché Beckett (alias Chaos) si presenta alle porte della ragazza per conoscerla e prendersi cura di lei ma non trova il coraggio di rivergargli la verità su di lui né su quello che è successo al fratello.
Una storia d’amore a stelle e strisce
Rebecca Yarros trasporta i lettori in una storia tutta americana, dall’ambientazione allo sviluppo narrativo che sotto molti punti di vista ricorda moltissimo la produzione di Nicholas Sparks (se il booktok fosse esistito dieci anni fa, probabilmente sarebbe l’autore più letto e apprezzato sui social).
La storia infatti presenta un reduce di guerra, due persone che devono fare i conti con la propria solitudine – seppure per motivi completamente diversi – una struttura immersa nella natura americana (Ella gestisce una sorta di hotel/ranch/b&b) e storie famigliari che si scontrano con il sistema sanitario e sociale made in Usa. La capacità dell’autrice sta proprio nel far sentire chi legge in qualche modo americano e, al tempo stesso, comunque a casa.
Due solitudini possono completarsi a vicenda?
Le parole che mi hai lasciato è, prima di tutto, la storia di due solitudini. Quella di Ella e quella di Chaos. Seppure per motivazioni diverse hanno imparato a crescere e farcela da soli senza poter contare sull’aiuto degli altri perché spesso quell’aiuto purtroppo non esisteva. Lo stare soli porta i due protagonisti a essere forti, indipendenti ma – allo stesso tempo – molto diffidenti nei confronti del prossimo. D’altronde se hanno passato buona parte della loro esistenza a farcela da soli, perché dovrebbero pensare di poter contare su un altro essere umano?
Ed è proprio qui che scatta la magia. Gli esseri umani, in fondo, non sono progettati per restare soli ma per condividere esperienze, passioni, idee e anche la vita.
Chaos ed Ella si riconoscono in questa solitudine e sarà proprio l’aver provato le stesse sensazioni a farli avvicinare, consapevoli di non aver bisogno dell’altro per sopravvivere ma desiderosi di avere una spalla sui cui poggiarsi nei momenti più bui. Perché la sofferenza, se condivisa, spesso diventa più sopportabile.
Un libro che sembra prevedibile, ma che alla fine vi farà piangere tutte le vostre lacrime
Il romanzo di Rebecca Yarros fin dalle premesse sembra il classico romance prevedibile: due personaggi diffidenti che si conoscono, che si piacciono, che litigano, che non sopportano le bugie o non riescono a dire la verità, segnati da un passato difficile eppure destinati a finire insieme praticamente da pagina uno. E se la storia in un certo senso va in questa direzione l’autrice americana decide di infilarci una serie di colpi di scena (alcuni immaginabili, altri assolutamente imprevedibili) che porteranno il lettore a dover fare scorta di fazzoletti per asciugare tutte le lacrime che verserà.
Perché proprio alla fine la Yarros assesta il colpo di grazia quando me te lo aspetti, quando tutto sembra andare per il verso giusto.
Eppure sarà proprio quel dolore indicibile che lascerà un solco profondo e una cicatrice permanente ai due protagonisti che permetterà a Chaos ed Ella di far pace con il passato e di guardare al futuro con speranza, seppure sempre con una certa dose di malinconia.
Un romance con la erre maiuscola?
Le parole che mi hai lasciato è un romance che rispecchia perfettamente il genere e che non delude i lettori. Una storia non eccessivamente sdolcinata, sicuramente non nuova (ricorda tanti romanzi già letti) ma che riesce comunque a tenere il lettore inchiodato alle pagine. Nel complesso una lettura godibile con dei personaggi che difficilmente si dimenticano, anche se forse un po’ prevedibile.
Promosso, ma non con il massimo dei voti.
