La mia New York di Alessandro Cattelan

Nell’immaginario collettivo ci sono poche città che esercitano il fascino di New York. La Grande Mela rappresenta un po’ per tutti il sogno americano, la città dei sogni e delle promesse dove tutto sembra davvero possibile, anche l’impossibile. Destinazione da almeno una volta nella vita per la grande maggioranza dei turisti, è una meta desiderata e ambita per la sua storia, la sua estetica, il suo status.

Proprio per questo esistono in commercio moltissime guide alla città, dalle più classiche alle più curiose, con consigli tradizionali e non convenzionali. In questo panorama quasi selvaggio si colloca il nuovo libro di Alessandro Cattelan, La mia New York. Guida definitiva per non tornare ogni volta a Times Square, edito dalla sua stessa casa editrice Accento Edizioni e scritto a quattro mani con Alexio Bianchi. Un tentativo, più che riuscito, di raccontare quella che per lo showman italiano è a tutti gli effetti una “seconda casa”, il posto in cui tornare.

Una guida di viaggio che non è solo una guida di viaggio

La mia New York. Guida definitiva per non tornare ogni volta a Times Square non rientra nella classica accezione di guida. Non ci sono le cartine estraibili, la suddivisione canonica per quartieri in base alla collocazione geografica, un elenco di posti da vedere assolutamente… Questo testo è più una narrazione alla scoperta della New York più autentica, di quella che non si vede sui social. Un racconto fatto anche attraverso le preziose testimonianze di ospiti del calibro di Paolo Cognetti, Roberto Saviano, Rose Villain, Renzo Piano e Jovanotti.

Una città che diventa una moltitudine di voci, di storie che si sovrappongono, di immagini che costruiscono un reticolo alternativo della Grande Mela.

Per non tornare ogni volta a Times Square

La particolarità della guida di Cattelan è la capacità di incasellare luoghi non comuni che difficilmente i turisti conoscono, o che almeno prendono in considerazione per una visita a New York. Non sono consigli imperativi né tantomeno il tentativo di demonizzare i luoghi comuni. Perché Times Square, l’Empire State Building, Central Park valgono almeno una visita.

La provocazione dell’autore è divertente e nasce dalla volontà di rendere la propria esperienza anche universale. Cattelan è un habitue di New York, una città in cui torna sempre e dove si sente a casa. Ne nascono così dei consigli sui generis, che vanno oltre le foto di Instagram con suggerimenti di luoghi poco conosciuti da non perdere ma anche di quelli di cui in fondo si può benissimo fare a meno.

Una guida per tutti, sul serio

Le premesse di La mia New York. Guida definitiva per non tornare ogni volta a Times Square sembrano indicare che il libro sia pensato per i turisti navigati, per le persone esperte che hanno fatto di NY la meta preferita di ogni vacanza. In realtà questo è testo adatto e pensato per tutti. Per chi non è mai stato nella Grande Mela troverà degli spunti diversi che potranno portare in luoghi magari non considerati nell’itinerario iniziale. Per chi conosce New York come le sue tasche la guida diventa il punto di riferimento per scoprire anedotti poco conosciuti, per vedere la città con gli occhi diversi.