Intermezzo, il ritorno di Sally Rooney nelle librerie italiane
Oggi in Italia è il Publication day di Intermezzo di Sally Rooney (Einaudi), uno dei giorni più attesi dell’anno per tutti gli amanti della scrittrice.
Torna dopo tre anni dal suo ultimo romanzo, Dove sei, mondo bello, un ritorno che sa di rinascita. Una delle citazioni più famose della scrittrice, resa tale grazie anche alla serie tv, “It’s not like these with other people” (“Non è cosi con altre persone”), racchiude il pensiero di molti lettori e molte lettrici che dicono che una come lei non si legge da nessun’altra parte. Sia in positivo che, bisogna dirlo, anche in negativo. Perché come le più grandi della letteratura, anche Sally Rooney è stata e continua spesso ad essere criticata.

La trama e i personaggi
Cosa accadrà con Intermezzo? Iniziamo dalla trama. Alla morte del padre, Peter e Ivan vedono sconvolto il precario equilibrio della loro esistenza che, possiamo dirlo, prima di questo evento non è che non fosse precario, anzi. Sicuramente un lutto sconvolge sempre, in particolare se è il lutto di un familiare e di un genitore con il quale bisogna fare i conti anche quando questi conti non si possono più fare.
Infatti, per Peter e Ivan quel famoso non detto che spesso ci fa venire rimpianti e rimorsi, pesa più di ogni altra cosa. C’è il non detto con il padre, il non detto con la madre che si è rifatta una vita e sembra esserci solo per creare altri problemi, e c’è il non detto tra loro due, due fratelli che lottano con la loro storia.
Peter è un avvocato di Dublino, trentenne, affermato, abile, che riesce sempre nel suo lavoro. Ivan, ventiduenne, sembra essere tutto l’opposto. Campione di scacchi, parla di sé stesso come “lo sfigato” di turno, un debole che non sa che strada prendere, che vive ancora con dei conquilini e deve chiedere aiuto economico al fratello, cosa che gli pesa enormemente. Cresciuti insieme, separatisi nel momento degli studi di Peter, i due fratelli si sentono continuamente minacciati da se stessi. Qualcuno potrebbe dire che la loro incapacità di relazionarsi uno con l’altro fa sì che le loro relazioni extra-familiari prendano il sopravvento, ma anche qui c’è molto da dire.
Peter, il fratello maggiore, è un legno acceso tra due fuochi che bruciano. Emotivamente debole, con una vena alcolica che sembra rendere tutto più semplice ma, come le migliori dipendenze, rende invece, tutto molto complicato. Ha da un lato Sylvia, l’amore di sempre, e dall’altro Naomi, una studentessa di ventitré anni, la quale conta su di lui per ogni cosa. Due donne molto diverse una dall’altra, entrambe consapevoli della reciproca esistenza, entrambe innamorate a loro modo ed entrambe contraccambiate nel solo modo che Peter conosce.
Non può fare a meno di Sylvia, con la quale è cresciuto, entrata nella sua famiglia, sempre presente nei suoi momenti più bui e cupi, pronta ad accoglierlo, comprenderlo ma anche a fargli capire che il suo dolore non è il solo ed unico. Lei che ne ha uno fisico e psicologico da portare avanti, causa della loro rottura e causa del loro rapporto che proprio non riesce a reggere se non in questo modo così intermittente.
Allo stesso tempo, però, non può fare a meno di Naomi, quella ventata di aria fresca e spensierata che lo fa sorridere, lo fa riprendere. Lei lo fa sentire desiderato, importante ed amato per quello che in quel momento è, nonostante questa ragazza non sia affatto semplice da gestire.
Ivan, il fratello minore, si trova nella classifica fase che ogni ventenne ha passato: chi sono? Cosa devo fare? Che strada devo prendere? Ad aiutarlo sarà Margaret, una donna di trentasei anni, molto più grande di lui, divorziata, anche lei con il lutto del padre sulle spalle, con la quale inizierà una relazione intima e sessuale, quasi come se entrambi sentissero quel bisogno di riempire il loro rispettivo vuoto e la loro rispettiva solitudine attraverso il sesso, attraverso quell’atto puro e profondo che solo due corpi che si mescolano riescono a dare. Più questa coppia si conoscerà, più si entrerà nel loro spazio personale ed intimo dove la parola “vulnerabilità” sarà all’ordine del giorno.
Il salto di crescita nello stile
Peter sta a Margaret come Ivan sta a Naomi, non solo per l’età e per le esperienze di vita, ma anche e, soprattutto, per la loro in-capacità di leggersi dentro. Lí dove non arriva uno, arriva l’altro. Lí dove i paragrafi di flussi di coscienza di Peter e Margaret fanno entrare il lettore dentro la loro mente. Quelli di Ivan, Naomi e Sylvia sono la cornice perfetta quando i loro dialoghi si intrecciano uno con l’altro.
I fans di Sally Rooney, e chiunque l’abbia già letta, riconosceranno temi, motivi e idee ricorrenti nei suoi romanzi, dalle riflessioni marxiste all’attenzione data alla salute mentale e alle problematiche intime delle donne (ricordiamoci Frances in Parlarne tra amici con una diagnosi di endometriosi); desideri erotici complessi e auto-sabotanti; personaggi attraenti ma socialmente emarginati; dialoghi profondi e interiorità; incomprensioni e intimità; e naturalmente, soddisfacenti scene di sesso. Sminuire la ricorrenza di certi temi e caratterizzazioni nei suoi romanzi come poco originali significa trascurare la profondità di questo romanzo.
