La Cantadora: una donna caduta nell’oblio della storia

La Cantadora è opera di uno scrittore sardo, Vanni Lai, ed è un romanzo nostalgico ed evocativo, che affronta radici e identità di una terra magica ma soprattutto dà valore a una figura femminile caduta ingiustamente nell’oblio dopo essere riuscita a farsi strada in un luogo e in un tempo in cui per le donne non c’erano quasi possibilità.

La stella oscura

Candida Mara è la cantadora del titolo: una donna magnetica, affascinante, ma anche sboccata e attaccabrighe che viaggia nella Sardegna di inizio Novecento insieme ad altri cantadores, che un po’ la temono e un po’ la invidiano per questa sua grande dote canora. Quando cantava era in grado di trasportare tutti, con la sua voce melodiosa.

La gente del suo paese invece la odia, e le affibbia il soprannome di “strega”, perché sul volto aveva un neo e varie cicatrici dovute al vaiolo. Inoltre si diceva che avesse delle capacità di fattucchiera in alcuni episodi.

È una figura affascinante, una di quelle di cui non ci stancheremmo mai di leggere le sue avventure, in giro per la sua terra a far tremare i suoi rivali cantadores.

La ricerca

Candida Mara è oggi una leggenda quasi del tutto sconosciuta, con la unica eccezione dei suoi discendenti che però non riescono a trovare alcuna testimonianza della sua esistenza. Una donna così decisa, all’epoca era un cattivo esempio per le altre e la scelta migliore era farla cadere nel dimenticatoio.

L’io narrante del romanzo però, che si sovrappone forse alla voce dell’autore, è intenzionato a ridarle vita e inizia una spasmodica ricerca tra l’ospedale in cui Candida aveva partorito e l’archivio di stato. La caccia è diffice e trova poco e niente. È quasi è sul punto di abbandonare, ma poi trova qualcosa di più “succoso” e infine lo mette per iscritto.

La sua ricerca è fatta anche e soprattutto per conoscere se stesso, le sue radici e ridare dignità a questa donna straordinaria, sua antenata.

La storia di questa donna con la pistola nascosta tra le pieghe del vestito, gli veniva spesso raccontata da bambino perciò una volta adulto non gli è bastato sapere poco e niente, ha deciso di indagare e ha trovato firme, date di nascita e di morte.

Non si sa però come sia morta, infatti Vanni Lai immagina un finale triste per la sua storia, anche se si conclude il libro con l’idea che lei vive nelle canzoni cantate ancora oggi dai bambini e in quel profumo di rosa avvertito dai suoi successori.

Un romanzo diviso in due

Il libro è diviso in due parti, una è quella in cui l’io narrante sopracitato s’impegna in questa ricerca sulla sua antenata, mentre l’altra parte è la storia di Candida Mara in cui sono mischiati elementi reali, mescolati ad altri inventati dall’autore.
Di tanto in tanto sono riportati anche testi di canzoni popolari cantati dai cantadores, in dialetto sardo chiaramente.

È un romanzo molto bello, che sicuramente è adatto a chi ama questo genere di storie, in cui c’è una protagonista controversa, tipo quella del romanzo di Michela Murgia “Accabadora“, ma anche Lila de L’Amica Geniale.

Infatti Candida Mara è proprio quel tipo di personaggio che inizialmente si reputa spigoloso, ma che poi si impara ad apprezzare per la sua complessità. La Cantadora è una donna che ha sofferto ed è stata punita per la perdita di un figlio, per aver scelto di scappare con un uomo sposato, per essere la famosa voce fuori dal coro.