In viaggio con i libri: La polvere del Messico di Pino Cacucci

Spiagge dalle acque turchesi e cristalline, villaggi indigeni, notti di festa tra Tequila e Mezcal, rovine Maya, musica mariachi, maschere e colori sgargianti che restano nei cuori di chi li ha vissuti.

Chichen Itza

Curiosità dal Messico

Capitale: Ciudad de México

Valuta: Pesos

Lingua: Spagnolo

Abitanti: 126,7 milioni

Il Messico è un Paese ricco di tradizioni popolari, usi, costumi e leggende. Un paese grandissimo per estensione, per la precisione al quattordicesimo posto tra i paesi più grandi del mondo, e offre molteplici opportunità e territori diversi tra loro.

È possibile ammirare spiagge caraibiche, foreste incontaminate, deserti, cenotes e siti archeologici, ma il modo migliore per conoscere nel profondo questo vivace paese, è sicuramente ascoltando quei racconti tramandati dalle persone che il Messico lo vivono quotidianamente.

Per farvi vivere un assaggio di Messico, ecco le 3 curiosità che mi hanno incantata e che mi hanno fatta innamorare di questo folgorante paese:

L’incontro tra i due mondi: i cenotes

Sul podio tra le maggiori attrazioni del Messico abbiamo i Cenotes, in lingua maya i ‘dzonot‘, sensazionali grotte calcaree formatesi nel corso dei secoli e collegate tra loro da lunghissime caverne e tunnel sotterranei. Qui è possibile fare lunghi bagni rigeneranti grazie alle acque dolci sprigionate dalla terra.

Ma cosa rappresentano davvero i Cenotes per i Messicani (o meglio per i Maya)?

Definite dai Maya “inframundo” queste caverne regalano una sensazione mistica, erano infatti, luoghi sacri, una porta spirituale e il punto di collegamento tra il mondo dei vivi e quello dei morti.

Questi splendidi luoghi, erano degli ‘Xibalba’, ovvero luoghi dove ci si recava per mettersi in comunicazione con gli spiriti e con gli Dei attraverso preghiere, riti e sacrifici umani.

Cenote
Agave

Il romanticismo del Mezcal

Il Mezcal è una bevanda dalle origini antiche e si ottiene dalla fermentazione dell’agave. È considerato “La Bevanda Degli Dèi”, in epoca Maya infatti, al bevitore tutto era concesso, non poteva essere punito se sbronzo, perché credevano che la Dea Mayahuel avesse preso possesso del corpo.

Si dice inoltre, che sia il liquore più romantico di tutti, questo perché per tradizione i contadini incidevano il nome della loro amata sulle foglie di agave, o pencas, come sortilegio di amore eterno.

Chichen Itzà e il mistero dell’equinozio

Il 20 marzo, in occasione dell’equinozio di primavera e il 22 settembre per l’equinozio d’autunno, a Chichen Itzà succede qualcosa di straordinario!

Secondo la leggenda Maya, durante i giorni dell’equinozio la loro divinità Kukulkàn, scende dal cielo sotto forma di serpente piumato. Per questo ogni anno, nel giorno dell’equinozio, il sole crea una meravigliosa illusione ottica: un’ombra a forma di serpente lungo la scalinata della piramide.

Riuscite a vederlo?

Chichen itza

La polvere del Messico

Un romanzo di viaggio e scoperta attraverso il Messico, raccontato e narrato dalle persone del luogo. Persone che hanno visto il cambiamento, che hanno toccato con mano la bellezza ma anche le ingiustizie di un paese vivace, ma profondamente corrotto e dove la prevaricazione è all’ordine del giorno.

Tra le pagine di questo romanzo conosceremo innumerevoli personaggi: bevitori incontrati in vivacissime bettole, autisti di squinternate corriere, meccanici-filosofi e gommisti-antropologi, vecchi indios dalla saggezza velata di ironia, giovani teppisti delle bande metropolitane o allevatori di galli da combattimento che si rivelano custodi di antiche tradizioni.

“Perché in Messico le storie raccontate nei vicoli delle strade, sono più vicine alla realtà della storia ufficiale”.

Un quadro senza filtri di un Messico che, come una miccia, è sempre pronto a scatenare la sua ira senza alcun preavviso, un Messico che sa stupire, un Messico a volte allegro e a volte in tempesta. Un libro di un viaggio che una volta concluso, chiudendo gli occhi, sarà possibile sentire i mariachi che ridono, il profumo dei tamales e i colori sgargianti dei pueblos rurali.

Non capita spesso di trovare libri speciali, ma quando succede, ti restano dentro come un segreto in un angolo di cuore. Ed è ciò che succede con La polvere del Messico, a tutti coloro che almeno una volta nella vita ci sono stati, ma anche a coloro che ancora non hanno potuto camminare per quelle strade, perché proprio come diceva il poeta inglese Malcolm Lowry:

”Chi ha respirato la polvere delle strade del Messico non troverà più pace in nessun altro Paese”

la polvere del messico

Pino Cacucci

Pino Cacucci, nato ad Alessandria l’8 dicembre del 1955 è uno scrittore, sceneggiatore e traduttore italiano.

Cresciuto a Chiavari, si è trasferito a Bologna nel 1975 per frequentare il DAMS (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo). All’inizio degli anni ‘80 ha vissuto a Parigi e a Barcellona. In seguito, viaggia molto in America latina e soprattutto in Messico dove ha abitato per lunghi periodi.

L’autore affianca all’attività di scrittore e giornalista, il lavoro di traduttore di letteratura latino-americana e spagnola. Ha tradotto più di 80 libri, tra i quali l’intera opera dello scrittore cileno Francisco Coloane che nel 2002 gli è valso il Premio di Traduzione dell’Istituto Cervantes.

Ha pubblicato finora numerosi libri di narrativa e saggistica. Ponendo in risalto personaggi storici non vincitori, occulti e nascosti dalla Storia ufficiale, quei personaggi che spesso vengono dimenticati.

La polvere del Messico, viene pubblicato per la prima volta da Mondadori, nel 1992. Viene poi ripubblicato da Feltrinelli nel 1996 e, di nuovo da Feltrinelli, in edizione ampliata nel 2004.

REVIEW: ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️/5

Un libro consigliato a tutti coloro che non si limitano alla bellezza di una cartolina ma che vogliono, necessitano, scoprire la vera essenza di un paese e prendere quelle strade che nessuno prenderebbe, quelle non convenzionali, quelle non segnate sulle mappe perché poco turistiche.