La migrazione annuale delle nuvole: il futuro come speranza

Uscito originariamente nel 2021 e arrivato in Italia a ottobre 2023 grazie a Moscabianca Edizioni, La migrazione annuale delle nuvole è una novella di Premee Mohamed. La giovane autrice indo-caraibica, finora sconosciuta in Italia, è anche scienziata, nonché vincitrice del premio Nebula, un riconoscimento per i migliori romanzi a tema fantascientifico.

E non stupisce: non tanto per la quota scienza presente all’interno (che comunque fa la sua parte), quanto più per il senso di profonda connessione con il presente che stiamo vivendo. La migrazione annuale delle nuvole è ambientato in un futuro distante, ma che ha fatto i conti con i disastri provocati dai nostri tempi. Ciò che, però, fa Mohamed non è puntare il dito contro di noi, ma mostrare la profonda capacità dell’essere umano di trovare modi nuovi per sopravvivere. E – perché no – anche di sperare in un futuro migliore, il tutto attraverso gli occhi e i pensieri di Reid, una giovane donna con diverse possibilità davanti a sé e un presente complesso da gestire.

«Qualunque cosa siano le nuvole, a prescindere da quanto pesino, o siano grosse, qualcosa le fa muovere: si spostano, non oppongono alcuna resistenza. Non c’è niente di così pesante da restare immobile. Guarda il nostro pianeta. Si muove ancora. E torna sempre nello stesso punto che raggiungeva ogni anno. E qualcosa che non possiamo cambiare. Nemmeno con tutta la volontà del mondo.»

– La migrazione annuale delle nuvole, P. Mohamed (p. 148)

Di cosa parla

In un futuro molto distante dal nostro e in un mondo che ha attraversato crisi climatiche e di risorse, Reid Graham viene accettata in una prestigiosa università, distante dalla sua comunità, dai suoi cari e, in generale, da tutto ciò che conosce. Accanto a questo timore, c’è quello del Cad, il parassita che ha fin dalla nascita, come sua madre, e che è come una bomba ad orologeria. Reid, infatti, non sa se potrebbe manifestarsi in maniera violenta. Ciò che più spaventa, però, è che non si conosce la sua capacità di entrare nella mente del suo ospite. Che fare? Lasciare tutto e tuttə per un futuro diverso (e forse migliore)?

Reid e la ricerca della propria identità

La ricerca del proprio posto nel mondo è il fulcro di questa novella hope punk. Capire chi si è davvero, quali siano i propri limiti e le proprie risorse sono sicuramente alla base dei dubbi che in adolescenza tutti abbiamo affrontato. Ciò che qui cambia è la possibilità che non tutto ciò che Reid pensa sia un suo pensiero, a causa del Cad.

«Quest’essere è un pezzo di me, ma non mi appartiene. È una cosa a sé. Ha una lingua propria. Un fungo semi-senziente che disegna ghirigori pastello sulla mia pelle e su quella dei miei antenati, turchese, verde azzurro, blu ceruleo, verde pino. Lo immagino mentre ci ascolta, avido, bevendosi a piccoli sorsi la mia felicità.»

– La migrazione annuale delle nuvole, P. Mohamed (p. 9)

Eppure le limitazioni alla ricerca del futuro esistono anche nel nostro mondo (che qui viene visto come distante, particolarmente felice e anche superficiale), e spesso sono date da quelle paure che ci attanagliano: sarò capace? La mia scelta sarà accettata dalle persone della mia vita?

Leggere La migrazione annuale delle nuvole è sicuramente un modo per far pace con quella parte di noi che si è sentita in colpa quando ha deciso di intraprendere percorsi diversi da quelli pensati dagli altri per noi. Ma è anche un modo per riflettere sul mondo in cui viviamo, su quanto si possa fare per evitare il tracollo climatico, sulle scelte che non si fermino al nostro “orticello”, ma che guardano al senso di comunità. E il fatto che nel mondo di Reid si viva insieme, in gruppo, è interessante e non da sottovalutare.

La concretezza dei personaggi (umani e non)

Se Reid è la protagonista, nonché la voce narrante, riusciamo comunque a percepire distintamente tutta la comunità con cui interagisce. In particolare, sono tratteggiati con profondi chiaroscuri la madre, di cui non conosciamo il nome, e l’amico Henryk, confidente e spalla nelle diverse avventure. Nessuno di loro è perfetto, ma sono entrambi reali, tangibili. Leggendo, in certi casi si proverà anche astio nei loro confronti, si farà fatica ad accettare alcune loro scelte. E questo perché simili a quella parte di noi meno coraggiosa.

Allo stesso modo, concreto è il mondo che viene descritto, la natura selvaggia, odorosa e persistente. Ci si sente catturati e avvinti in una realtà che ha perso i contatti con la tecnologia. Una realtà in cui ciò che è scarto nel nostro tempo è diventato ricchezza.

«Scavando nelle discariche (perlomeno ci hanno lasciato una gran quantità di plastica da riutilizzare; gentile da parte loro) e rovistando nei seminterrati e negli archivi in cerca dei libri che i nostri antenati non hanno bruciato per sopravvivere all’inverno, certe volte la sentiamo, una furia che ti riempie come la corrente di aria calda che si alza da un incendio, che ti solleva per le spalle o imperversa dentro come un tornado – furia perché ce lo siamo perso, ci siamo persi tutto quanto, e furia verso quelli che invece hanno potuto averlo nel preciso modo che l’ha tolto a noi.»

– La migrazione annuale delle nuvole, P. Mohamed (pp. 66-67)

Considerazioni finali

La migrazione annuale delle nuvole è una novella che ha quel sapore di rivalsa che ricorda il fuoco della rivoluzione di Hunger Games. È una storia che porta a riflettere sul mondo che stiamo vivendo e come lo stiamo lasciando.

Non è, però, perfetto: alcuni punti non sono chiari e restano irrisolti. Il che permette di sperare in un seguito, in una continuazione. Perché la storia di Reid ha ancora bisogno di pagine, di riconoscimento e di vita.