La censura nei libri: da Roald Dahl a Agatha Christie

Dopo i libri di Roald Dahl e di Ian Fleming arriva la revisione e correzione linguistica delle opere della regina del giallo Agatha Christie, in nome di una nuova sensibilità comune più attenta alle esigenze della società contemporanea. A occuparsi dell’esaminazione delle varie pubblicazioni, con l’obiettivo di individuare e valutare espressioni ipoteticamente offensive, migliorandone e favorendone l’inclusione è una nuova figura di esperti del settore editoriale i sensitivity readers.

Il caso Roald Dahl

Roald Dahl è stato uno dei più famosi scrittori di libri per l’infanzia, conosciuto per la sua penna affilata e autore di capolavori che tutti conoscono, come Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, Matilda, Le streghe, Il Grande Gigante Gentile. La polemica è nata nel 2020, quando alcuni utenti di Netflix guardando il film tratto dal bestseller Le streghe lamentava il fatto che avere due dita – come le donne mostruose hanno in ambedue le mani – non significa essere per forza una fattucchiera, ma può essere indice di una malformazione che ci causa vergogna, o di un incidente che ci ha traumatizzati.

In quel contesto la Warner Bros e Anne Hathaway si erano scusati subito per l’indelicatezza. Oggi la casa editrice britannica Puffin ha deciso di ripubblicare i libri dell’autore mettendo mano, come ha analizzato il Telegraph, in modo molto invadente al linguaggio utilizzato dallo scrittore nei romanzi, allo scopo di eliminare tutte le espressioni che secondo la sensibilità di oggi sono ritenute offensive.

Fra le parole e frasi che sono state cancellate ci sarebbero “enormemente grasso” sostituito con “enorme” in Charlie e la Fabbrica di cioccolato; mentre i buffi Umpa Lumpa non saranno più descritti come “piccoli uomini”, ma come “piccole persone”.

Un’operazione che ha comportato una diffusa riscrittura di dieci degli oltre venti libri per bambini. La Matilde protagonista del romanzo omonimo, per esempio, non legge più Rudyard Kipling, scrittore influenzato dalla mentalità colonialista ottocentesca, ma Jane Austen. Sono state eliminate le espressioni “sessiste” nei confronti di alcuni personaggi femminili, come le streghe. Termini come “madre” e “padre” sono stati sostituiti da “genitori”.

Il caso Agatha Christie

La stampa britannica scrive che la casa editrice HarperCollins ha già in parte corretto alcuni passi delle opere della regina del giallo, in modo da tener conto delle mutate sensibilità che oggi potrebbero ritenere offensivi e razzisti alcuni termini considerati poco problematici ai tempi della stesura dei libri (1920-1976). Saranno modificate ed eliminate espressioni comunemente usate nei primi decenni del Novecento che erano condizionate dalla mentalità colonialista dell’epoca.

La revisione dei libri di Christie sarebbe però già stata in lavorazione da tempo: è dal 2020, scrive The Telegraph, che si stavano addolcendo i suoi scritti. Scompare il termine “ebreo”, la parola “nativo” – nel senso di “indigeno” – è stata rimpiazzata da “locale”. Via ovunque i termini “negro”, “zingaro”, “orientale” e “dal temperamento indiano”. In Miss Marple ai Caraibi, l’impiegato dell’hotel non sarà più descritto con i “denti così belli e bianchi”. In Poirot sul Nilo, invece, cancellati i commenti riferiti ai bambini dagli “occhi e nasi disgustosi” e il servo non sarà più descritto come un uomo di colore.

La polemica

Sia per il caso di Dahl che della Christie i lettori e la stampa si sono dichiarati indignati e assolutamente contrari, considerandolo come un vero e proprio tradimento alla memoria dei due autori. C’è chi chiede all’editore un passo indietro, chiedendo di mantenere almeno anche le edizioni originali rispettose degli autori e della loro scrittura. La casa editrice Puffin ha già dichiarato che manterrà una “classic edition” priva di interventi postumi.

Nelle opere di Fleming, dalla cui penna è nato James Bond, oltre a qualche correzione è invece prevista anche una avvertenza all’inizio: “Questo libro è stato scritto in un’epoca in cui termini e atteggiamenti che potrebbero essere considerati offensivi dai lettori moderni erano all’ordine del giorno“.

La domanda che si pongono in molti lettori è chi sarà il prossimo scrittore o scrittrice, di cui opere cadranno nelle mani dei famigerati lettori sensibili. In molti fanno il nome di Lovecraft, uno dei maggiori scrittori di letteratura horror insieme a Poe. Ci resta solo da attendere.

Ciò che è che certo è che si dovrebbe educare i lettori a contestualizzare le opere che si leggono piuttosto che andare a snaturare grandi opere e autori che hanno fatto la storia. Staremo a vedere come si evolverà la situazione ma non ci aspettiamo niente di buono dall’ondata del politically correct che ha investito l’arte e l’editoria.

1 thought on “La censura nei libri: da Roald Dahl a Agatha Christie

  1. Ciao Marlah, come già ti scrivevo sul tuo profilo Ig, io ho avuto modo di soffermarmi molto soprattutto sul caso Dahl e una delle riflessioni che ho fatto mi è tornata alla mente proprio ieri imbattendomi in un video di una Barbie che veniva modificata per renderla uguale alla bambina a cui era stata regalata e quindi con occhiali, lentiggini e apparecchio. La gente commentava rivendicando il diritto dei bambini di sognare e fantasticare e questo mi ha ricordato la riflessione che ho fatto sul caso Dahl: ma davvero i bambini si identificano nei personaggi che hanno le caratteristiche fisiche che gli somigliano? Potrà essere vero, ma credo che per lo più uno si identifica in chi gli piace (ad es ci saranno stati bambini amanti dei libri che si saranno rivisti in Matilde).

    P.s. la questione Barbie potrebbe aprire mille altre discussioni perché fortunatamente oggi le Barbie sono molto meno stereotipate, ma l’ho citato solo perchè mi ha ricordato la riflessione che avevo fatto su Dahl.

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