Le otto vite di una centenaria senza nome

Le otto vite di una centenaria senza nome di Mirinae Lee inaugura l’anno di pubblicazioni della casa Editrice Nord. Uscito il 9 gennaio 2024, il testo si basa su un interrogativo intrigante: è possibile vivere 8 vite con un solo corpo? La storia, ambientata tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, attraversa un secolo della vita personale della protagonista che affronta drammi, avventure e sventure. Fa da sfondo storico la Guerra in ogni sua forma con le sue dure conseguenze.

le otto vite di una centenaria senza nome

7 vite: 7 identità diverse

Un’impiegata della casa di riposo si rivolge ai residenti per farsi raccontare la loro vita e redigere il loro necrologio. Per facilitarsi nell’impresa chiede a ognuno di descriversi con 3 aggettivi.
Un numero di aggettivi limitato per la signora Mook Miran, una vecchina quasi alla soglia dei 100 anni, che ne sceglie sette: schiava, artista della fuga, assassina, terrorista, spia, amante. E madre. 
L’impiegata che la nonnina chiama affettuosamente “la sua biografa” resterà attonita e dubbiosa riguardo al racconto della vita di questa donna. Una vita fatta di sacrifici, imprese ardue da superare, tragedie, scelte difficili compiute per la sua sopravvivenza. Attraverso il racconto della sua vita, viene fuori il ritratto di una donna camaleontica, capace di adattarsi a qualsiasi situazione e che teme il rimpianto più della morte.

Ma rimane un ultimo enigma da svelare, quello che riguarda l’ottava vita della donna.
E l’enigmatica e affascinante signora Mook lascerà l’arduo compito a noi lettori.

Una protagonista indimenticabile

Mook Miran, ovviamente, non è il vero nome della centenaria, ma uno dei suoi tanti nomi fittizi.
L’autrice ha costruito un personaggio complesso, ricco di sfumature e di misteri, che permane anche a chiusura del libro nella mente dei lettori.

Mook Miran nasce in un paesino della Corea del Nord, ha un padre violento e una madre intelligente e istruita da cui imparerà le lingue. Lì compirà il suo primo omicidio che segnerà per sempre la sua vita. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale verrà rapita dai soldati giapponesi e diverrà una confort woman. Sarà una delle poche sopravvissute all’arrivo degli Alleati e deciderà di prendere in prestito la vita di una delle sue compagne di sventura, sposata con un sarto.
Si innamorerà davvero di quell’uomo e i due decideranno di adottare una bambina abbandonata.
Nel frattempo, il suo passato travagliato non passa inosservato agli occhi dei nordcoreani, abituati già dall’infanzia allo spionaggio, e si troverà costretta a diventare una spia.

Una storia ricca di colpi di scena e avventura, che sorprenderà e lascerà il lettore senza fiato, in attesa di un nuovo colpo di scena.

La struttura narrativa

La prosa scelta da Mirinae Lee è feroce e lirica allo stesso tempo.
Il racconto delle vite della protagonista non avviene linearmente e non è affidato unicamente alla sua voce narrante. Sono almeno tre i personaggi che daranno uno sguardo esterno alle sue avventure: la figlia adottiva ma così simile a lei, il marito della figlia e un bambino che la conosce di sfuggita, mentre la donna sta svolgendo una delle sue operazione da spia.

E’ difficile tracciare un unico ritratto della personalità variopinta di questa figura resiliente e determinata e la struttura narrativa così poco ordinaria non ci viene d’aiuto.

Elementi storici nel testo

Sono tanti gli eventi storici raccontati e degni di nota in Le otto vite di una centenaria senza nome.
Dalla Seconda Guerra mondiale, alla Guerra di Corea, al fenomeno delle Confort Woman, una pagina storica molto triste che vede le donne come vittime e protagoniste.

Vengono raccontati molti aspetti della società nordcoreana, ancora tristemente attuali, come la facilità nel venire condannati a morte anche solo se si viene scoperti a guardare un film americano; la frequente mancanza di luce e elettricità; la difficoltà nel fare carriera se non si appartiene a una classe più alta e vicina al partito; la finzione nei rapporti sociali, non esistono amici, ma solo persone che ti tengono d’occhio.

Ci sarebbe stato bisogno di un approfondimento maggiore di questi argomenti, che vengono talvolta accennati e fanno da sfondo alle imprese della protagonista, ma che incuriosiscono il lettore a tal punto che rimane la voglia di saperne di più.

Consigliato a chi

Le otto vite di una centenaria senza nome è una storia con un grande potenziale, che in alcuni punti non è stato espresso al suo massimo. Rimane comunque una storia avvincente e dinamica.
Il libro è consigliato a tutti i lettori che amano le storie non convenzionali, cariche di pathos e che amano sorprendersi.