Il vino della solitudine di Irène Némirovsky

Irène Némirovsky è una delle scrittrici Europee più interessanti del Novecento, ha lasciato il segno nella storia della letteratura, anche se tenuta purtroppo e per troppo tempo relegata in un angolo. Tra le sue opere più note c’è senta dubbio Suite francese (Adelphi, 2004).

Storia

Kiev, primi del Novecento. La protagonista è Hélène, figlia unica dei Karol, una famiglia ebrea, benestante della città. Bella, la madre, è invece una donna che trascura la figlia. Il suo unico desiderio è quello di dedicarsi totalmente alla cura della sua bellezza e all’amante Max, un cugino più giovane di quindici anni. Boris, il padre, cerca in tutti i modi di far fortuna e di diventare un uomo d’affari, sempre assente, non vuole ammettere a sé stesso i tradimenti della moglie. È in questo clima famigliare fatto solo di bugie, di continui litigi e poco amore che Hélène cresce.

Infelice, davvero? E io, allora, credi che sia felice io? Ah, perché non mi sono sparato un colpo in testa quando ti ho sposato? Volevo una casa serena, una famiglia, un figlio. E io ho solo te e le tue urla, e neanche un figlio maschio.

Solamente l’amore per Madame Rose, la sua istitutrice, riesce a regalarle un po’ di affetto che tanto sperava di avere. È una bambina sveglia, dotata di un acuto senso di osservazione. Hélène non avendo nessuno che la protegge e che le voglia davvero bene, si rifugia nei libri, ed è proprio grazie alla lettura, che oltre a riempire il vuoto intorno le permette di sviluppare uno spirito critico e particolarmente indipendente. Crescendo Hélène nutrirà sempre di più la sua vendetta nei confronti di quella che per troppo tempo non l’ha saputa amare. Hélène, vuole che sua madre soffra. Vuole che soffra tanto quanto ha sofferto lei per tutta la sua infanzia. L’odio che prova nei suoi confronti però non riuscirà a renderla una persona migliore, anzi farà sì che essa si abbassi al suo stesso livello di cattiveria.

Bella non perdonerà mai. Non è madre lei, ma unicamente, ferocemente donna.

Considerazioni

In un contesto storico, in cui la classe sociale alto-borghese si ritrova in balia della rivoluzione Russia, Irène Némirovsky ci presenta la figura di Hélène: una bambina sola, dall’infanzia rubata. gli ambienti evocano per tutto il romanzo una sensazione di prigionia, dove i soli sentimenti che appaiono sono solo odio, tristezza e tanta solitudine.

Inizialmente lo scorrere della narrazione potrà sembrare lento, addirittura macchinoso, per poi prendere man mano, sempre più ritmo e velocità nel momento in cui Hélène riuscirà ad acquisire quella determinazione e libertà che ha dovuto soffocare per troppo, troppo tempo.

Hèléne riuscirà finalmente a essere libera e felice, felice di una solitudine “aspra ma inebriante”.

Aspra ma inebriante come il vino.