L’amico ammucciato di Paola Baia

Dopo il primo romanzo “La mosca di casa Bellassai”, Paola Baia torna con un nuovo romanzo “L’amico ammucciato”, pubblicato nel dicembre del 2022.


Autore: Paola Baia
Casa editrice: Scatole Parlanti
Data di uscita: Dicembre 2022
Numero di pagine: 234

Ambientazione

La storia si svolge all’interno di una masseria in un piccolo paese siciliano, negli anni Sessanta.
La masseria è come un paese nel paese, dove si svolgono drammi ed intrighi.
In questa masseria pare che il tempo si sia fermato, infatti tutto ciò che accade sembra essere ambientato in un’epoca ancor precedente agli anni Sessanta. 

Ci sono ancora i matrimoni combinati, l’attenzione a non creare pettegolezzi, la scaramanzia e l’analfabetismo. Sembra quasi assurdo che, in quegli stessi anni, nel resto del paese avesse avuto inizio un periodo di grande cambiamenti e di modernizzazione tale da portare ad un evento come l’Allunaggio. 

Trama

Il protagonista è Carmelo Muddica, un bambino allegro e dalla spiccata fantasia, che diventa ben presto compagno di giochi di Alfredino, figlio del barone Contiforte. Il barone è anche il proprietario della masseria in cui Carmelo e la sua famiglia lavorano.

L’armonia del microcosmo viene rovinata quando una sera di fine estate, il piccolo Alfredino scompare e viene trovato qualche giorno più tardi senza vita. Da quel momento Carmelo cercherà di mantenere vivo il ricordo dell’amico e di scoprire come e perché la sua scomparsa è avvenuta.

Considerazioni

La scrittura di Paola Baia è talmente lineare che mi ha permesso di divorare letteralmente il romanzo in un giorno e mezzo. Ammetto che leggendo la trama mi aspettavo di trovare una storia differente, più pesante e difficoltosa da portare a termine e invece non è stato così. Il primo capitolo mi ha incuriosita sin da subito, volevo sapere perché il protagonista corresse con tanta foga e quale fosse questo suo dono particolare.

Ho apprezzato molto i legami d’amicizia che ci sono dapprima tra Carmelo e i figli del barone, Alfredino ed Agata. Il loro bene va oltre ogni tipo di discriminazione sociale e culturale, tra loro infatti c’è sempre un grande rispetto. Insomma è impossibile non affezionarsi a Carmelo, per la sua umiltà, per il suo senso di giustizia, lealtà e per il suo amore verso Agata. 

Secondo me è proprio il personaggio principale la forza del romanzo, infatti non si può non volergli bene. E’ stato un piacevole viaggio in Sicilia che consiglio a chiunque abbia voglia di trovare un’ambientazione e dei personaggi che ricordino un po’ Verga e un po’ Tomasi di Lampedusa.