La Letteratura Classica Cinese: i Quattro Grandi Romanzi Classici

Le origini della letteratura cinese.

Il mondo della Letteratura Cinese è ancora poco conosciuto nel territorio occidentale, nonostante sia colmo di storie e racconti accattivanti e degni di nota.

In questi mesi, cercherò di farvi conoscere questo territorio ancora “inesplorato”, raccontandovi e proponendovi titoli e autori cinesi.

Oggi vorrei cominciare attingendo alla letteratura classica, precisamente approfondendo il romanzo come genere letterario a sé stante, partendo da alcuni capostipiti chiamati 四大名著 Si Da Ming Zhu, i Quattro Grandi Romanzi Classici.

I Quattro Grandi Romanzi Classici

I Quattro Grandi Romanzi della Letteratura Classica Cinese, scritti durante le dinastie Ming e Qing, sono comunemente ritenuti dagli studiosi come i più importanti e quelli che hanno avuto la maggiore influenza sul romanzo tradizionale cinese.

Hanno rappresentato un mezzo per criticare i mali della società cinese come la corruzione, l’arrivismo o la slealtà.

La loro grandezza e potenza risiede anche nell’influenza che hanno avuto non solo sull’immaginario letterario, ma in tempi recenti anche su molti giochi, film ed altre forme di intrattenimento.

Prodotti utilizzando una combinazione di cinese classico e lingua vernacolare, queste quattro opere sono riconosciute per aver reso popolare e legittimato il ruolo della letteratura vernacolare, all’interno dei circoli letterali cinesi.

  • Il Romanzo dei Tre Regni (三国演义,  Sanguo Yanyi)

Scritto da Luo Guanzhong (罗贯中) nel XIV secolo (1330-1400), è un romanzo storico basato su eventi accaduti negli anni tra il 220 e il 280 d.C., tra la fine della Dinastia Han e l’inizio dell’epoca nota come “Il Periodo dei Tre Regni”.

Descrive uno dei momenti più difficili della storia della Cina, che prima finisce nel caos, poi si divide e quindi si riunisce.

Nonostante la straordinaria complessità del racconto, la storia ruota attorno alla lotta politica e militare per il predominio della Cina tra i tre regni appena formatisi di Wei, Shu e Wu.

Il romanzo descrive numerose battaglie militari con alcune strategie straordinarie che guadagnarono grandi elogi da parte della critica. Il romanzo copre la politica, la diplomazia, l’ideologia e la morale in ampi dettagli. Spesso fa riflettere i lettori con profondi pensieri quando un eroe deve prendere una decisione, spesso tragica, tra le virtù della lealtà e risultati politici. 

Luo Guanzhong raccolse una gran mole di materiale accingendo da fonti orali e scritte: storie, saggi, aneddoti e novelle storiche compilati da privati e leggende popolari sui Tre Regni, aggiungendovi però anche le proprie ambizioni politiche ed esperienze di vita di guerra fra le truppe ribelli contadine.

Si tratta di un’opera titanica con una trama estremamente complicata: è composta da 120 capitoli e un migliaio di personaggi, per lo più di ispirazione storica, decine dei quali descritti in modo particolareggiato:

  • Cao Cao (曹操), l’intrigante e sospettoso re di Wei abile negli stratagemmi; 
  • Zhuge Liang (诸葛亮), lo straordinario consigliere militare del regno di Shu;
  • Zhang Fei (张飞), il coraggioso, rude e al tempo stesso delicato generale del regno di Shu;
  • Il maresciallo Zhou Yu (周瑜), spesso vittorioso ma dal cuore gretto. 

Tutti i personaggi godono di una vasta popolarità in Cina e sono entrati nell’immaginario storico comune. 

“Il Romanzo dei Tre Regni” non solo ha un importante valore letterario, ma è anche un’opera enciclopedica sulla società feudale, che descrive sotto vari aspetti. È stato tradotto in varie lingue ed è uno dei libri più letti e citati in Cina, sia in epoca imperiale che moderna.

