Interessanti novità di gennaio/febbraio 2025
L’anno nuovo è iniziato ormai da un po’ e per il popolo dei lettori non c’è pace: sono numerosissimi i volumi pubblicati nei mesi di gennaio e febbraio. In questo articolo ne vedremo tre, libri che meritano di essere menzionati per motivazioni diverse, ma ciascuna estremamente valida. Ognuno di questi romanzi parla di una tematica forte e degna di empatia, scegliendo un genere letterario, un registro linguistico e un’impronta stilistica che gli sono propri. Adesso li vediamo da vicino.
Il mago delle parole di Giuseppe Antonelli

Quando vedemmo un’altra persona entrare in classe al posto suo, restammo letteralmente senza parole. Come era apparso, così era scomparso. Come un mago nel gran finale del suo numero. Inghiottito da un armadio a doppio fondo o da un baule con un buco nascosto sotto. Chissà dove era adesso. Se in un’altra classe, in un’altra scuola, un’altra dimensione. Chissà dove stava prima, chissà dove andava quando non era qui. In effetti, non ce l’eravamo mai chiesto. Forse era stata solo un’allucinazione: un’allucinazione collettiva. Visto che un prof così non c’era, avevamo deciso di inventarlo.
In commercio dal 14 gennaio 2025 ed edito da Einaudi, Il mago delle parole è un saggio narrativo scritto dal linguista Giuseppe Antonelli. Professore ordinario di Linguistica italiana presso l’Università degli studi di Pavia e redattore di diversi inserti per “Il Sole 24 ore” e il sito online di Treccani, Antonelli in questo saggio romanzato estremamente accessibile apre uno spiraglio su un momento di quotidianità che vivono in molti: delle giornate ordinarie a scuola.
A farsi portavoce di questi momenti di “ordinaria follia” è uno degli studenti, narratore interno che racconta al lettore una breve parentesi vissuta dalla sua classe con un supplente di italiano. Uomo istrionico, dalla cultura smisurata e dai metodi poco ortodossi, il docente apre una breccia nei cuori dei suoi increduli studenti incitandoli a riflettere sul significato di ciascuna parola che usiamo o scegliamo di non usare, sull’origine di tanti modi di dire che, forse, oggi, diamo per scontati e sui processi che hanno condotto la lingua italiana a essere quella che parliamo tutti oggi.
A metà tra saggio divulgativo e romanzo, Il mago delle parole è consigliabile a chiunque sia incuriosito dall’affascinante mondo della linguistica, a chiunque ne voglia sapere di più e anche a chi finora ignorava che la lingua, anzi le lingue, sono esseri viventi quasi quanto noi esseri umani, e che in quanto tali sono soggette a evoluzioni e cambiamenti, proprio perché parlate da persone vive. Un ottimo connubio tra intrattenimento e informazione che vi consiglio di non perdere e che, tra le tante riflessioni, solleva il problema non indifferente del precariato tra i docenti, situazione scomoda non solo per gli insegnanti ma anche per gli studenti, che sono spesso costretti a salutare per sempre persone a cui affezionarsi e mentori su cui fare affidamento.
Mentre tutto brucia di Paulina Spiechowicz

Amava sua madre, ma non le avrebbe messo nelle mani la propria vita. Sarebbe stato come dare a un bambino una statuina di porcellana: si poteva sperare che non la rompesse, ma stargli accanto e controllare che non la mandasse in frantumi era consigliato.
Il 24 gennaio è stato pubblicato in Italia da Nutrimenti Mentre tutto brucia, opera d’esordio di Paulina Spiechowicz e vincitrice del premio Clara Sereni nel 2023 per la migliore opera inedita. In questo testo coesistono due nature di tipo geografico: quella italiana e quella polacca. Infatti la stessa autrice e, con lei, i suoi protagonisti hanno il cuore diviso a metà tra l’Italia in cui vivono e la Polonia da cui provengono.
Kamil e Beatrice sono due fratelli al culmine dell’universalmente conosciuta tempesta ormonale: le uscite con gli amici, le sciocchezze fatte insieme, i primi amori, la conoscenza della violenza. Il tutto in una Roma spietata che funge da background di supporto di questa gioventù quasi “maledetta”. Kamil e Beatrice sono molto diversi ma condividono un triste passato e un altrettanto triste destino: la loro mamma è fragile, non sempre riesce ad assolvere ai suoi doveri di genitore e così sono i suoi due figli a doversi occupare di lei, diventando adulti prima del tempo e combattendo battaglie che non sono le loro.
Ciò che colpisce molto in quest’opera non è solo l’aderenza al vero delle vite di Kamil e Beatrice e delle loro compagnie, ma anche un uso saggio della lingua italiana, che alterna momenti quasi aulici in descrizioni puntuali di ambientazioni o pensieri a momenti di tangibile quotidianità tramite l’uso del dialetto romanesco, che ci avvicina molto di più ai protagonisti. In questa storia che non perdona c’è però anche tanta speranza e soprattutto traspare l’amore per i libri da un personaggio insospettabile, a testimonianza che l’amore può davvero quasi tutto. Un libro che saprà colpire nei posti giusti e che rappresenta un esordio promettente per l’autrice.
La tomba senza nome di Mary Shelley

È difficile, quando tutto è bello e tranquillo, quando il mondo, aprendosi allo sguardo ardente della giovinezza, sembra una tenuta curata, libera da barriere o ostacoli che possano infastidire il giovane viaggiatore, allontanarsi volontariamente per vagare in deserti selvaggi e terre battute dalle tempeste.
Spesso crediamo di conoscere i grandi autori e le grandi autrici della letteratura dalle loro opere più famose, e in parte è vero. Ciò che però ignoriamo è che i dettagli, sui quali spesso si fonda l’esistenza, stanno nelle cose piccole e, in questo caso, nelle raccolte di scritti meno conosciute. Il 4 febbraio Mondadori ha pubblicato una miscellanea di racconti della maestra del gotico inglese Mary Shelley, nella traduzione di Francesca Rizzi, dal titolo La tomba senza nome (titolo, tra l’altro, del primo racconto della raccolta).
Forse non tutti sanno che Mary Shelley visse per un periodo della sua vita in Italia. Fu una parentesi piuttosto triste, in quanto entrambi i figli dell’autrice e del poeta Percy Bisshe Shelley vi trovarono la morte, e questi episodi furono per Mary nuova linfa per la scrittura. Fu proprio nella parentesi italiana che l’autrice diede vita al romanzo storico Valperga e al romanzo apocalittico L’ultimo uomo.
Di stampo fortemente italiano, poichè ambientati nel Bel Paese, sono anche i racconti de La tomba senza nome. Racconti brevi, fortemente descrittivi, ambientati in diverse epoche, i racconti che qui troviamo riuniti riassumono alcune delle tematiche che, a distanza di secoli ancora oggi, contraddistinguono la penna e la poetica di questa grande autrice: l’amore, la lotta sociale, la rivoluzione, il patriottismo, la rivendicazione dei propri diritti. Altra nota degna di essere evidenziata è che i protagonisti di questi racconti appartengono a classi sociali molto diverse, alcune sono anche donne, dando alla raccolta un sapore di equità ed equilibrio. Penso che leggere questi scritti permetta di conoscere in maniera più intima una scrittrice molto prolifica che è diventata famosa con Frankenstein, opera della sua giovinezza, ma che merita di essere vista anche in una veste più adulta.