Le giustapposizioni tra idee complesse e la quotidianità non solo approfondiscono la qualità della vita dei suoi personaggi, ma danno anche valore a tutti gli aspetti della realtà, non solo al romanticismo o ad altre convenzioni letterarie commercialmente redditizie. Sebbene l’amore giochi un ruolo significativo in ognuno dei romanzi di Rooney, non si tratta di romance o storie con matrimoni fallimentari di cui il mondo letterario ormai è pieno ma, soprattutto, in questo caso non ci si limita solo alle relazioni romantiche.
Al di là dell’amore c’è la famiglia
Intermezzo è il primo romanzo di Sally Rooney che mette al centro le complicate relazioni familiari con i legami romantici. Leggendo queste pagine, riga dopo riga, si arriva a capire come le azioni ma, soprattutto, le reazioni di Peter e Ivan ai momenti intimi delle loro relazioni con queste donne siano influenzate dalla loro turbolenta relazione come fratelli. Forse una sola pecca, se proprio vogliamo trovarne una, o meglio dire un’occasione persa, può essere stata quella di esplorare fino in fondo l’amore familiare alla relazione di Peter e Ivan con i loro genitori, entrambi periferici e incombenti per la maggior parte del romanzo, se non altro perché le figure genitoriali tendono a essere la causa di relazioni tese tra fratelli. Eppure l’impatto intrinseco della dinamica familiare è ben mostrato e persino manifestato in una piccola commedia sulla responsabilità dell’animale domestico di famiglia.
Tutto quello che gira intorno al cane è secondario alla trama, ma introduce un diverso tipo di amore che contrappone le relazioni centrali del romanzo. Una cura incondizionata tra uomo e cane, non ostacolata dai sentimenti percepiti da amici e familiari, totalmente diversi di quelli provati dai due protagonisti.
“Ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”, recita uno degli incipit più famosi della letteratura russa. Peter e Ivan hanno vissuto – e ancora vivono, in una famiglia che di felice forse ha avuto ben poco. Ma, dopotutto, cosa vuol dire felicità? I rapporti con i genitori sono intrinsecamente sempre complicati, e quelli tra fratelli possono esserlo ancora di più. Non sempre si parla, quasi mai un genitore chiede “come ti senti?” al proprio figlio, una domanda che può sembrare così banale ma che, in tre parole, racchiude tutto quello che, in un futuro, un figlio può essere in grado di sentire, provare e condividere insieme alla persona che decide di avere accanto. Quante volte loro padre glielo ha chiesto? E quante volte loro madre li ha abbracciati? Quante volte Peter e Ivan si sono dovuti raccogliere e accogliere da soli?
E l’amore?
Tutti i romanzi di Sally Rooney pongono ripetutamente domande su cosa sia l’amore e su come questo plasmi le nostre vite. In Intermezzo, in particolare, questa tesi è posta in modo più sentito e diretto rispetto ai suoi lavori precedenti: il senso di colpa del dolore si contrappone al sentimento di innamoramento. Senza fare spoiler: Ivan, per esempio, lotta tra il non sentire un amore fraterno e familiare corrisposto contro quello che inizia a sentire per Margaret. Per entrambi i fratelli Koubek, il senso di colpa del dolore si scontra con gli impulsi per l’amore. Quando i personaggi di Rooney cercano di razionalizzare i loro sentimenti, spesso scoprono che l’amore non segue la ragione. Questo succede con Frances e Nick (Parlarne tra amici), tra Marianne e Connel (Persone normali), tra Alice e Felix e tra Simon e Eileen (Dove sei, mondo bello). Poteva quindi non accadere anche in Intermezzo?
Tuttavia, il dolore e l’amore non sono gli unici grandi temi della scrittrice irlandese. Il nuovo romanzo ha anche una profonda connessione con altri grandi pensatori e scrittori della storia, ampliando la portata del progetto del romanzo stesso. Le preoccupazioni di Peter, Ivan e Margaret per la bellezza, la verità, l’amore, la realtà, la bontà e persino Dio richiamano idee formulate dai predecessori letterari di Rooney, tra cui Joyce, Doestevsky, Keats, Shakespeare, Sontag e Wittgenstein, e altri elencati nella sezione Note alla fine del libro. Chiunque abbia familiarità con i protagonisti di Ulisse o Ritratto dell’artista da giovane riconoscerà somiglianze in Peter Koubek, sia nel flusso di coscienza joyciano che Rooney impiega, sia nei vagabondaggi contenuti di Peter per Dublino, identificando punti di riferimento.
Conclusione
Per tutti quelli che a questo punto si staranno chiedendo come approcciarsi a questa lettura e se vale la pena farlo anche se quelle precedenti non sono piaciute, la risposta è solo una: leggetela prima di giudicare. Non mancheranno temi politici e attuali, non mancheranno colpi di scena, non mancheranno momenti in cui vi sentirete letti dentro o spiati. Procuratevi un atterraggio morbido, alcuni capitoli vi colpiranno più del dovuto. Armatevi di tempo e coraggio, in alcuni capitoli ne avrete bisogno. Armatevi di curiosità: in Intermezzo dovrete leggervi anche voi nei vostri spazi più intimi e profondi.