L’attesissimo ritorno in libreria di Natsuo Kirino: Ambos Mundos

Natsuo Kirino, una se non La scrittrice contemporanea giapponese più acclamata nel panorama internazionale, è tornata nelle librerie italiane lo scorso 19 marzo 2024 per Neri pozza con Ambos Mundos. Si tratta di una raccolta di 7 racconti grotteschi e incentrati su passione, violenza, amore e morte. All’interno non troverete la componente noir che caratterizza solitamente la sua produzione, piuttosto l’analisi delle contraddizioni sociali, con la presentazione di storie che hanno come protagoniste donne che non rispettano i ruoli tradizionali. Riconfermando la Kirino come una voce originale e <<formidabile contestatrice delle istituzioni sacre alla società nipponica>>.

Ambus Mundos

Il titolo dell’opera Ambos Mundos, che dà il nome all’ultimo racconto che completa l’opera, e che fa riferimento ad un hotel presente a Playa de Palma, significa “I due mondi, ossia quello vecchio e quello nuovo” e racchiude il senso dell’intero testo.
Rappresenta il tormento delle donne protagoniste, in bilico tra il passato e il presente, incapaci di trovare la pace nelle relazioni interpersonali e nei rapporti mai vissuti a pieno. Così da non poter cogliere le opportunità che la vita presenta loro perché si trovano intrappolate in un tempo indefinito. Questo è Ambos Mundos.

Infondo descriveva esattamente la nostra relazione. Io e Ikebe potevamo esistere solo dall’altro lato, in un mondo in antitesi con il nostro. C’era qualcosa di più triste e penoso nell’universo?

Donne emarginate

Natsuo Kirino sceglie di rappresentare delle protagoniste dalla personalità multiforme e che nella società nipponica sono scartate, cozzando con l’apparente perfezione che si vuole ostentare.
Si tratta di donne divorziate, amanti, ragazze senza prospettive future e con situazioni famigliari complesse (che è motivo di vergogna personale). E’ alle voci di queste donne che viene affidato il racconto delle storie presentate in questa raccolta.
Solo in uno dei racconti la voce narrante è maschile, ma ha sempre come protagonista una giovane vagabonda che si unisce a un gruppo di clochard, diventando oggetto dei loro istinti sessuali.

La Kirino è una delle poche scrittrici nipponiche pubblicate nel nostro Paese che ha il coraggio di rappresentare le diverse sfumature della femminilità. Racconta infatti di protagoniste che hanno la libertà di scegliere il proprio ruolo nella società, anche se questo le rende diverse agli occhi degli altri. Così come nella vita reale, però, queste donne continuano a essere dipendenti emotivamente dagli uomini sia che si tratti di rapporti d’amore che di rapporti famigliari.

Ambos Mundos

C’è da specificare che questa non è una scelta dei personaggi che molto spesso si ritrovano costretti a vivere una vita da emarginati, ma già la rappresentazione di figure contradditorie e controverse basta come presa di posizione.
Tale tendenza dell’autrice non caratterizza unicamente Ambos Mundos ma si può riscontrare in tutta la sua produzione.
Basti pensare al suo capolavoro Le quattro casalinghe di Tokyo, dove quattro lavoratrici sottopagate e con drammi famigliari, si ritrovano coinvolte in un omicidio e diventano padrone del loro destino. Oppure Grotesque dove si parla degli immigrati cinesi, di prostituzione e di disturbi mentali. Insomma, Natsuo Kirino non si fa troppi problemi a mettere a nudo gli istinti più nascosti dell’essere umano, quelli che normalmente verrebbero repressi per omologarsi.

Per avere un quadro più ampio dell’evoluzione della condizione femminile del Giappone, vi consiglio di leggere un articolo molto interessante che analizza il fenomeno dall’VIII secolo ad oggi: qui.

Il contenuto dei racconti

Una giovane vagabonda, fiera e ribelle, diventa oggetto di contesa sessuale in un gruppo di clochard, unica regina tra soli uomini, su uno sfondo di angoscia e pareti di cartone. Una donna vittima di bullismo e incapace di una relazione sana con l’altro sesso, incalzata da movimenti oscuri della sua immaginazione, finisce col credersi coinvolta in un caso criminale.

Un marito, una moglie, un’amante, costretti a fronteggiare i propri demonî in un mondo di incertezze e di attese glaciali, scivolano verso una separazione inevitabile e insieme impossibile. Tre colleghe in vacanza a Shanghai si confidano esperienze sessuali in cui si insinuano con prepotenza equivoci, imbarazzi e traumi lontani. Una ragazza intrappolata in una famiglia e in un lavoro opprimenti fa sogni terribili, in cui si intersecano l’odio per il patrigno presente e l’adorazione per il padre naturale mai conosciuto. Un’insegnante di scuola elementare sprofonda in un irrefrenabile amore proibito su cui piomba, inatteso, un evento fatale. La figlia di un noto scrittore appena scomparso ripercorre la storia di famiglia fino a una drammatica epifania.


Questa la trama presentata da Neri pozza.

Da questa presentazione si possono già evincere alcune delle tematiche presentate nella storia. Troviamo incomunicabilità, sesso, relazioni umane tortuose e destabilizzanti, rapporti genitori-figli disfunzionali.

In conclusione, seppure le raccolte di racconti non siano solitamente particolarmente apprezzate e l’uscita di questa aveva fatto leggermente storcere il naso ai lettori della Kirino che si aspettavano piuttosto un nuovo romanzo, l’autrice riesce a stupire, a coinvolgere, a far riflettere, mettendo a nudo la vera essenza dell’umanità.