“Ridere è riequilibrare le disgrazie, è impedire alle circostanze avverse di mandarti fuori di testa”.

La terra, il cielo, i corvi è l’ultima fatica di Teresa Radice e Stefano Turconi recentemente arrivata in libreria, edita da Bao Publishing (p. 208).

Inverno 1943, un soldato italiano e uno tedesco fuggono da quello che sembra essere un carcere in Russia, portando con loro un secondino russo. I tre non parlano la stessa lingua, faticano a capirsi. Seppur spinti da pulsioni diverse scappano sapendo bene da cosa ma tutti quanti hanno una meta di arrivo differente, in alcuni casi nemmeno ben definita.

Tra i tre non si instaura mai un vero rapporto, ma nel momento del bisogno sembrano fare squadra: di fronte al pericolo e alla morte prevale l’istinto di sopravvivenza. Sarà un viaggio lungo che riserverà ad ognuno di loro un apposito destino: chi si sacrificherà, chi cercherà di tornare indietro, chi proverà a ricominciare da zero.

Nonostante la graphic novel inizi con ben tre personaggi, il vero protagonista è il soldato italiano di nome Attilio. Di lui si sa ben poco, se non che a casa sembra non esserci nessuno ad aspettarlo. Il suo passato viene svelato un poco alla volta e solo attraverso flashback privi di dialoghi. I ricordi mostrati sono pieni di dolore e forse anche di rimpianto. Eppure Attilio non si arrende, il desiderio di vita è prepotente in lui. E proprio in questa fuga, forse, troverà la speranza e qualcuno di speciale…

Il soldato tedesco e il soldato russo fanno da contorno alla storia ma non sono personaggi banali: arricchiscono di significati e sfumature la trama. Il primo sembra un uomo burbero e austero, ma sotto sotto, desidera tornare solo dai suoi affetti più cari. Il secondo appare forse spaesato, ma sarà proprio lui a riservare uno dei colpi di scena più interessanti dell’opera.

Teresa Radice ha scritto una storia corale e individuale, mettendo l’accento sull’incanto e la potenza della vita nonostante gli orrori della guerra. Stefano Turconi dipinge ad acquerello le tavole sopra le matite, creando non solo uno stile nuovo ma regalando ai lettori dei disegni magistrali. Dei piccoli capolavori. L’immersione da parte del lettore nella storia è totale.

L’unica pecca forse è la decisione di mantenere i dialoghi del soldato russo e del soldato tedesco in lingua originale, impedendo a chi non conosce il tedesco e/o il russo di capire le parole. Scelta sicuramente pensata per rendere ancora più chiara la netta distanza tra i personaggi. Perfetta per l’opera, ma forse un asterisco con le traduzioni non avrebbe inficiato troppo la qualità della graphic novel.

Non è un caso che il duo Turconi – Radice funzioni alla perfezione: c’è il giusto equilibro tra storia e disegni e le tavole acquarellate rendono giustizia alla storia. Sarebbe difficile, se non impossibile, capire quali dei due elementi prevalga visto la perfetta simbiosi che li lega.

Con La terra, il cielo, i corvi i due autori di casa Bao hanno dimostrato ancora una volta di saper volare sulle ali del tempo, facendo viaggiare il lettore in diverse epoche storiche. In questo caso le atmosfere della seconda guerra mondiale sono rese magistralmente dai disegni (la neve e i colori freddi sono altamente suggestivi) e dai dialoghi dove si percepisce il senso di sconforto di un conflitto ormai logorato e al tempo stesso il desiderio di vivere anche nelle disgrazie e nei dolori più indicibili.