Le origini del male: alla ricerca della verità in un labirinto di oblio e menzogne

Libro "Le origini del male" di You-jeong Jeong

Le origini del male è (purtroppo) l’unico romanzo della scrittrice coreana You-jeong Jeong pubblicato in Italia. Autrice di altri tre romanzi famosissimi in patria, viene considerata la regina del crimine coreano e paragonata a Stephen King. Questo thriller psicologico, caratterizzato da trama e personaggi magistralmente costruiti, ne è la prova.

Trama

La vita di Yu-jin, un giovane che vive con la madre e il fratello adottivo Hae-jin, non è come quella dei suoi coetanei. Infatti, da quando è bambino, più precisamente da quando il padre e il fratello maggiore sono morti tragicamente, deve assumere degli psicofarmaci per contrastare l’epilessia di cui soffre. Questa terapia, dai terribili effetti collaterali, gli è stata imposta dalla zia, che lo segue in qualità di psichiatra e che Yu-jin disprezza profondamente. Non nutre particolare simpatia nemmeno per la madre, iperprotettiva nei suoi confronti e succube della sorella. In altre parole, Yu-jin sente che le due donne abbiano preso possesso della sua vita e l’abbiano rovinata.

[…] mia madre e mia zia non rientrano sempre nella categoria delle persone “facili”. La mia vita ricorda quella di un cuscino perennemente pressato dalle loro chiappe. Supplicarle di spostare quel peso asfissiante è inutile.

Per sentirsi libero e vivere momenti di serenità, ogni tanto Yu-jin smette di prendere le pillole e, con il favore della notte, sgattaiola fuori di casa per andare a correre lungo il molo, ovviamente tutto di nascosto dalla madre.

[…] tu forse non vorresti vivere qualche giornata con la mente serena dopo sedici anni di emicranie atroci, un ronzio perenne nelle orecchie e i muscoli flosci?

È proprio dopo una di queste fughe notturne che Yu-jin si sveglia in camera sua, ricoperto di sangue dalla testa ai piedi. Anche la stanza ne è imbrattata: le pareti, il materasso, il pavimento, tutto. Confuso e frastornato, decide di seguire le impronte insanguinate, che lo portano fino in cucina, dove sua madre giace in una pozza di sangue, con la gola tagliata.

Le origini del male - copertina

Cosa le è successo? Perché c’è sangue in tutto l’appartamento e anche lui ne è ricoperto? Per quanto si sforzi, Yu-jin non sa rispondere a queste domande, perché ha un grosso vuoto di memoria, mancano all’appello diverse ore. Ricorda solo dettagli frammentari e sconnessi: la fuga di casa, la corsa, una ragazza alla fermata dell’autobus e sua madre che lo chiama implorante nel cuore della notte.

Con un cadavere in cucina e sangue ovunque, Yu-jin non ha tempo per disperarsi. Deve assolutamente rimanere lucido per riportare a galla i ricordi scomparsi e fare luce sulla tragedia. In cerca di risposte e verità, inizia a ripercorrere la dolorosa storia della sua vita, con particolare attenzione al rapporto conflittuale con la madre.

Forse adesso potrei identificare quel gelo che allora mi aveva chiuso la gola. Forse era solitudine.

Le origini del male: un thriller psicologico capolavoro

Le origini del male è entrato di diritto a far parte dei libri che consiglio assolutamente di leggere agli amanti dei thriller psicologici.

La trama è davvero ben costruita, grazie anche a ottimi colpi di scena, e il ritmo narrativo lento contribuisce a creare la giusta suspense. Inoltre, anche la caratterizzazione psicologica dei personaggi è magistrale, in particolar modo quella di Yu-jin.

Quest’ultimo, infatti, è il narratore in prima persona, seguiamo quindi lo sviluppo della storia attraverso il suo punto di vista e i suoi sentimenti. Si tratta di un espediente geniale e fondamentale per il romanzo, perché ci induce a empatizzare con questo povero ragazzo, sottomesso alla madre dispotica.

Vedere attraverso gli occhi di Yu-jin, però, significa anche pensare attraverso la sua mente. La grandezza di questo thriller sta proprio in questo: scava negli angoli più bui e reconditi della mente umana, mettendo in contrapposizione oblio e memoria, verità e menzogna.

A noi l’arduo compito di decidere in chi e in che cosa credere.

L’oblio è la menzogna definitiva, la falsità per eccellenza.