La Realidad di Neige Sinno

Dopo il grande successo del pluripremiato e vincitore Premio Strega “Triste Tigre“, la casa editrice Neri Pozza segna il ritorno di Neige Sinno con La Realidad. Ambientato in Messico, è un romanzo che è un viaggio, un percorso di crescita: il viaggio verso il Chiapas si intreccia con un viaggio interiore più profondo, più difficile da mappare.

Diario di viaggio, memoir, saggio politico e riflessione intellettuale

Meta da raggiungere “La Realidad“, villaggio situato nel Messico più recondito, ai confini con il Guatemala. Le protagoniste, zaino in spalla, si trovano nello Stato del Chiapas, Stato più meridionale dei 31 Stati federali messicani. Iniziano un pellegrinaggio idealistico verso il villaggio zapatista “La Realidad”, con la speranza di incontrare il Subcomandante Marcos.

“È cominciata con una storia di libri. Io non volevo prenderli, ma Maga ha insistito così tanto che alla fine ho ceduto. Avevamo messo negli zaini il meno possibile, partivamo per tre mesi ed era il caso di viaggiare leggere. Lei era comunque riuscita a infilarci due grossi tomi di teoria marxista che voleva far avere al subcomandante Marcos”.

Ma questo obiettivo, cambierà molto presto: il viaggio cambierà registro. Non si tratta più di “portare qualcosa” a qualcun altro, ma di capire cosa cercare (e portare) dentro di sé. Neige Sinno ha l’opportunità di descrivere una frattura tra l’idealismo europeo del territorio messicano e la realtà latinoamericana. Le protagoniste arrivano con una visione tanto romantica quanto politicizzata, ma incontrano un territorio pieno di contraddizioni, dove il senso di colpa occidentale e il desiderio di emancipare il mondo non bastano a comprendere la complessità dei luoghi e delle persone.

È l’inizio di una formazione che porterà Netcha a tornare in terra messicana, ancora e ancora. Lo farà per cercare “un posto, anche minuscolo, e restarci per un po’”, seguendo un’astrazione scintillante, fatta anche delle suggestioni di un Artaud stralunato e sofferente sulle tracce dei misteriosi tarahumara nel 1936. Quello che compie Netcha è un percorso ricco tanto di amore quanto di dolore. Vent’anni dopo, Netcha ormai adulta, si ritrova lì provando a chiudere un grande cerchio. In una piazza, gremita di donne che si passano un microfono come testimone dichiarando il loro compito immane e impossibile: la lotta contro la violenza. In una piazza dove si respirano l’antica tristezza millenaria delle madri e delle figlie di tutto il mondo, la rabbia, l’impotenza ma anche la gioia e la comunione. Lì, nella narratrice, inizia qualcosa di immenso, la gestazione di un cambiamento futuro. Lì, inizia tutto. La decisione di smettere di viaggiare, perché cominci il vero viaggio.

Tra identità e appartenenza

Il tema dell’identità frammentata attraversa tutto il libro. Netcha non è solo una ragazza europea (francese) in viaggio: è una figura in cerca di un luogo anche simbolico in cui appartenere. La Realidad è al tempo stesso un luogo fisico da raggiungere e un’idea di rifugio, di comunità, di radicamento.

Ma questa ricerca è segnata da una tensione costante: si può davvero appartenere a un luogo che non è il proprio? Si può amare una cultura che non ci ha generati? La risposta implicita del libro è che non esiste una “realtà” neutra o condivisa, e ogni relazione con il mondo è mediata da storia, lingua, classe, desiderio.

Perché leggere La Realidad

La Realidad è un libro che scompone le aspettative del lettore: si lascia la strada del classico romanzo per immergersi in quelle di un lungo viaggio. Non è un libro che offre soluzioni, non chiude cerchi, non regala epifanie, ma apre riflessioni. Ed è proprio in questo che risiede la sua forza: è un’opera che riflette sulla complessità, e sulla difficoltà di abitare il mondo con onestà.

Da allora, è trascorso del tempo, io sono cambiata, ma anche il Messico è cambiato, la realtà è cambiata. Le idee che ho adesso non invalidano quelle di un tempo, che erano valide nel momento in cui sono state concepite. Niente può dimostrare che le mie idee attuali siano più giuste o più vicine al vero. Non si viaggia dall’ignoranza alla verità ma da un’ignoranza a un’altra, forse solo più documentata.

È un testo consigliato a chi ama e cerca nei libri un terreno di interrogazione, di riflessione e non solo di evasione. Un’opera attuale, che parla tanto di politica quanto di desiderio, tanto di geografia quanto di intimità.