La Via delle Streghe: viaggio nel folklore calabrese
Quasi tutti noi custodiamo nel cuore il ricordo di quelle estati trascorse nel paesino di campagna dei nonni, dove il tempo pareva sospeso. Tra sentieri che si snodavano nelle colline silenti, vicoletti che serpeggiavano tra case abbandonate e cascine diroccate, sussurranti storie ormai dimenticate. Eppure a volte un brivido ci correva lungo la schiena e sembravamo quasi percepire che, sotto quella facciata di tranquillità, poteva celarsi qualcosa di più oscuro.
La via delle streghe di Emanuele Stranieri, edito Ali Ribelli Edizioni, riesce a catturare perfettamente quella sensazione di familiarità che si fonde con il mistero. Cresciuto nei borghi dell’entroterra calabrese, l’autore trasforma quei paesaggi rurali in un palcoscenico dove prendono vita leggende e superstizioni, tramandate di generazione in generazione. Con una scrittura che gioca sapientemente con luci e ombre, Stranieri ci guida attraverso le pieghe di una tradizione popolare che, seppur radicata nel passato, continua a vivere e a respirare nel presente.

Nella via delle streghe ai piedi dell’Albero
Molte cose ignobili e meschine accaddero.
Altrettante accadranno dove il male ristagna:Nella via delle streghe ai piedi della montagna.
Un cambio di vita, una promessa di rinascita
Ma nel cuore del piccolo borgo di Mamuli, un male antico si cela nell’ombra, pronto a reclamare ciò che gli spetta.
Quando Alex, Iris e la loro famiglia si trasferiscono nel paesino sperando di trovare rifugio lontano dal caos cittadino, non sospettano che dietro la quiete apparente delle sue strade si nasconda un oscuro segreto, dimenticato da molti ma ancora vivo nei sussurri di chi ne conserva il ricordo. Col passare dei giorni, si sentono sempre più osservati, le loro notti sono tormentate da strani incubi sempre più vivi e terrificanti. È così che scopriranno che, forse, nelle vecchie leggende raccontate per spaventare i bambini, potrebbe celarsi un fondo di verità. L’oscurità si sta avvicinando e correre ai ripari non sarà affatto facile.
Quando la normalità si deforma in una discesa nell’incubo e nell’inquietudine
La via delle streghe inizia con un’atmosfera di quotidianità familiare, fatta di battute, scherzi e situazioni che evocano la tranquillità di un nuovo inizio. Tuttavia, questa sensazione di normalità cede presto il passo a una discesa verso il macabro e l’inquietante. Le abitudini si frantumano sotto il peso di incubi sempre più vividi, che, pur essendo terrificanti, si rivelano anche un trip affascinante, quasi piacevole da vivere. Presagi nefasti e oscure presenze spingeranno i protagonisti a confrontarsi con una realtà sempre più cruda e spaventosa. La narrazione evolve così in un crescendo di tensione, trascinando il lettore in un incubo oscuro e implacabile.
Anche il tempo ora sembrava fuggire, e con lui ogni certezza. È così che succede in fondo, no? Vivi un momento di felicità, magari un periodo particolarmente positivo, e quasi non ti accorgi o non vuoi accorgerti, che intanto il tempo scorre come un fiume e ti toglie il fiato fino a portarti al punto in cui non ne avrai più di fiato.
Un legame familiare profondo e imperfetto
Il rapporto tra Alex e Iris rappresenta uno degli elementi centrali della storia, mettendo in luce le complessità dei legami familiari, in particolare tra adolescenza e crescita. I due sono uniti da una profonda connessione emotiva, ma la loro relazione è segnata anche dai conflitti e dalle incomprensioni tipici di quell’età, quando le insicurezze e la paura di essere fraintesi rischiano di prevalere. Entrambi desiderano essere compresi, ma spesso non riescono a esprimere le loro emozioni o a chiedere l’aiuto di cui avrebbero davvero bisogno. Il desiderio di protezione reciproca, che li spinge a superare i loro conflitti, è sempre presente, alimentato da un affetto profondo che li lega. Nonostante le difficoltà e le fragilità che emergono nel corso della narrazione, la loro volontà di restare insieme e di affrontare le sfide diventa una costante, simbolo di un legame irrinunciabile, seppur imperfetto.
Alcuni momenti del romanzo sono contraddistinti da dialoghi che talvolta appaiono leggermente forzati, sia nei monologhi che nell’interazione tra fratello e sorella. Alcuni scambi verbali, pur cercando di conferire autenticità ai personaggi, risultano un po’ artificiosi, come nel caso dell’uso di parolacce o intercalari. Sebbene questi elementi siano realistici, non sempre si integrano perfettamente con il tono complessivo della narrazione.
Dove proseguire il viaggio nel folklore italiano
Se amate le storie che intrecciano folklore e mistero, oltre a La via delle streghe, potreste trovare affascinante La Benandante di Sara Cremini, edito Pav Edizioni. Un mystery fantasy dalle tinte horror che esplora le leggende del folklore valtrumplino, intrecciando una storia di amicizia e crescita, proprio come La via delle streghe si immerge nelle tradizioni oscure della Calabria. Oppure, potreste scoprire atmosfere analoghe in Aldilà di Andrea Morstabilini, edito Il Saggiatore. Entrambi i romanzi condividono ambientazioni rurali e inquietanti, dove la realtà si fonde con l’immaginazione. In Aldilà, la solitudine di una villa isolata evoca un’atmosfera di angoscia crescente, simile a quella di Mamuli, dove il silenzio nasconde un male antico.
In conclusione, La via delle streghe è un romanzo che, pur presentando qualche incertezza nella gestione dei dialoghi e nella costruzione di alcuni momenti narrativi, riesce a coinvolgere anche grazie alla potenza di alcune immagini create dall’autore. Nonostante qualche imperfezione è un debutto meritevole di attenzione che potrebbe intrigare gli amanti del genere folk horror.