La casa dalla porta dorata: la storia di Amara prosegue

Ci ritroviamo dentro la vita di Amara quasi esattamente dove l’abbiamo lasciata al termine del primo romanzo (Le lupe di Pompei): come spesso avviene nel secondo libro di una trilogia, la narrazione procede con più calma.

Amara è riuscita a fuggire dal lupanare più famigerato di Pompei. Grazie a Rufo, il giovane nobile che è diventato suo patrono, ora ha una casa dove può abitare da sola aiutata da alcuni servitori. Tuttavia la situazione in cui Amara versa non è stabile: godrà dei favori di Rufo solo fintanto che la loro storia rimarrà viva. Ma mentre cerca di trovare un proprio equilibrio, anche il passato la perseguita: di notte ha incubi sul lupanare e sulle amiche che ha dovuto abbandonare. Di giorno, invece, a turbarla è Felicio, il suo ex padrone che ora è in cerca di vendetta. Per ottenere davvero il controllo della propria vita, Amara dovrà imparare ad agire come lui: senza scrupolo alcuno.

Quando inaspettatamente si innamora, le insidie e i pericoli si moltiplicano: nella sua posizione, Amara non può permettersi il lusso della vulnerabilità e nessuno deve scoprire che ha un punto debole. In questo gioco di equilibri sempre più precari, riuscirà a mantenere i suoi privilegi di cortigiana e a eludere i ricatti di Felicio, senza mettere in pericolo le poche persone a cui tiene veramente?

Titolo: La casa dalla porta dorata
Autrice: Elodie Harper
Editore: Fazi
Data di pubblicazione: maggio 2023
Numero pagine: 494

Più spazio all’introspezione

Rispetto a “Le lupe di Pompei“, “La casa dalla porta dorata” esplora di più l’interiorità dei personaggi e i loro moventi psicologici, dando al libro un taglio assai più intimista.
Questo però non lo rende però meno coinvolgente: anche se meno rapido del primo, questo secondo libro cattura con ancora più intensità perché stabilisce un forte legame emotivo tra il lettore e i personaggi che con la loro sconfinata profondità si fanno amare e odiare come persone reali.

I personaggi sono sempre le colonne portanti della storia; conosciamo meglio tanti volti introdotti nel primo libro, scoprendo nuovi lati del loro essere, e al posto di quelli a cui abbiamo dovuto dire addio ne vengono introdotti molti altri ugualmente affascinanti.
La caratterizzazione dei personaggi è senza dubbio il punto di forza di questa autrice, che con poche pennellate dà vita a decine di figure indimenticabili.

Amare a Pompei

Questo secondo libro ha un tono più delicato rispetto al primo: vengono approfonditi temi più luminosi rispetto alla crudeltà del primo romanzo e questa è un’evoluzione piacevole, che ci porta inoltre a esplorare una Pompei inedita, più ricca e agiata rispetto ai bassifondi che sono stati protagonisti del primo volume.

Ha un posto di rilievo una struggente storia d’amore che certamente dona alla narrazione delle sfumature di tenerezza che sono una totale novità rispetto al primo romanzo, ciò nonostante il gretto realismo dello stile della Harper e la forte drammaticità della storia mantengono comunque il libro ben lontano da sdolcinatezze e leziosità. Ma, come il dolore e la cattiveria, anche l’amore è parte della vita e questo romanzo ce lo ricorda con abilità e veridicità.

Come ne “Le lupe di Pompei”, lo spazio dedicato alla descrizione di ambienti, usanze, leggi e costumi della Roma imperiale non manca, ma stavolta Amara si muove in una città diversa da quella dove l’abbiamo incontrata inizialmente, pur essendo la stessa: adesso Amara è una liberta, e dunque vive una realtà più sofisticata rispetto alla vita cruenta che era costretta a subire nel primo romanzo. La narrazione cresce e cambia assieme a lei, trasportandoci nel suo nuovo mondo di fasti e intrighi.

Grazie a tutti questi pregi e molti altri che vale la pena di scoprire leggendo, “La casa dalla porta dorata” si rivela un romanzo avvincente e completo, che riconferma la straordinaria bravura di Elodie Harper, senza dubbio una delle voci più promettenti del romanzo storico.