La strada di fango giallo: un romanzo visionario e avanguardistico

Can Xue, pseudonimo di Deng Xiaohua, è una delle voci più acclamate della letteratura cinese contemporanea.
Dopo aver lavorato come medico e aver svolto diversi lavori, tra cui l’operaia, l’insegnante e la sarta, si inizia a dedicare a tempo pieno alla letteratura, pubblicando la sua prima raccolta di racconti nel 1985. In più da oltre dieci anni, il suo nome figura nella lista dei favoriti dai bookmarker come papabile vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura.

Le sue opere hanno il merito di aver rotto con la tradizione classica della letteratura cinese (clicca qui per un approfondimento sulle voci femminili nella Cina contemporanea), è infatti considerata una dei maggiori esponenti del movimento avanguardistico cinese degli anni 80 – 90.

“La strada di fango giallo” è il secondo romanzo dell’autrice che viene pubblicato in Italia dalla casa editrice Utopia, che continuerà a pubblicare nel corso del tempo anche le restanti opere, tra romanzi e raccolte di racconti.

Una strada in decadenza, una realtà onirica

Al margine della città si trovava una strada di fango giallo, la ricordo molto bene.
Eppure tutti sostengono che non sia mai esistita.
Sono andata a cercarla, e cercandola ho attraversato polvere gialla e sagome umane coperte di polvere gialla.
A tutti quelli che incontravo chiedevo:
“E’ questa la strada di fango giallo?”.
Ma loro mi fissavano con occhi da pesce morto e non rispondevano.

Nella periferia di un’importante città senza nome, si snoda una strada di fango giallo.
Un luogo di abbandono e decadenza, abitato da persone stravaganti, che sembrano conoscersi da sempre.
Dal cielo piove cenere nera, gli animali impazziscono e qualsiasi cosa entri nella via, che si tratti di frutta o persona, marcisce e si ammala. Le case sembrano essere cresciute dalla terra, sono completamente coperte di fango e di cenere e non si distinguono neanche le finestre. Addirittura il sole non ha un aspetto naturale, ma è una pallina gialla che rende la piccola porzione di cielo sempre dello stesso colore: grigio. Perfino la pioggia è nera.

Gli abitanti di questa via hanno abbandonato da tempo ogni logica, i loro dialoghi sono privi di senso e forma.
Dormono in continuazione, fanno lunghi sogni che al mattino si raccontano senza alcun freno e credono di essere continuamente spiati e perseguitati dagli alti funzionari. Che sia Estate o Inverno amano indossare abiti pesanti perché bisognava <<stare al caldo, sudare e macerarsi per evitare le malattie>>.

Il loro senso di incertezza e di paura si aggrava dalla notizia, falsa o vera che sia, di un dislocamento di massa della popolazione.
La gente cerca ovunque premonizioni, mentre intorno, insetti, vermi ed entità misteriose prendono possesso delle case e delle strade. E mentre il sospetto si diffonde e non si riesce più ad avere certezza su cosa si vero o falso, gli abitanti. le case, gli animali e tutto ciò che è presente nella via, va verso lo sfacelo.

Ma è tutto reale o solo frutto di un lungo sogno? La strada di fango giallo è esistita realmente?

Un libro per chi cerca una storia particolarmente assurda

La strada di fango giallo non è un romanzo per tutti, sicuramente è una storia che ha un suo fascino e potrebbe soprattutto colpire gli amanti di Kafka. La stessa autrice ha studiato con particolare attenzione proprio le opere di quest’ultimo, di Dante e Borges.

Leggendo questo romanzo si entra in una realtà onirica, dove il tempo è sospeso e gli spazi sembrano una proiezione della mente. Le discussioni al limite dell’assurdo, la frivolezza e la diffidenza diffusa servono a fornire una chiara idea del senso di smarrimento degli abitanti della strada, così come dell’uomo dei nostri tempi.

Anche il lettore leggendo il romanzo potrebbe sentirsi confuso e smarrito, inghiottito in un vortice di ambiguità, dove il vero è il contrario del vero e ogni evento o azione viene smentita prima ancora che si possa comprenderla.

Un romanzo breve ed evanescente, adatto a chi cerca una lettura diversa dall’ordinario.