In viaggio con i libri: In Giappone con Norwegian Wood di Haruki Murakami

Il Giappone o piace o non piace, è un paese difficile da capire, un paese che richiedere rispetto e delicatezza. Un luogo magico definito da tradizioni, usi antichi e da una natura incontaminata.

Il Giappone o piace o non piace, è un paese difficile da capire, un paese che richiedere rispetto e delicatezza. Un luogo magico definito da tradizioni, usi antichi e da una natura incontaminata.

Giappone

Curiosità dal Giappone

Capitale: Tokyo
Valuta: Yen
Lingua: Giapponese
Abitanti: 125,7 milioni

Il Giappone è uno Stato insulare dell’Asia orientale. Situato nell’Oceano Pacifico e limitato a ovest dal Mar del Giappone, a nord dal mare di Ochotsk, a est dall’Oceano Pacifico settentrionale e a sud dal Mar Cinese Orientale.

È un arcipelago perlopiù montuoso composto da 6.852 isole. Molte di queste sono montagne, alcune di origine vulcanica; la vetta più alta è il Fuji, un vulcano in quiescenza dal 1707 ed è l’undicesimo paese più popoloso al mondo.

Per farvi vivere un assaggio di Giappone, ecco le 3 curiosità sul Paese del Sol Levante:

Galateo e stranezze giapponesi

Il popolo giapponese è molto attento al rispetto delle norme di buona educazione e ha usi e costumi più unici che rari. Questo è anche dovuto al fatto che il paese ha una lunga storia di chiusura e scarsi rapporti con il resto del mondo. Ecco alcuni esempi di buona educazione che sicuramente capita di vedere durante un viaggio in Giappone:

  • Affetto: le manifestazioni di affetto sono un momento intimo e privato. È bene evitare baci, abbracci ed effusioni in pubblico.
  • Pagamenti: per pagare è bene mettere i soldi nell’apposito piattino e non in mano, porgendo le banconote con due mani.
  • Saluto: l’inchino è il saluto tradizionale, più è profondo l’inchino e più è profondo il rispetto.
  • “Inemuri”: dormire sul posto di lavoro è buona cosa, significa che vivi per l’azienda.
  • Capsule hotel: sempre più apprezzati anche dai turisti sono dei veri e propri loculi confortevoli dove è possibile trascorrere la notte.
  • La maledizione del numero 4: questo numero è ritenuto portatore di sfortuna in quanto la sua pronuncia è analoga alla parola “morte”. Molti edifici, infatti, non hanno il quarto piano!

Hachiko, il simbolo di Shibuya che ha fatto piangere il mondo intero

hachiko

L’8 marzo, mentre in Italia festeggiamo la Festa della Donna, in Giappone si celebra l’amore incondizionato e la fedeltà assoluta. Diventato famoso nel mondo grazie al film con Richard Gere, Hachiko è celebrato da tantissimi anni in Giappone, suo paese di origine.

A questo cagnolone amatissimo da tutto il mondo, è dedicata una statua a Shibuya, nel cuore pulsante di Tokyo.


Hachiko, fu adottato nel 1924 dal professore Hidesaburō Ueno che lo portò con sé da Odate (sua città natale) a Shibuya. Ogni mattina, il cane aveva l’abitudine di accompagnare il suo padrone alla stazione ferroviaria, attendendo con pazienza il suo ritorno per tutto il giorno, anche dopo la sua morte.

La storia di Hachiko, il cui vero nome era Hachi (ovvero 8, numero fortunato per il Giappone) è una delle testimonianze più incredibili di quanto smisurato possa essere l’amore di un cane per il suo padrone.

Kyoto: il santuario Fushimi Inari

fushimi inari

Alcuni luoghi del Giappone hanno la capacità di stupirti e restarti nel cuore, tra questi posti incantati c’è sicuramente il santuario Fushimi Inari, dedicato al dio Inari. Il dio del riso e dell’agricoltura.

La caratteristica che rende magico questo posto sono gli innumerevoli sentieri che attraversano la collina sotto centinaia di portali sacri, conosciuti con il nome di torii. I portali arancioni del santuario sono stati donati dei fedeli. Su ognuno di essi, infatti, è inciso il nome del donatore e la data in cui è stato donato.

Oltre ad una passeggiata rigenerante e spirituale i fedeli, sono soliti acquistare un piccolo torii durante la visita e scriverci sopra un desiderio o una preghiera. Appendendo poi il torii all’ingresso si dice che il Dio Inari esaudisca i desideri dei fedeli.

Norwegian Wood

Questo romanzo è un vero e proprio successo letterario giapponese, un libro intimo, introspettivo di Murakami. L’autore in questo romanzo si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo spesso nascosto dei sentimenti e della solitudine.

Norvegian Wood

Siamo di fronte ad un romanzo che parla di adolescenza e conflitti con sé stessi. Tra il desiderio di integrarsi con il resto del mondo e il bisogno di essere fedeli a sé stessi e non perdere ciò che ci rende unici.

Troviamo molte associazioni e similitudini con il giovane Holden di Salinger. Infatti, Toru, il protagonista, ci regala tantissime riflessioni sulle proprie scelte di vita, sull’amore, sulla morte e sul dolore.

Un libro quasi ricamato grazie alla scelta di parole e frasi che si incastrano alla perfezione nel romanzo. Parole scelte con grande cura che ci regalano un libro in cui tutti, in un modo o nell’altro, riescono ad immedesimarsi.

Neanche un passaggio o una pagina che annoia, ma solo un continuo susseguirsi di concetti e riflessioni che scavano nell’anima del lettore, grazie anche alla scelta di scrivere in prima persona lasciando così la possibilità al lettore di immedesimarsi nel testo.

Haruki Murakami

Haruki Murakami nasce a Kyoto il 12 gennaio del 1949 ed è uno scrittore e traduttore giapponese.

I suoi best seller hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo e sono stati tradotti in circa 50 lingue vincendo numerosi premi come il premio World Fantasy (2006), il Frank O’Connor International Short Story Award (2006), il Premio Franz Kafka (2006) e il Jerusalem Prize (2009).

Tra i titoli più celebri di Murakami troviamo Nel segno della pecora (1982), Norwegian Wood (1987), L’uccello che girava le viti del mondo (1994-1995), Kafka sulla spiaggia (2002) e 1Q84 (2009–2010).

Ha inoltre tradotto tantissime opere dall’inglese al giapponese, spaziando da Raymond Carver a J. D. Salinger.

Dall’ottobre 1986 si dedica ai viaggia soprattutto tra la Grecia e l’Italia, in particolare, in Sicilia e a Roma, dove scrive nel 1987 Tokyo blues, Norwegian wood (Noruwei no mori) — che si rivela subito un autentico caso letterario, vendendo due milioni di copie in un anno.