  • I Briganti (水浒传, Shuihu Zhuan)

Risale al XV secolo, precisamente al 1368, ed è stato presumibilmente scritto da Shi Nai’an (施耐庵) e dall’autore de “Il Romanzo dei Tre Regni” Luo Guanzhong (罗贯中). 

In Italia è conosciuto come “I Briganti”, ma il titolo originale è traducibile con “Storia in riva all’acqua”. Altri titoli con cui è noto è “Tutti gli uomini sono fratelli” e “Le paludi del monte Liang”.

Anch’esso come “Il Romanzo dei Tre Regni”, è un romanzo di carattere storico ambientato nella fase finale della dinastia Song meridionale (circa 1100 d.C). 

Racconta le gesta del bandito ribelle Song Jiang (宋江) e della sua banda di briganti composta da 108 fra eroi ed eroine, fra cui si distinguono 36 capi celesti (天罡星, Tiangangxing) e 72 personaggi secondari, i cosiddetti spiriti malvagi della terra (地煞, Di Sha), ciascuno di loro con con la propria e unica storia personale. 

L’intero romanzo racconta le storie di vita di questi 108 banditi che si riuniscono sul monte Liang con l’obiettivo di formare un proprio esercito per difendersi dalle forze imperiali che li perseguitano.

La storia è estremamente romanzata e non ricalca alla lettera le cronache ufficiali. È un romanzo molto simile alla Chanson de geste del Medioevo Occidentale, tra l’eroico e il picaresco.

Il suo carattere di critica al sistema dei burocrati confuciani attirò al romanzo le ire della censura ufficiale che ordinò perquisizioni nelle librerie private, distruzione delle copie esistenti e pene pecuniarie per chi non osservava tali disposizioni.

Altro motivo per cui l’opera venne giudicata negativamente da parte dei funzionari di più stretta osservanza confuciana, fu la sua propensione a un sincretismo religioso che fondeva liberamente elementi taoisti, buddhisti e confuciani, e l’esaltazione degli ideali dei cavalieri erranti la cui etica era fatta d’individualismo, di egualitarismo e soprattutto di prossimità alle masse contadine.

Nonostante i tentativi di censura, il romanzo continuò a godere del favore del pubblico, favore che non ha accennato a diminuire nel corso del tempo.

  • Il Viaggio in Occidente (西游记, Xiyou Ji) 

Conosciuto anche come “Lo scimmiotto” o “Il re scimmia”, è un romanzo classico della Letteratura Cinese che mescola avventura e fantasia. Non si conosce con esattezza il nome dell’autore, sebbene tradizionalmente sia attribuito a Wu Cheng’en (吴承恩). Venne pubblicato la prima volta nel 1590.

Il romanzo consta di 100 capitoli e può essere suddiviso in quattro parti.

L’autore si ispirò al reale viaggio verso l’India che compì nel 629 d.C. il monaco Xuanzang (玄奘) alla ricerca dei sutra buddisti.

Nell’opera, il monaco Xuanzang, chiamato anche Tripitaka (traduzione in sanscrito del suo soprannome) compie lo stesso viaggio, ma sarà in compagnia di tre personaggi dai poteri sovrannaturali, i quali lo proteggeranno combattendo i mostri e i diavoli che incontreranno lungo il viaggio:

  • Zhu Bajie (猪八戒, Maiale degli otto divieti), tradotto come “Porcellino”
  • Il demone fluviale Sha Wujing (沙悟净, Sabbia consapevole della purezza), tradotto come “Sabbioso”;
  • Sun Wukong (孙悟空, Discendente dell’Illuminazione o della Consapevolezza del vuoto o vacuità), chiamato anche “Lo Scimmiotto”;

Sun Wukong risulterà essere il vero protagonista dell’opera e darà vita a un grandissimo universo di rappresentazioni cinematografiche, teatrali e non. 

