La stanza di Giovanni di James Baldwin

La stanza di Giovanni, titolo originale Giovanni’s room, è il secondo romanzo dello scrittore afroamericano James Baldwin. In questo romanzo Baldwin mostra, per la prima volta e a moltissimi lettori, i sentimenti che prova una persona omosessuale e cosa capita quando non si accetta la propria sessualità. La stanza di Giovanni fu pubblicato per la prima volta nel 1956. Oggi è edito dalla casa editrice Fandango libri.

Trama, analisi e approfondimento sull’omosessualità

-Amalo- Disse Jaques con veemenza, -amalo e lascia che ti ami. Pensi davvero che qualcos’altro conti sotto il cielo? E quanto pensi che possa durare, nella migliore delle ipotesi, visto che siete tutti e due uomini e avete ancora tutta la strada da fare? Solo cinque minuti, te lo posso assicurare, solo cinque minuti, la maggior parte dei quali, helàs! Al buio.
Ma se li consideri sporchi allora lo saranno: saranno sporchi perché non darai nulla, perché disprezzerai la tua e la sua carne. Ma puoi rendere il vostro incontro tutt’altro che sporco, potete darvi a vicenda qualcosa che vi renderà entrambi migliori, per sempre, se non te ne vergognerai, se solo non ci andrai cauto.

Trama

Il romanzo è ambientato nel sud della Francia, quando David, protagonista e voce narrante del romanzo, sta per tornare a Parigi. In quel momento il lettore viene trasportato, attraverso un flashback, indietro nel tempo, a tutti gli avvenimenti che hanno condotto il protagonista a salire sul treno diretto verso la capitale, la sua fidanzata Hella a tornare in America e Giovanni, suo compagno di avventure, sulla ghigliottina.

Tutto ha inizio quando David è adolescente e cresce combattendo contro un padre alcolizzato e contro se stesso a causa del suo orientamento sessuale. In età adolescenziale ha solo un’esperienza omosessuale che rinnega con tutto il suo essere.

Per sfuggire a sé stesso, ai suoi ricordi e alle aspettative del padre, con la scusa di ricercarsi, David si trasferisce in Francia. Gli avvenimenti si susseguono e il protagonista si ritrova faccia a faccia con l’amore della sua vita, Giovanni. Giovanni mostra a David, senza filtri, la sua vera natura, ma nonostante ciò il protagonista fatica e faticherà, per tutta la durata del romanzo, ad accettare chi è veramente, rincorrendo in modo vano la persona che suo padre e la sua fidanzata vorrebbero che sia.

Il tormento che risiede nell’animo di David sembra affievolirsi negli istanti che trascorre con Giovanni nella “stanza di Giovanni”, l’unico luogo in cui il protagonista si spoglia delle sue insicurezze e si concede al sentimento più primitivo e bello che un uomo possa provare: l’amore.

-Qualcuno- disse Jaques –tuo padre o il mio, ci avrebbero dovuto dire che non sono mai state molte le persone morte d’amore. Ma milioni di persone sono morte e stanno morendo ora dopo ora, e nei luoghi più strani, per mancanza d’amore.

Analisi

Il romanzo di Baldwin parla d’amore, l’omosessualità è solo il veicolo attraverso il quale viene descritto il sentimento. L’autore cerca di rispondere alla domanda “Cosa accade quando si ha paura di amare?”.

La stanza gioca un ruolo a dir poco fondamentale, rappresenta la stanza dei ricordi, tutti ne abbiamo una o più di una e all’interno della quale si alternano momenti belli e momenti brutti, un susseguirsi di chiari scuri. La stanza è l’unico luogo dove possiamo essere noi stessi, la gioia è scaturita dallo stare bene con la nostra persona, mentre la tristezza nasce da un ripudio.

Sin dalle prime righe, la domanda spontanea che il lettore si pone è “Perché David non riesce ad amarsi?” Ci ho riflettuto molto e sono giunta alla conclusione che noi, persone, siamo un riflesso di ciò che la società pensa e dice. La società francese degli anni 50′ sosteneva che l’omosessualità fosse una cosa sbagliata, ciò ha portato il protagonista, di animo estremamente debole, a pensare di essere sbagliato. Quando David si è trovato davanti al bivio tra lo scegliere se essere accettato dalla società o essere felice, ha scelto la prima, decidendo di condurre un’esistenza costantemente infelice.

Baldwin afferma che “la stanza di Giovanni è una finestra che si apre sull’immenso panorama delle relazioni umane: sulla capacità di amare sé stessi e gli atri, sul rapporto tra restrizioni sociali e libertà individuale, e sulla difficoltà di accettare ed esprimere con onestà e senso di responsabilità le varie componenti della propria identità, soprattutto quando sono socialmente stigmatizzate, come nel caso dell’omosessualità e della differenza razziale“.

Storia della lotta contro l’omofobia

Verso la fine degli anni 50′ fu l’Inghilterra il primo paese che dettò leggi in materia di rapporti omosessuali. Nel 1553 entrò in vigore la pena capitale per gli atti di sodomia, che rimase invariata fino al 1861. Fu dal 1861 in poi che la pena di morte fu abolita e le persone omosessuali venivano condannate a dieci anni di reclusione. In quegli anni il numero delle persone omosessuali crebbe notevolmente, furono processate e condannate persone di ogni ceto sociale, tra cui Oscar Wilde.

Fu negli anni 50′ del novecento che le leggi subirono un notevole cambiamento. Nel 1954 il governo presieduto da Wiston Churchill decise di istaurare una commissione per valutare cambiamenti legislativi riguardo i crimini omosessuali e la prostituzione. Ciò che emerse dalla riunione fu una serie di preoccupazioni riguardo il “diffondersi” di quest’orientamento.

In quegli anni l’amore verso una persona del proprio sesso era considerata una deformità mentale, un disordine della personalità. Dopo il congresso, solo nel 1957, ci furono dei cambiamenti che favorirono le persone omosessuali. Fu solo il 17 maggio 1990 che l’oma cancellò l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

Il protagonista e l’omofobia interiorizzata

All’interno del romanzo si può identificare il protagonista come una persona affetta da omofobia interiorizzata.

Con omofobia interiorizzata si intende una serie di comportamenti e pensieri negativi che le persone omosessuali provano per sé stessi e per le altre persone con lo stesso orientamento sessuale. Per tutta la sua vita una persona affetta da questa sindrome è costretta a far fronte a una serie di pregiudizi, luoghi comuni e offese che sia la società, sia la propria persona, impone loro.

Ciò causa un forte disprezzo verso se stessi e verso gli altri, sentendosi sempre in una costante lotta con il proprio mondo interiore e con il mondo circostante.