La femminilità, una trappola: gli interventi di Simone de Beauvoir

La femminilità, una trappola è il titolo di uno degli interventi riportati in questo libro, che si compone di interviste, articoli e lettere risalenti agli anni 1927-1983. Simone de Beauvoir riesce, in ognuno di essi, a essere folgorante e chiarissima sulle sue posizioni.

La femminilità, una trappola

I temi trattati

In La femminilità, una trappola De Beauvoir ha a cuore la contemporaneità. E’ interessata a comprenderla e a spingere gli altri a fare lo stesso, per arrivare alle radici delle questioni che attanagliano tutti. Ogni intervento dura poche pagine, ma De Beauvoir riesce a toccare diversi temi: la femminilità, il suo ruolo imprigionante e le differenze tra i sessi, la famiglia e il ruolo di madre della donna, una nuova concezione dell’amore, l’immagine di Jean-Paul Sartre, il compito della letteratura.

Ritratto di Jean-Paul Sartre

Una delle idee principali del grande libro filosofico di Jean-Paul Sartre, “L’essere e il nulla”, è che ci sono due modi di esistere: quello delle cose inerti, che rimangono indefinitamente uguali a se stesse, e quello degli uomini, con le loro coscienze e libertà. Tra gli esseri umani, molti invidiano il sonno degli alberi o delle pietre e si sforzano di essere come loro: addormentano la coscienza, non fanno uso della libertà. Al contrario, possiamo definire Sartre come un uomo che rifiuta con fermezza di esistere alla maniera delle cose e che sceglie di affermarsi come pura coscienza e pura libertà. “La cosa”, la presenza stupida e cocciuta di ciò che è messo lì senza motivo, ha sempre inorridito Sartre. (…)

Il ritratto che De Beauvoir fa di Sartre è delicato e puntuale, grazie anche all’amore che li ha legati per lunghi anni. Riesce a risolvere alcune apparenti contraddizioni sulla sua persona: come si può pensare che lo scrittore de “La nausea” sia un ottimista? Eppure è così. Sartre è in grado di vedere il buio e il dolore nelle cose senza cadervi dentro, perché ha trovato la via di fuga: l’uomo stesso. La mal tolleranza per ciò che non ha uno scopo, è pigro e mediocre e lo scherno verso un indefinito “amore per l’umanità” si riflettono in una ricerca strenua ed eroica dentro di sè di un senso, di una risorsa. Ciò avviene grazie alla libertà e alla coscienza, caratteristiche inalienabili di ogni uomo che sceglie di esserci e non solo di esistere.

La gabbia dell'”eterno femminino”

(…) Ma, quando parla della sensibilità delle donne, in realtà l’uomo si riferisce alla loro mancanza di intelligenza, quando parla di fascino, alla loro mancanza di responsabilità, quando parla di capriccio, alla loro propensione al tradimento.

I bambini vogliono piacere spasmodicamente agli altri. E’ un bisogno naturale e innato e sano, che serve a costruirsi autostima, ego e un carattere proprio. Eppure, se si osserva la cosa più da vicino, ci si renderà conto di come siano diverse le cose che caratterizzano un “bravo bambino” e “una brava bambina”. Il bravo bambino sarà curioso, coraggioso, avventuroso, anche un po’ spavaldo. La brava bambina invece è quella educata, tranquilla, che se ne sta al suo posto, che riesce a confondersi con la parete.

Fin dall’infanzia ognuno di noi viene condizionato ad attribuire determinate caratteristiche all’uno o all’altro sesso. La mascolinità viene legata ad ideali di forza e virilità, seppur ormai nella nostra società la forza fisica venga superata dalla forza del pensiero, in quanto a importanza. La fregatura della femminilità è che diventa una gabbia dorata intorno a ciascuna donna. E’ fondamentale per sentirsi piacenti e accettate dal mondo maschile e perderla significa creare una distanza incolmabile sia dagli altri uomini, perché viene meno il senso di inferiorità necessario per questo rapporto di forza, sia dalle altre donne. Sembra di partire già con uno svantaggio. Il problema è che questo tarpa le ali alla parte geniale, inventiva e quindi coraggiosa della donna, perché ella si ritrova costretta a camminare costantemente in punta dei piedi.

Una nuova visione dell’amore

E’ così difficile concepire una nuova forma di amore che non preveda la sottomissione del partner ma una reale uguaglianza?

Strettamente legata alla sovversione della femminilità c’è una nuova visione dell’amore. Non è più un rapporto di forza sbilanciato, ma una relazione paritaria. L’amore diventa protagonista di uno scambio, l’apice della nostra realizzazione al di fuori della nostra finitezza. Per De Beauvoir, amare significa riconoscere l’altro, avere obiettivi e idee comuni, senza ignorare ciò che lo distingue da noi. Nel suo senso più ampio, diventa la possibilità di trascendere concetti apparantemente contrari.

(…) riuscire a percepire l’altro nella sua attività impersonale e al contempo nella sua insostituibile unicità; come soggetto e come oggetto; come un tutto che trascende se stesso e come una creatura finita.

La relazione tra uomo e donna smette di essere uno specchio narcisistico che vede la donna docile, adorante e completamente bisognosa dell’uomo. Abbandonato questo concetto, si può arrivare all’elevatezza dell’Amore, che è fondamentalmente un amorevole scambio.

Le differenze tra sessi

Nonostante ciò, in La femminilità, una trappola, Simone de Beauvoir non nega mai le differenze esistenti tra i due sessi. La differenza fondamentale sta nel farle diventare uno strumento di reciproco arricchimento e non uno strumento di sopruso, perchè ciò risulta lesivo per tutti. Proprio per questo lei si trova in contrasto con quella parte del femminismo che decide di intraprendere una crociata contro gli uomini. Non ne vede il significato, dal momento che questo salto in avanti viene visto come una mutua collaborazione. Odiarsi e puntare il dito non fa che aumentare le distanze, anche perché il concetto di colpa collettiva e di colpa individuale è molto più complesso di come oggi viene dipinto.

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Una donna spezzata è un altro libro della stessa autrice che raccoglie tre racconti che affrontano il tema della femminilità e, più in generale, della vita della donna. Invece, sempre di stampo saggistico, Feminism, interrupted di Lola Olufemi espone un tipo di femminismo decisamente più radicale. Per guardare l’altra faccia della medaglia, Mask Off – Masculinity Redefined di J.J. Bola indaga gli effetti del patriarcato e della mascolinità tossica sugli uomini stessi.