Vi ricorda, forse, qualcosa Son Goku? Ebbene sì, il personaggio dello scimmiotto ha ispirato indirettamente l’opera di animazione e manga giapponese “Dragonball”!

Il romanzo è unico nel suo complesso di bellezza e illogicità, spessore intellettuale ma al contempo insensatezza. C’è un po’ di tutto: folklore, religione, storia, satira anti-burocratica, poesia, allegoria. Costituisce una riflessione su quanto il Buddhismo cinese avesse unito il popolo, fondendo aspetti del Taoismo e del Confucianesimo in Cina. 

  • Il Sogno della Camera Rossa (红楼梦, Honglou Meng)

È uno dei più grandi e noti capolavori del periodo della dinastia Qing (1644-1912) e viene considerata l’opera più importante di tutta la Letteratura Cinese.

Pubblicato nel 1792, è comunemente collegato a Cao Xueqin (曹雪芹), ma alcuni attribuiscono gli ultimi capitoli a un certo Gao’E (高鶚), editore anche dell’intera opera. Si presume che Gao’E non abbia scritto nulla di proprio pugno, ma abbia lavorato sulle bozze lasciate da Cao Xueqin, morto prima di poter concludere la sua opera, la quale verrà pubblicata 30 anni dopo la sua dipartita.

Il romanzo è composto da 120 capitoli, i cui primi 80 sono stati scritti da Cao Xueqin. Sembra un romanzo quasi autobiografico e ci fornisce una ricca serie di informazioni circa l’economia, la religione, la sessualità e la vita familiare aristocratica dell’epoca. L’importanza del romanzo risiede proprio nell’osservazione precisa e dettagliata della vita e delle strutture sociali tipiche dell’aristocrazia del XVIII secolo.

Protagonista della storia sarà la famiglia Jia 贾, omofono di Jia 假falso, menzognero”, come a sottolineare che la storia è fittizia, nonostante la descrizione dettagliata della vita del periodo.

“Il Sogno della Camera Rossa” viene comunemente chiamato anche “La storia della pietra” (石头记, Shitou ji): tale nome fa riferimento al prologo ambientato in un sogno nel quale una dea, chiamata Dea Nuwa (女娲), è intenta a creare pietre per la volta celeste. Una di queste pietre si rivela un essere senziente e rinasce sotto forma umana in una famiglia del mondo terrestre: il protagonista Jia Baoyu (贾宝玉), nato con un pezzo di giada in bocca e il cui nome tradotto sarebbe “Giada Preziosa”

Il centro del racconto ruota attorno proprio a lui e al triangolo amoroso che si verrà a a creare con due sue cugine, Lin Dayu (林黛玉) e Xue Baochai (薛宝钗).

Le storie e le vicissitudini dei personaggi si intrecciano con informazioni di rilievo sulle strutture familiari dell’epoca. Grazie ai dettagli e alla cura di Cao Xueqin ci troviamo dinanzi a una sorta di fotografia molto nitida della Cina dell’epoca.


I Quattro Grandi Romanzi Classici vengono considerati uno dei patrimoni della cultura classica cinese e canone principale del romanzo tradizionale cinese, sancendo così la loro importanza anche nei tempi moderni.


Bibliografia

W. Idema L. Harf; Letteratura Cinese (Libreria Editrice Ca Foscarina, 2008)

Sitografia

Wikipedia, I quattro grandi romanzi classici.

Saporedicina.com, I 4 grandi classici cinesi: Il “Sogno della Camera Rossa” e altri romanzi.

2 thoughts on “La Letteratura Classica Cinese: i Quattro Grandi Romanzi Classici

  1. Avevo iniziato “sogno della camera rossa”, ma devo dire che non è proprio una lettura semplice.. specialmente per la moltitudine di personaggi 😅

    1. “Il sogno della camera rossa” è davvero un testo difficile, lo metterei sullo stesso piano della “Divina Commedia”! Ti proporrei la lettura de “Lo scimmiotto” perché molto più semplice e alla portata di tutti 🥰

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