L’amore nonostante la guerra: In Memoriam di Alice Winn

Vincitore del Waterstones Debut Fiction Prize 2023 per i librai della catena di librerie inglese, In Memoriam è il romanzo d’esordio di Alice Winn (edito in Italia da Garzanti). Racconta la storia di due giovani ragazzi che si innamorano tra le trincee della prima guerra mondiale.

Un romanzo che unisce epicità e intimità raccontando l’insensatezza del conflitto mondiale attraverso una luce inedita, quella di una relazione omosessuale.

Trama

È il giugno del 1914 in Inghilterra, dove Henry e Sidney frequentano lo stesso collegio, il Preshute. Sull’orlo tra l’adolescenza e la vita adulta, i due trascorrono le giornate studiando versi classici, giocando con i compagni e facendo lunghe passeggiate. Sullo sfondo però si sta delineando il peggiore degli scenari possibili: l’Inghilterra sta per entrare in guerra. Il destino cambia così le carte in tavola per i due giovani.

Prima Henry, che per le sue origini tedesche cede alle pressioni e si arruola molto presto così da dimostrare la sua fedeltà alla patria britannica e mettere a tacere le voci di possibili simpatie per la Germania, e poi Sidney si ritroveranno a fare i conti con la crudeltà di un conflitto che non riuscivano nemmeno a immaginare. Perché nella Grande Guerra non c’è spazio per le agognate azioni epiche ed eroiche, ma solo un dolore lento e inesorabile che sembra non giungere mai al termine.

In memoriam

La prima guerra mondiale tra immaginazione e realtà

La Grande Guerra fa da sfondo e lega l’intero romanzo, mettendo in mostra la frizione tra gli ideali e la cruda realtà. L’entusiasmo che caratterizza buona parte dei ragazzi che decidono di arruolarsi si scontra ben presto con i fatti. Bastano pochi mesi, in alcuni casi anche poche settimane o pochi giorni, per rendersi conto che il conflitto non è fatto di scontri epici che portano alla gloria ma di battaglie cruente e sanguinose dove basta un nulla per restare feriti, anche mortalmente. Un destino che non fa sconti nemmeno ai due protagonisti, con Henry che resterà traumatizzato dall’uso del gas nemico e inizierà a soffrire di incubi ricorrenti e Sidney che lentamente perderà il suo sorriso e la sua spensieratezza in seguito a due eventi catastrofici.

Alice Winn sottolinea così l’idealizzazione completamente sbagliata della guerra che ha portato tantissimi giovani a credere in un’ideale che nulla ha a che vedere con la storia, quella vera.

Henry e Sidney, nonostante tutto

In Memoriam non è però solo un romanzo sulla guerra, ma è una storia d’amore, nonostante la guerra. Quando Henry e Sidney si conoscono al Preshute capiscono forse fin da subito che il loro rapporto non è solo un rapporto di amicizia. Tuttavia, tenuto conto del periodo storico, i loro sentimenti non vengono a galla al collegio, ma restano sempre nascosti dietro a un non detto. Sarà proprio la guerra a far crollare il muro dei tabù che divide i due protagonisti, portandoli finalmente a vivere il loro amore, seppure in segreto. E la loro relazione non è resa solo difficile a causa di un contesto in cui l’omosessualità non è ancora socialmente e pubblicamente accettata, ma anche dalla crudeltà della guerra che renderà difficile a entrambi riconoscersi allo specchio, cresciuti troppo in fretta e nel trauma dell’insensatezza del conflitto.

Riuscirà l’amore a essere più forte di qualsiasi guerra?

Una bella storia strappalacrime

Ma vale la pena leggere In Memoriam? La risposta è sì, più volte sì. Alice Winn ha saputo tessere insieme una prosa poetica ma mai troppo stucchevole e una storia d’amore non banale e assolutamente realistica unendo il tutto al trauma della prima guerra mondiale. Un trauma tutto britannico che va oltre la storia personale dei due protagonisti ma coinvolge un’intera nazione e un’intera generazione.

L’autrice si destreggia bene tra realtà storica e finzione romantica, condendo il tutto con qualche citazione classica che in questo contesto calza a pennello. Si fa fatica a credere che si tratti effettivamente di un debutto.

L’unica accortezza nella lettura del romanzo sta nella soglia della sopportazione delle storie tristi: il libro è intriso di momenti cupi e cruenti, che forse possono essere indigesti agli allergici al dolore. Ma per il resto è una lettura davvero degna di nota.

Alice Winn