La donna in bianco: Collins e il mistero di Limmeridge House

La donna in bianco di Wilkie Collins suscitò un’eccitazione senza precedenti quando fu pubblicato nel 1859, ed ancor oggi, grazie all’intrigo e al mistero che permeano questa storia, non ha perso la sua capacità di emozionare. In Italia, il romanzo è stato pubblicato da Fazi Editore.

Annoverato tra i primi romanzi facenti parte del genere poliziesco e “sensational novel”, La donna in bianco è stato originariamente pubblicato in forma seriale sulla rivista All The Year Round di Charles Dickens.

In questa storia Wilkie Collins inserisce svariati commenti sociali, la maggior parte dei quali piuttosto progressisti per l’epoca. Inoltre, affronta, in modi diversi e con dettagli strazianti, il modo in cui le donne sono alla mercé dei loro tutori e dei loro mariti.

“Questa è la storia di ciò che la pazienza di una donna può sopportare e di ciò che la risolutezza di un uomo può ottenere.”

Trama

Nel 1849 l’insegnante di disegno Walter Hartright viene ingaggiato per prestare servizio per almeno quattro mesi presso Limmeridge House, nel Cumberland, dove dovrà istruire nell’arte dell’acquerello le due nipoti di Mr Frederick Fairlie, e curare e restaurare una collezione di disegni assai deteriorati.

La sera prima della partenza, Hartright incontra in Finchley Road una giovane donna interamente vestita di bianco e in evidente stato confusionale, che si sta dirigendo verso Londra. Prima di sparire, la donna in bianco gli confida di aver subìto un misterioso torto da un baronetto e di conoscere bene la famiglia Fairlie di Limmeridge.

Da quel momento in poi, per Walter, la donna in bianco diverrà un’ossessione che lo porterà ad essere coinvolto nei sinistri intrighi di Sir Percival Glyde e del suo “affascinante” amico Conte Fosco, un uomo che ha un gusto per i topolini bianchi, i bonbon alla vaniglia e la chimica.

Il mistero di Limmeridge House

Approdato a Limmeridge House, il giovane Walter si troverà al cospetto di Laura Fairlie e di Marian Halcombe, alle quali dovrà dare lezioni di disegno. Ben presto Walter si innamorerà della bellissima Laura ma noterà in lei anche una stranissima e alquanto singolare somiglianza tra la sua amata e la donna in bianco che continua a infestare i suoi pensieri.

Tuttavia, l’amore tra i due giovani è contrastato dal fatto che Laura è già fidanzata e promessa sposa di Sir Percival Glyde con il quale convolerà a nozze entro fine anno. Riuscirà quindi il vero amore a trovare il modo di sbocciare? E la somiglianza tra Laura e la donna in bianco è solo un caso? E come mai nel corso della storia iniziano a insidiarsi strani sospetti sul conto di Sir Percival Glyde?

Solo Marian sembra possedere la chiave, l’astuzia e l’audacia per svelare tutti i misteri di Limmeridge House e della donna in bianco. Al fianco di Walter cercherà di scoprire la verità dietro i complotti di Sir Percival e del suo compare, il Conte Fosco.

Questioni di identità e follia

La donna in bianco è un bel librone, ma questo non deve spaventarvi in quanto la scrittura è molto scorrevole e talmente intrigante da tenervi inchiodati alle pagine; smettere di leggere sarà molto difficile.

Strada facendo Collins ci introduce ad alcune personalità meravigliose come quella di Marian e del Conte Fosco (qual è il suo potere su Sir Percival?), ma la sua penna è in grado di tratteggiare anche personalità deboli e spregevoli come quella di Sir Percival Glyde e di Mr Fairlie, zio e tutore di Laura che sembra deciso ad acconsentire al matrimonio di Laura e Percival anche quando viene messo al corrente dei misteri che cela il promesso sposo.

Perseguendo questioni di identità e follia lungo i sentieri e i corridoi delle case di campagna inglesi e dei fatiscenti manicomi, La donna in bianco si rivela una storia avvincente di desiderio, ambizione spietata e suspense agghiacciante.

Collins crea fin dalle prime pagine un’atmosfera surreale, che sconvolge il lettore, e che è mantenuta dalla figura spettrale della donna in bianco che infesta le pagine del romanzo fino ai giorni nostri.

Questa è una storia per adulti in cui il bene si contrappone al male e il privilegio alla povertà, ma è anche una storia popolata da un’astuta malvagità nella figura del Conte Fosco, dall’avidità incarnata da Sir Percival, dalla bellezza nella figura di Laura Fairlie, dall’onestà personificata da Marian Halcombe e dal coraggio abilmente interpretato da Walter Hartright.

Gli eventi si svolgono al ritmo di una serie di crisi e risoluzioni, tipiche del romanzo vittoriano che cerca di attirare i lettori con un nuovo cliffhanger alla fine di ogni puntata.

L’autore adotta un approccio innovativo in cui la narrazione viene raccontata dal punto di vista dei protagonisti principali, offrendo così al lettore una visione unica delle loro sensazioni e dell’impatto degli eventi su ciascun personaggio. Da qui la successiva nozione di “romanzo sensazionale”.

Conclusioni

Il romanzo è una preziosa ed edificante fonte di informazioni sulla storia sociale in epoca vittoriana. La narrazione è piena di riferimenti all’urbanizzazione, ai poveri, ai manicomi e ai privilegi che derivano dell’eredità dei beni.

La donna in bianco fonde con successo mistero, romanticismo, suspense ed elementi gotici bilanciando una trama avvincente e tortuosa con personaggi forti e, proprio per questo, non sorprende che sia rimasto così popolare anche tra il pubblico moderno.