Le lupe di Pompei: voci femminili dall’antica Roma

Pompei, 74 d. C.: Amara è una lupa, cioè una schiava costretta a prostituirsi nel bordello cittadino. Questo destino non era ciò che attendeva dalla vita; lei è nata libera, in Attica, figlia di uno stimato medico. A seguito della morte del padre la famiglia è caduta in disgrazia al punto di doverla vendere come schiava ai trafficanti.

Assieme a lei ci sono Didone, Cressa, Berenice e Vittoria: donne di diverse origini e con diverse storie alle spalle, ma tutte accomunate dalla triste condizione di schiave e prostitute e dal loro feroce padrone, il liberto Felicio, che non venera altro dio che il denaro e le sottopone a ogni genere di angheria. Ma Amara non ha scordato il sapore della libertà ed è intenzionata a scappare dall’orrendo lupanare, a qualsiasi costo, e perciò armata della sua furbizia, oltre che della sua istruzione, inizia la sua scalata sociale verso la luce di una vita migliore, priva di catene.

Titolo: Le lupe di Pompei
Autore: Elodie Harper
Casa editrice: Fazi
Data di pubblicazione: Settembre 2022
Numero di pagine: 440

Un’innovazione nella narrativa storica

Quando si guarda alla narrativa storica dedicata all’antica Roma si trovano per la stragrande maggioranza romanzi dedicati a figure storiche di grande rilievo: che siano re, personaggi della Repubblica o imperatori, di solito le trame dedicate a questo periodo storico orbitano attorno agli aspetti più celebri della civiltà romana, nonché agli ambienti più ricchi e nobili.
Elodie Harper ci porta invece in un luogo perlopiù inesplorato, guidandoci nello squallore di un lupanare con la sua narrazione immersiva e coinvolgente.

Tutti i protagonisti di questo romanzo sono di pura fantasia e per di più sono figure estremamente umili, che mai potrebbero lasciare la loro traccia in un libro di storia. Questo però non toglie nulla alla vividezza con cui animano le pagine, e nonostante le loro vite e le loro difficoltà siano estremamente distanti dal nostro presente allo stesso tempo la loro caratterizzazione è così accurata che non è difficile affezionarsi a loro e seguire gli sviluppi delle loro storie.

La storia delle lupe

Questo romanzo ha il grande merito di descrivere con puro realismo la condizione delle prostitute, troppo spesso romanticizzate o ridotte a macchietta in altre opere: pur essendo un romanzo ad alto contenuto sessuale non c’è nulla di erotico in ciò che le protagoniste sono costrette a vivere. La Harper ci racconta il lupanare esattamente come doveva essere; un luogo di prigionia, dove i soldi comandano e le donne sono viste non come persone, bensì come semplici oggetti di cui si può disporre a piacimento. È perciò una storia dai toni cupi, difficile da digerire, ma necessaria perché porta alla luce il dilemma etico e universale legato al mercimonio dei corpi, e inoltre ci racconta la realtà di chissà quante donne senza nome che hanno vissuto lo stesso inferno di Amara, ora ingoiate dall’oblio del tempo.
L’autrice con questa storia riscatta le schiave senza nome, ritraendole sì come vittime, ma anche come combattenti, sognatrici, amiche; insomma, come persone a tutto tondo, che amano e soffrono.

Il libro è costruito su una base di accurata ricerca storica che restituisce al lettore una ricostruzione dettagliata e immersiva: senza rallentare la narrazione vengono presentati costumi, usanze e tradizioni dell’antica Roma con veridicità e dovizia di dettagli. La descrizione di ambienti, personaggi e ricorrenze è così ben fatta che rende facile immedesimarsi nella storia e immaginare la Pompei fumosa e torbida dove si aggirano le lupe, rendendo il romanzo accessibile a qualsiasi lettore e non solamente agli appassionati di storia.

La trama è guidata dai personaggi, verso i quali è impossibile restare indifferenti: Amara è un’eroina grigia, un personaggio anticonvenzionale con aspetti nobili e momenti di meschinità, ma la sua storia è davvero avvincente. Allo stesso modo le altre lupe sono tutte caratterizzate da personalità definite, pregi e difetti, e il loro rapporto complesso e profondo viene sviscerato senza sentimentalismi ma con schiettezza e realismo; la solidarietà come i tradimenti, l’empatia come la rivalità serpeggiano tra queste figure femminili in egual misura.
Il personaggio del lenone Felicio, a sua volta, ha un ruolo di primo piano nella sua ineguagliabile negatività: crudele fino al midollo eppure mai stereotipato, siamo forse davanti a uno degli antagonisti più ben scritti nella letteratura contemporanea. I suoi moventi sono ben chiari e allo stesso tempo è un personaggio imprevedibile, una forza del male che minaccia costantemente la vita delle protagoniste.

Ci troviamo, dunque, davanti a un romanzo storico di immenso valore, costruito con maestria su ottime premesse e che non delude dall’inizio alla fine: imprescindibile sia per gli amanti della narrativa storica, sia per chiunque desideri leggere un romanzo dal respiro universale, una storia di riscatto femminile e umanità messa a nudo.

A maggio 2023 è uscito il secondo volume che continua a raccontare la storia di Amara.