La magia dei momenti no di Alison Espach  

di Bettina Delia Monticone

Io non ho rovinato il tuo matrimonio. Non è stata colpa mia. Il motivo per cui Matt si è innamorato di me è che il tuo matrimonio era già finito.

Il nuovo romanzo di Alison Espach è una commedia dolceamara. La magia dei momenti no è la storia di una giovane donna che ha tutte le carte in regola per diventare amica, non solo della sposa del romanzo, ma anche del lettore.

Commedia dolce: ha gli ingredienti consueti di un romance e li mescola con pazienza. Un matrimonio finito, un evento fortuito, una sontuosa festa per futuri sposi e damigelle d’onore buffe e sfrontate.

Per la sfumatura “amara” gli ingredienti diventano complessi e creativi: Phoebe approda al bellissimo Grand Hotel Cornwall con il preciso intento di uccidersi. Viaggiare leggera, senza bagagli e con un solo abito elegante addosso, verde prezioso come uno smeraldo, è il suo mantra. Camminare pesante con il peso di tutte le cose che non ha realizzato e che le corrono dietro, quasi a ricordarle di aver fallito, è il risultato di un’equazione sbagliata.

Nuove emozioni e non poche dolcezze ostacoleranno il suo maldestro tentativo di farla finita.

Phoebe Stone: forte come una pietra

Ecco Phoebe nella hall del bellissimo hotel, dove ha sempre desiderato soggiornare con il marito. Ora che lui l’ha lasciata, lei si ritrova sola, pronta a vivere senza limiti la sua ultima notte. Osserva le sue scarpe eleganti e si guarda intorno, abbracciata da una folla che non si aspettava. Infatti, il tempismo fa il suo dispetto: il suo arrivo coincide con i festeggiamenti per il matrimonio di Lila.

La sposa, bellissima e svampita per esigenze di copione, non ha nessuna intenzione di permettere a Phoebe un gesto che possa macchiare di sangue la sua festa e rovinare il matrimonio. L’ospite inatteso non dovrebbe essere lì e la mania di controllo e perfezionismo di Lila la porta in camera sua più spesso del dovuto…

Io non volevo essere salvata da me stessa. Nessuno lo vuole! Noi vogliamo solo il permesso di stare in piedi, nudi, e continuare a essere noi stessi.

Una buona amica

Lila forse è alla ricerca di un’amica e il modo schietto di Phoebe la conquista. Le due donne diventano confidenti in fretta: l’intrusa non ha nulla da perdere e può permettersi di essere totalmente sincera. Sono qui per uccidermi, dice senza pensare, quando dichiara l’inizio di tutto. La sposa è determinata e precisa, nasconde così le sue paure.

Un’amicizia che attraversa tutti i colori, inizia per caso e con diffidenza e a poco a poco persino Phoebe dovrà ammettere che la sposa combatte sì con una madre difficile ma in prima battuta con delle fragilità nel cuore ingombranti come le sue.

Phoebe conosce le damigelle, la famiglia e gli amici della sposa, e una sera incontra in piscina un uomo affascinante e misterioso. Poiché ormai le è ben chiaro che non ha più nulla da perdere, gli confida “vorrei venire a letto con te”. Inutile suggerire che prova interesse per l’unico uomo dal quale dovrebbe stare lontano, come nei migliori romanzi rosa. Come vuole la ricetta, il pericoloso interesse è ricambiato.

Forse La magia dei momenti no vuole suggerirci che sarebbe giusto, di tanto in tanto, vivere controllando meno le parole e i gesti in base alle conseguenze? Non è semplice, eppure l’universo premia l’azione se mossa dalle migliori intenzioni.

Sembra proprio quello che vuole anche lei, quello che ha sempre desiderato.

Leggere quando voleva leggere. Essere triste quando era triste.

Avere paura quando aveva paura. Essere arrabbiata quando era arrabbiata.

Essere noiosa quando si sentiva noiosa.

Verità e bugie

Comincia a chiedersi se non sia quello il motivo per cui è lì: riempire il silenzio che gli invitati al matrimonio non sanno riempire, fare le domande che nessuno riesce a fare. Phoebe non ha nulla da perdere. Non fa parte di quella famiglia. Non fa più parte di niente ormai. È libera in un modo in cui nessuno di loro è.

Succede a tutti di avere sulla pelle la sensazione di aver toccato il fondo: spesso ci si chiede dove si stia andando, seduti a terra con lo sguardo fisso nel vuoto. Succede anche alla donna del romanzo quando il marito s’innamora di una collega e amica e la lascia con una delle famose formulette.

Il mattoncino cade e con lei il domino traballante che aveva tanto faticato a tenere in piedi. Assieme al suo equilibrio, viene meno il suo non essere riuscita a diventare mamma, il suo non aver terminato di scrivere il libro e il suo essersi accontentata di una carriera che non ama. Il rumore è forte. La magia dei momenti no racconta anche di questo rumore.

Succede di voler dare la colpa agli altri: all’amante furba, al rettore regretto, alla vita cattiva. Ci si veste con gli abiti della vittima e si urla al complotto, ed ecco la bugia che si racconta a se stessi, perché prendersi cura di se è faticoso. Phoebe, non a caso “pietra” di cognome, lo scopre uscendo dal suo tempo e dal suo spazio, in un hotel costoso, vestita molto bene per i motivi sbagliati ma per la giusta occasione. E grazie al matrimonio di Lila ritrova pezzi di sé.

“Quando si smette di fingere?” chiede Lila.

“Vorrei poterti rispondere che smetti quando vuoi” dice Phoebe, ma sa che non è vero. È molto più dura di così. “Ma credo che in realtà smetti quando ti stanchi.”

“Di cosa?”

“Di te stessa.”

Una nuova parentesi

Diventare chi vuoi è proprio come qualunque altra cosa. Bisogna fare pratica. Bisogna credere che un bel giorno ti sveglierai e ti verrà naturale.

Il modo in cui Phoebe parla alla sposa o alle damigelle svela lucidità e tenerezza: poco importa ciò che lei prova a combattere, vuole essere dove le cose accadono, vuole sentire le giuste scosse. Ha ancora voglia di vita.

Phoebe salva Lila da un matrimonio che non vuole e se stessa dal buco nero in cui si era nascosta, spolvera parti di sé che la avvicinano a quello che vuole fare, ciò che vuole essere.

Entrambe si fidano di ciò che desiderano e abbracciano verità che fanno paura, lo fanno scappando da tutto il bianco, i pizzi e i fuochi d’artificio che il festeggiamento offre.

L’autrice ci prende per mano con un’ironia incalzante e furba, colorando la storia di uno stile giocoso ma riflessivo. La magia dei momenti no è un romanzo dotato di una delicata conclusione, una fine sì “happy”, ma non come il lettore si aspetta.