La portalettere: una storia di emancipazione femminile

La portalettere nasce da un biglietto da visita di cent’anni fa che ho ritrovato in un cassetto.
C’era scritto: ‘Anna Allavena. Portalettere’. Così mi sono messa sulle sue tracce e ho scoperto una donna straordinaria: la mia bisnonna.

Autrice: Francesca Giannone
Casa editrice: Nord
Collana:
Narrativa Nord
Data di pubblicazione:
Gennaio 2023
Numero di pagine
: 416

La storia di Anna Allavena: l’arrivo a Lizzanello

1934. Nell’entroterra pugliese, in un paesino di poche miglia di anime, giunge una corriera nella piazza principale. Da questa scendono Anna, una donna del Nord che verrà soprannominata da tutti “La Forestiera“, suo marito Carlo che è felice di essere ritornano nella sua terra e di riabbracciare suo fratello Antonio, e il loro figlioletto Roberto. Anna ha una mentalità completamente diversa rispetto le donne di Lizzanello, non perché viene da un paese del Nord ma per via dell’educazione severa ricevuta dai suoi genitori. Non riesce a seguire le regole che la società le impone, non riesce a essere imprigionata esclusivamente nel ruolo di donna e madre, vuole essere indipendente, lavorare e cercare attivamente di migliorare la condizione delle donne.

Il suo arrivo non lascia indifferenti gli abitanti del posto che la guardano con sospetto per via delle sue idee moderne; non lascia indifferenti neanche gli stessi familiari di Carlo: suo fratello Antonio se ne innamorerà perdutamente al primo sguardo e sua nipote Lorenza le si affezionerà teneramente. L’affetto è reciproco in quanto Anna vedrà in lei la figlia perduta, morta in culla a pochi mesi di vita.

Una romanzo famigliare che si dipana per circa venti anni di storia italiana, attraversando anche le questioni politiche e sociali, la seconda guerra mondiale, l’ottenimento del voto delle donne e le rivolte sindacali. Francesca Giannone ha romanzato la storia della famiglia Greco, la sua famiglia.
Anna diventa una se non la prima portalettere donna italiana, sicuramente la prima in un pese del Sud Italia.

La prima portalettere italiana

1935. Anna che ha sempre lavorato e ha rinunciato al suo lavoro da insegnante per seguire il marito a Lizzanello, non riesce proprio a stare a casa con le mani in mano. Decide di compiere un passo davvero rivoluzionario. Partecipa al concorso delle poste per il posto rimasto vuoto di portalettere e lo vince grazie alla sua brillante preparazione. Da questo momento in poi Anna diventa il filo conduttore di tutti gli abitanti di Lizzanello, non solo consegna lettere e pacchetti vari, ma entra a piccoli passi nelle loro vite e case, dando un grosso scossone alla vita di alcuni. Come nel caso di Giovanna. Soprannominata da tutti “La pazza” e vittima di dicerie false che ledono la sua reputazione e la sua persona e le impediscono di trovarsi un lavoro e di vivere serenamente. Anna le insegnerà a leggere, diventando una delle sue più care amiche, salvandola da un rapporto tossico e violento.

Carlo la fissò sbalordito. Antonio, invece, abbozzò un sorriso.
“Dai, Anna”, disse Carlo, ridacchiando.
“Non è un lavoro da donne”. “Cosa ci sarebbe di non adatto a una donna?”ribattè lei, piccata.
“E’ faticoso”, rispose lui.
“In giro a piedi tutto il giorno, con la pioggia o con il sole. Ci perderesti la salute. Siamo seri.
Non esistono portalettere donna”.
“Finora”, disse Anna.

Un’eroina moderna

La portalettere è una storia di emancipazione femminile, Anna è senza dubbio un’eroina moderna seppure viva in anni in cui la voce di una donna non ha la stessa risonanza di quella di un uomo. Non per questo si dà per vinta ma mette in atto dei progetti di grande importanza come la Casa per le donne, un rifugio, una scuola, un luogo sicuro per tutte le donne che non hanno una famiglia, un lavoro, vivono in condizioni misere e che non vengono accolte dal paese per un motivo o per un altro.

Una storia famigliare

La portalettere è un romanzo completo. Storia famigliare ricca di colpi di scena e di un segreto inconfessabile destinato a cambiare radicalmente la vita e il destino dei vari personaggi.
Soffermandoci su questi ultimi si provano dei sentimenti contrastanti nei loro riguardi.
Antonio, il tenebroso. Il fratello maggiore di Carlo che ha un’anima affine a quella di Anna che scappa dall’amore che prova per lei, arrivando anche in Africa pur di dimenticarla, ma senza riuscirci.
Carlo che non riesce a rivelare la verità intorno a un suo errore commesso anni prima, che avrebbe potuto risolvere non pochi problemi familiari.
Agata, la moglie di Antonio, vittima di una mentalità retrograda e patriarcale.
Lorenza. Il personaggio che ho fatto più fatica a comprendere. Bambina e donna insicura, che compirà delle scelte discutibili per giungere alla felicità.

Un elemento che apprezzeranno tutti i lettori che si troveranno a leggere La portalettere è che i personaggi di questa storia sono a loro volta dei lettori che si scambiano libri e condividono pensieri.
La lettura diventa un mezzo per decifrare situazioni e per trovare conforto nei momenti più delicati.
Tanti i classici citati da Orgoglio e Pregiudizio a Anna Karenina, da La romana a Via col vento.

In conclusione La Portalettere è un gioiellino.
La storia di Anna Allavena merita di essere conosciuta e spero che più persone possibili la conoscano perché potrebbe spronare molte donne che si trovano in situazioni complesse a dare una scossa alla propria vita.