Paula di Isabel Allende: perdere una figlia

Isabel Allende è una delle più celebri scrittrici sudamericane, che ha portato sulla scena internazionale numerose opere letterarie come La casa degli spiriti, Paula e D’amore e d’ombra. Attraverso il realismo magico, caratteristica tipica della letteratura sudamericana, Isabel Allende coglie l’essenza della vita e coinvolge a pieno il lettore in ogni sua storia. 

Isabel Allende è la scrittrice che ti entra nel cuore, che ti emoziona. Tutte le sue opere sono un inno alle donne e alla loro forza. Ma allo stesso tempo, dimostrano anche le debolezze del nostro animo umano e delle difficoltà che la vita ci impone.

Uno dei romanzi che dimostra a pieno queste debolezze è Paula, pubblicato nel 1995. In questa opera l’autrice si confida ai suoi/e lettori/rici mettendo a nudo le proprie paure e dolori. Condivide con noi uno dei suoi dolori più grandi della sua vita, ovvero la perdita della figlia, Paula. 

“Un giorno in più di attesa, uno in meno di speranza. Un giorno in più di silenzio, uno in meno di vita. La morte vaga per i corridoi e il mio compito è di distrarla perché non trovi la tua porta.”

Paula è una ragazza piena di gioia e vita, ma all’età di 28 anni scopre di avere una malattia grave, la porfiria. Da qui inizia uno dei periodi più bui della vita di Isabel Allende e si trasferisce temporaneamente a Madrid per assistere la figlia in ospedale. 

Durante questi mesi Isabel inizia a scrivere delle lettere, nelle quali dà sfogo alle sue emozioni e ai suoi timori più grandi. Apre il suo cuore a Paula, confidando i suoi segreti più intimi. E sono proprio queste lettere che hanno dato vita al romanzo ‘Paula’. 

“Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte: la vita è solo rumore fra due insondabili silenzi.”

Un romanzo nel quale possiamo vedere un’evoluzione dell’autrice, come il dolore ha cambiato la sua personalità e il suo carattere. Un dolore difficile da accettare, il quale ti porta a combattere contro tutto e tutti. Tuttavia, con l’aggravamento della malattia di Paula, l’autrice prende consapevolezza di ciò che sta accadendo, ovvero che questa battaglia non può vincerla.

Stremata dalla sofferenza e dal dolore, accetta questa fine brutale con grande serenità perché anche se è difficile accettarlo, nel suo cuore sa che Paula non può farcela. Questi grandi dolori arrecano in noi profondi cambiamenti e dispiaceri che ci porteremo per tutta la nostra vita. 

“Il dolore è inevitabile nel corso di questa vita, ma dicono che quasi sempre è tollerabile se non gli si oppone resistenza e non si aggiungono paura e angoscia.”

Un’opera forte e crudele ma che ti lascia un segno indelebile. Un inno alla vita, alla forza delle donne e all’essenza della vita.