La vendetta va servita congelata: Ophélie si vendica

Michel Bussi è l’autore francese di gialli attualmente più venduto oltralpe. È nato in Normandia, dove sono ambientati diversi suoi romanzi. Ninfee nere (Edizioni E/O) è stato il romanzo che nel 2011, anno della sua pubblicazione in Francia, ha avuto il maggior numero di premi. La casa editrice italiana ha pubblicato anche la relativa graphic novel.

Trama

In una fredda notte di aprile Ophélie è costretta ad abbandonare il suo letto alla spasmodica ricerca di Maja, sua madre, scappata dalla morsa di un marito violento e alcolizzato. Si rivelerà una corsa velocissima che terminerà nell’epilogo più triste.

Da quando il padre verrà giudicato colpevole al giorno della sua scarcerazione passeranno sei anni, durante i quali Ophélie tramerà la sua più dolce e bramata vendetta. In orfanotrofio conosce Nina che diventerà sua migliore amica nonché braccio destro nella pianificazione del regolamento di conti di Ophélie. Le indagini procedono su più fronti: la protagonista intrattiene un rapporto epistolare con un anziano poliziotto in pensione con cui si scontra quella fatidica notte: per questo decide di aiutarla. Sotto la sua guida (e complice il suo spirito ribelle) riuscirà a condurre per conto suo le indagini con astuzia e sagacia. 

Tenere testa

Ophélie alla tenera età di tredici anni si destreggia tra simbologie sconosciute e tizi incappucciati, manipola compagni di scuola come pedine di una scacchiera pur di raggiungere l’obiettivo che si è prefissata: quello di intrufolarsi e ficcare il naso nella vita privata dell’unico uomo che avrebbe potuto salvare la sua mamma pur mantenendo l’aria innocente di chi ha perso tutto nella vita. 

“Certo, nessuno mi ascolterebbe, nessuno crederebbe a una bambina se raccontasse ai giornalisti che quella sera mamma ti ha implorato, ti ha telefonato, non ha fatto che chiamarti, e l’unica cosa che hai saputo risponderle è stata <<La smetta di tormentarmi. Non verrò. Ho una vita privata io>>”

Femme fatale

Ophélie non si risparmia, anzi pur di ottenere ciò che vuole è disposta a tutto… proprio a tutto. Non importa con chi ha a che fare. Ophélie spegne i sentimenti e si muove algida nel suo piccolo mondo, fatto di follie e di farneticazione:

‘’Tu rimani li a osservarmi. Non fare complimenti, anzi, guarda, scosto un pò il lenzuolo perchè tu possa valutarmi meglio, perchè non ti perda niente di ciò che non possederai mai….’

Il libro è infatti un crescendo del delirio della protagonista: con l’avanzare degli anni si offusca sempre di più la sua mente, perchè il senso di vuoto e di devastazione che prova è più forte di tutto. Resta determinata a compiere la sua vendetta.  Non si fermerà davanti a nulla, non serviranno la perdita di amici importanti né i tentativi di dissuasione da parte di persone a lei care.

L’autore

Bussi si muove sul filo del cozy crime, intrecciando una trama gialla mantenendo una certa leggerezza. In questo libro spicca in particolar modo la sua abilità nel calarsi nei panni dei personaggi, anche in quelli secondari e soprattutto in Ophélie, il che rende la protagonista di un certo spessore. 

L’intreccio della storia è ben strutturato, spicca l’abilità dell’autore di collocare i personaggi nel tempo, caratteristica fondamentale per dare credibilità alla storia.