Jon Fosse, vincitore del Premio Nobel per la letteratura 2023

Jon Fosse è il vincitore del Premio Nobel per la letteratura di quest’anno.

Ogni anno, nelle settimane che precedono l’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura, cominciano le congetture e ci si domanda chi siano i papabili candidati alla vittoria.
Quest’anno sono stati fatti vari nomi tra cui Margaret Atwood (Il racconto dell’ancella), Mircea Cartarescu (Abbacinante, Solenoide) e, come ogni anno, Haruki Murakami (1Q84, Norwegian Wood).

Nessuno di questi ha avuto la stessa fortuna di Jon Fosse che quest’anno si è aggiudicato effettivamente il Premio Nobel per la letteratura 2023 per le sue opere teatrali e la prosa innovativa che danno voce all’indicibile. Nella sua prima intervista post-premiazione ha detto: “Negli ultimi dieci anni mi sono preparato con cautela al fatto che ciò potesse accadere. Ma credetemi, non mi aspettavo di ricevere il premio oggi, anche se potevo avere una chance“.

Capisco così poco. E man mano che passano gli anni capisco sempre meno. È vero. Ma è vero anche il contrario, cioè che con il passare degli anni capisco sempre di più. Sì, è anche vero che con il passare degli anni capisco tante cose, una quantità spaventosa. Posso quasi essere stufo di quanto poco capisco e quasi spaventato da quanto capisco.

Cosa sapere

Jon Fosse è un drammaturgo e scrittore norvegese di 64 anni che ha scritto poesie, saggi, romanzi, sceneggiature, drammi teatrali e libri per ragazzi. Ha il privilegio di vivere nella residenza reale, grazie al servizio che svolge per la nazione, creando opere che sono amate da chiunque in Norvegia.

Tradotto in circa 50 lingue in tutte il mondo, In Italia purtroppo è meno noto. Negli anni è stato tradotto prima dall’editore Fandango (Melancholia, 2009) e ora da La Nave di Teseo, che si sta impegnando a tradurre Septology, una trilogia di romanzi scritti con un unico flusso di coscienza in cui il protagonista è un anziano pittore che ripensa al suo vissuto.

In Norvegia qualcuno l’ha definito “il nuovo Ibsen e Beckett”, per via delle sue pièce teatrali. I temi di cui parla più spesso sono le difficoltà comunicative, i rapporti familiari o di coppia e il divario di genere e generazionale.

Le opere

La sua produzione letteraria in Italia è ancora poco conosciuta ma ci auguriamo che questo Premio possa incentivare le case editrici a portare la sua letteratura nel nostro territorio.

Tra i titoli presenti nel nostro paese troviamo Mattina e sera di cui vi riportiamo la trama:

Un bambino viene al mondo; si chiamerà Johannes, sarà un pescatore. Un uomo ormai anziano muore; si chiamava Johannes, era un pescatore. Mattino e sera si estende tra i due estremi della vita, come tra i due estremi del giorno, tra i pensieri di un padre che vede nascere suo figlio e quelli di un vecchio che affronta le cose di ogni giorno, nel suo ultimo giorno, cose sempre identiche, riconoscibili, eppure definitive. Con una lingua vivida e aderente ai dettagli più minuti dell’esistenza e della sua bellezza, Un bambino viene al mondo; si chiamerà Johannes, sarà un pescatore. Un uomo ormai anziano muore; si chiamava Johannes, era un pescatore. Mattino e sera si estende tra i due estremi della vita, come tra i due estremi del giorno, tra i pensieri di un padre che vede nascere suo figlio e quelli di un vecchio che affronta le cose di ogni giorno, nel suo ultimo giorno, cose sempre identiche, riconoscibili, eppure definitive. 

Troviamo anche il titolo Caldo, pubblicato nel 2019, e che tratta i temi più cari all’autore: il tempo, la memoria e il rapporto tra vita e morte. Vi riportiamo la trama:

Un pontile e una casa sul fondo. Davanti il mare aperto. Due uomini che non si conoscono parlano di una donna di cui hanno inspiegabilmente lo stesso ricordo: un giorno caldo, d’estate, una donna sensuale e misteriosa in costume da bagno nero. All’improvviso la donna arriva, facendo emergere a poco a poco nei due e in maniera sempre più presente il ricordo di quel giorno d’estate e di qualcosa che è accaduto in quella casa. Chi sono quei due uomini? Chi è la donna? Quale rapporto li lega? Che traccia hanno lasciato l’uno nell’altro e dove si trovano ora?

E per ultimi, come vi abbiamo già accennato, dal 10 ottobre troveremo i primi due volumi della trilogia Settologia, editi La nave di Teseo.

“Ciò che non puoi dire, devi scriverlo”

Questa è una delle frasi pronunciate da Fosse stesso in un’intervista, utile per capire meglio la motivazione per cui gli hanno assegnato il premio. Le sue opere, infatti, sono imbevute di mistero e lo scrittore si interroga spesso sulla fede, sui dogmi o i tormenti dell’anima. Tutte cose che, appunto, non possono essere dette a voce ma devono essere messe per iscritto.