19 Aprile 2024

L’importante è partecipare: il nuovo numero di Cose spiegate bene

L’importante è partecipare è da sempre il claim che accompagna le prestazioni sportive di vario genere e, da poco, anche il titolo del nuovo numero di Cose spiegate bene, il progetto editoriale tramutatosi in una rivista di carta del Post – il giornale online nato nel 2010 e che oggi occupa un ruolo di primo piano nell’informazione italiana – edito da Iperborea. Nell’ultimo numero, oltre agli articoli firmati dalla redazione stessa del Post, figurano anche i testi di Lia Capizzi, Paolo Condò, Luigi Datome, Beatrice Vio Grandis e della redazione del Post. Qui si parla di Olimpiadi, l’evento sportivo mondiale forse più atteso di sempre. Anche più dei mondiali di calcio.

Cose spiegate bene - L'importante è partecipare

Le Olimpiadi: non solo storie di successi

Nell’immaginario collettivo le Olimpiadi sono il grande momento sportivo che ogni quattro anni monopolizza l’attenzione mondiale del pubblico, e non solo degli appassionati. Per circa tre settimane i telespettatori di tutto il globo restano attaccati alla tv scoprendosi amanti di discipline spesso poco attenzionate come il tiro con l’arco o il judo, il nuoto in acque libere o l’arrampicata sportiva. Ma sono tre settimane in cui si conoscono anche nuovi popoli, nuovi costumi e nuovi beniamini. Perché le Olimpiadi sono il luogo perfetto in cui nascono storie perfette da raccontare. Lo è stato – giusto per citare un esempio recentissimo – il successo di Marcell Jacobs, il primo velocista italiano a vincere la medaglia d’oro nei cento metri, la gara regina di tutta la rassegna.

Ma cosa sono le Olimpiadi, oltre le gare sportive? Sono anche politica internazionale, sono momenti di confronto sulla scienza e sulla biologia; e ancora, sono questioni di carattere economico, di cambiamenti sociali, di proteste. Ed è quello che prova a raccontare il nuovo numero di Cose spiegate bene, andando oltre la sola performance sportiva.

Oltre le Olimpiadi

Perché i corridori giamaicani sono i più veloci al mondo? Che impatto ha avuto la storia di Jesse Owens sugli USA? Perché sarebbe necessario rivedere il concetto di gara maschile e gara femminile nel palinsesto olimpico? Sono queste solo alcune delle domande a cui L’importante è partecipare prova a rispondere. Il numero, impostato come una rivista monotematica che si struttura in diversi articoli che analizzano un aspetto diverso dello stesso tema, offre al lettore diversi punti di vista e altrettanti spunti di riflessione andando oltre il noto a tutti.

Il quadro che emerge, non è solo interessante e in grado di soddisfare la curiosità dei lettori, ma porta il livello della discussione ad un piano più alto. Perché le Olimpiadi sono in qualche modo anche lo specchio della società moderna, riflettendo sia i progressi che le criticità.

Un esempio lampante: le disparità di genere. Le donne fino a pochi decenni fa non erano incluse nei giochi olimpici e in alcune competizioni sono state ammesse sono recentemente. Un caso è ad esempio quello dei 1.500 stile libero di nuoto la cui categoria femminile è stata aggiunta solo nel 2021. C’è poi ancora anche una certa tendenza a lasciare alcune gare e distanze al solo appannaggio degli uomini. Ad oggi infatti esiste solo il decathlon maschile alle Olimpiadi, nonostante quello femminile sia riconosciuto dalla IAAF già dal 2004.

Ma non solo. Le Olimpiadi sono state anche il teatro di gesti di protesta in difesa di importanti battaglie, come quella relativa ai diritti civili. Nel corso dei giochi del 1968 nello stadio Olimpico di Città del Messico, Tommie Smith e John Carlos, due velocisti americani, arrivarono primo e terzo nella finale di 200 metri. Nel corso della premiazione i due atleti statunitensi si girarono verso la bandiera a stella e strisce e, non appena partì l’inno, i due abbassarono la testa e alzarono un pugno chiuso con indosso dei guanti neri. Erano gli anni della difesa di diritti degli afroamericani. Tre anni prima si era tenuta la celebre marcia di Selma e solo pochi mesi prima delle Olimpiadi era stato ucciso il simbolo di quella battaglia, Martin Luther King. Una scena immortalata dal fotografo John Dominis che realizzò uno degli scatti simbolo dell’intero Novecento.

La premiazione di Tommie Smith e John Carlos divenuta celebre per il pugno alzato

Dai temi fondamentali ai fatti curiosi: la rivista realizzata dal Post insieme a Iperborea racconta anche com’è la vita all’interno del villaggio olimpico, le storie famose di atleti perdenti o da dove viene l’idea dei cinque cerchi. E tanto altro, tra le altre cose.

Gli altri numeri di Cose spiegate bene

L’importante è partecipare è il nono numero del progetto editoriale del Post. L’avventura è iniziata nel 2021 con il primo volume dedicato all’editoria, dal titolo A proposito di libri. Al momento, negli altri sette, si è parlato di questioni di genere, di droghe, di giustizia, di scienza, di teatro e del Natale. Non c’è una cadenza specifica di uscita.