Legami fraterni disfunzionali: La luce naturale di Marco Archetti

Uscito in tutte le librerie il 14 marzo, il nuovo libro di Marco Archetti è un elogio al risentimento familiare. Ci racconta un legame fraterno totalmente disfunzionale pieno zeppo di silenzi, segreti, astio e avidità.

Autore: Marco Archetti
Casa editrice: Mondadori
Data di uscita: Marzo 2023
Numero pagine: 165

Trama

Ci troviamo in un albergo veneto, in piena estate. Elvira è una signora anziana in fin di vita e i medici, proprio mentre era in vacanza ad Eraclea, le danno pochi giorni di vita. Inizia così la storia di una famiglia slegata e tormentata dall’odio.

Ormai allettata e priva di sensi, Elvira è nel letto della stanza 236. Con lei c’è sua figlia Tiziana, che avrà l’arduo compito di chiamare i suoi fratelli, Flavio e Gabriele, per avvisarli dell’accaduto invitandoli a raggiungerla al più presto.

Poco prima del loro arrivo conosciamo meglio Tiziana, una donna insoddisfatta del suo matrimonio e della sua vita. Nella sua testa ha infinite fantasie sessuali o di evasione, ma più che altro nella pratica passa il tempo a lamentarsi e piangere, cercando di passare per vittima sfortunata. Mentre sua madre è sul letto di morte lei pensa ad altro: innanzitutto va in banca, per conoscere il saldo monetario della madre e cercare di capire come fare per guadagnare più soldi possibili dalla futura eredità. Quei soldi le farebbero molto comodo per tutti gli interventi estetici che vorrebbe farsi (come il filler alle labbra) e per tentare di cambiare vita.

Una volta in banca, però, scopre inaspettatamente che sul conto della madre sono rimasti molto meno soldi di quanto immaginava perché è stata effettuata una donazione di 200.000€ a qualcuno. Purtroppo la transazione è nascosta, quindi non si può conoscere l’identità del beneficiario.

L’altro pensiero fisso di Tiziana è Giani, il proprietario dell’hotel in cui alloggia. È innamorata segretamente di lui da diversi anni e non trova mai il coraggio di dichiararsi. Ma Giani non la considera, anzi la tratta abbastanza male e con arroganza.

Poi conosciamo Flavio, il fratello maggiore, un attore pieno di rabbia e risentimento che non è riuscito ad avere successo e che brama una rivincita. Sogna di scrivere uno spettacolo tutto suo dedicato all’Iliade. Flavio è sposato ed ha una bambina, ma non ama molto la sua vita familiare, piuttosto ha diverse amanti e si concentra sulla sua carriera.

Il giorno in cui riceve la chiamata da sua sorella, che lo avvisa dell’imminente morte della madre, è in treno e sta viaggiando verso Torino per incontrare un famoso produttore teatrale e proporgli il suo progetto. Purtroppo a quell’incontro non ci andrà mai, ma intravede una possibilità di vittoria pensando all’eredità che riceverà da sua madre, una volta che sarà morta.

E infine conosciamo Gabriele, il fratello minore, il più ansioso e sottomesso. Gabriele ha una vita fallimentare e colleziona insuccessi lavorativi e amorosi, uno dopo l’altro. Vive in uno squallido affittacamere e ha, senza volerlo, le mani in pasta in giro di affari mafioso e losco. Trascorre la sua vita cambiando progetti ogni anno, sognando di avere una famiglia felice e un lavoro che lo appaga, ma non fa nulla di concreto per riuscirci. Anche lui brama l’eredità materna perché ne avrebbe proprio bisogno per rimettere in moto la sua vita.

Una volta arrivati ad Eraclea e costretti a confrontarsi, tra i tre fratelli comincerà una guerra, a volte silenziosa e a volte molto rumorosa, in cui vinceranno l’astio e il risentimento che ognuno dei tre prova verso l’altro. Ognuno di loro ha qualcosa da recriminare all’altro. Tutti e tre mantengono il silenzio su segreti familiari ed enormi menzogne. E tutti e tre vogliono arrivare ad ereditare più soldi possibili da quella morte. Ma una volta scoperchiato il vaso di Pandora le cose, forse, non andranno come preventivato.

Considerazioni

Uno spaccato abbastanza tragicomico sulla realtà di molte famiglie in cui l’unico legante è il sangue. Questa storia non parla di famiglia ma di singoli individui egoisti e smaniosi di avere successo nel più breve tempo possibile, e nel modo più semplice. Tiziana, Flavio e Gabriele incarnano tutti i vizi capitali in successione e sembrano raffigurare il peggio dell’essere umano. Tra queste pagine non si trova un briciolo di amore, di affetto, di compassione o di empatia. E’ tutto violento, crudo, lagnoso e falso.

Archetti scrive una storia frettolosa, priva di dettagli o grandi spiegazioni. Ho apprezzato la descrizione dei sentimenti e dei pensieri dei personaggi ma ho sentito la grande mancanza di chiarezza.

Finisco la lettura con tante domande, ma una su tutte mi risuona forte: Perché nessuno dei figli prova tristezza per la morte della madre? Non viene spiegato nulla a riguardo. Non si sa che tipo di madre o di persona fosse Elvira e perché non è riuscita a tenere unita la sua famiglia. Non si sa che malore ha avuto. Non si sa nulla del passato familiare o dei veri risentimenti che hanno causato quell’astio fraterno così intenso. Tutti dettagli che, secondo me, avrebbero regalato più contestualizzazione ai sentimenti descritti.

Il libro è sovrastato dalla rabbia e dall’avarizia. Ma nessuno dei personaggi fa nulla di concreto per riuscire a risollevarsi. I tre fratelli hanno grandi sogni ma cercano soluzioni facili (i soldi), come se questi fossero una garanzia per il successo. Non fanno gioco di squadra, non si sorreggono e non si sopportano. Sono egocentrati ed egoriferiti, cosa che non consente di empatizzare con nessuno di loro. Se devo dirla tutta, in totale sincerità, i tre personaggi sono odiosi e arroganti.