Il velo dipinto di W. Somerset Maugham

Non sollevare quel velo dipinto, quel che i viventi
chiamano Vita: per quanto forme irreali vi sian ritratte
e tutto quello che vorremmo credere
vi sia imitato a colori capricciosamente,
dietro stanno in agguato Paura e Speranza,
Destini gemelli, che tessono l’ombre in eterno
sopra l’abisso cieco e desolato. Un tempo
conobbi un uomo che l’aveva sollevato: cercava
col cuore suo tenero e sperduto
qualcosa da amare, ma, ohimé, non ne trovò,
né trovò nulla di ciò che il mondo tiene
cui poter dare la propria approvazione.
Passò in mezzo alla folla distratta, splendore
in mezzo alle ombre, una macchia di luce
su questa lugubre scena, uno Spirito in lotta
per giungere a cogliere il Vero,
ma come il Predicatore, egli non lo trovò.

I versi iniziali del bellissimo sonetto di Percy B. Shelley introducono il titolo di un romanzo che per Maugham ebbe diverse fonti di ispirazione. La prima è rappresentata dai versi danteschi su Pia de’ Tolomei nel Canto V del Purgatorio, letti da Maugham  durante un suo breve soggiorno a Firenze  e la seconda è rappresentata da un viaggio che fece in Cina. Quella che decide di narrare lo scrittore inglese è una storia d’amore avvolta da quel velo dipinto dell’antichità che separa la vita dalla morte.

Trama

La protagonista de Il velo dipinto, edito Adelphi, è la giovane Kitty Garstin, appartenente alla buona società inglese, che vive una vita di balli, di corteggiamenti e di frivolezze. La madre della ragazza insiste affinchè lei si sposi con un buon partito, ma all’età di venticinque anni, Kitty non ha ancora trovato marito. Dunque, per timore che sia sua sorella minore a sposarsi per prima, la giovane accetta la corte di un giovane batteriologo di nome Walter Fane. Kitty non è attratta da lui e non prova il minimo sentimento, ma accetta perfino di sposarlo. I due partono per la luna di miele ad Hong Kong e proprio in Cina, Kitty conosce un affascinante vice console, Charles Townsend con il quale instaurerà una relazione. Un giorno Walter coglie i due amanti insieme, ma non ha alcuna reazione, così Kitty e Charles pensano che l’uomo sia un codardo.

Non molto tempo dopo, Walter rivela alla moglie di essere a conoscenza del suo tradimento e le pone due condizioni: accompagnarlo presso il villaggio di Mei-Tan-Fu, per far fronte ad una epidemia di colera o chiederle il divorzio ma con l’accusa di adulterio. Kitty spera nell’amore di Charles nei suoi confronti, ma l’uomo non è disposto minimamente a divorziare dalla propria moglie per sposare la propria amante. Delusa e disperata, Kitty trova i bagagli  pronti e comprende che Walter era ben consapevole della decisione di Charles.

Spoiler da qui in poi

Kitty parte con Walter e giunge al villaggio di Mei-Tan-Fu colpito dal colera e qui fa la conoscenza di un uomo che le sarà amico e quasi confidente, il deputato britannico Sir Waddington. Kitty passa dei lunghi giorni in preda all’angoscia e alla disperazione, con il timore di infettarsi e di ammalarsi, senza scambiare qualche parola con Walter. Walter, del resto, è troppo impegnato con il proprio lavoro e passa la notte in casa a studiare sui suoi manuali. Forse cerca una soluzione all’epidemia, ma Kitty non se lo chiede nemmeno.

Dopo qualche tempo, Kitty viene presentata alle suore francesi del villaggio e Kitty sente il bisogno di occupare il proprio tempo e di rendersi utile in quel convento pieno di bambine abbandonate dai genitori. Le suore esprimono continuamente parole di benedizione nei confronti di Walter, che Kitty non riesce a comprendere bene, perché in lui non riusciva a scorgere quella bontà e quella devozione che vedevano le suore. Tuttavia, la personalità di Kitty subisce una maturazione, un cambio di mentalità, una crescita spirituale perfino. La fatica, il lavoro, la malattia costante intorno, il fetore di morte, i cadaveri e quelle bambine affettuose, sembrano cambiare l’anima della protagonista; inoltre la giovane scopre di essere rimasta incinta. Mentre Walter, che sembrerebbe un personaggio schivo, di poche parole, dimostra di essere ligio al dovere e altruista.

Non ci capisco niente. La vita è così strana. Mi sento come uno che ha vissuto da sempre in un minuscolo laghetto e d’improvviso gli fanno vedere il mare. Mi toglie un po’ di fiato, eppure mi riempie di euforia. Non ho voglia di morire, ho voglia di vivere. Comincio a sentirmi un coraggio nuovo. Mi sento come quei vecchi marinai che fanno vela verso mari sconosciuti e mi pare che la mia anima abbia una grande sete d’ignoto.

Il velo dipinto

Kitty scopre una nuova se stessa, attraverso la spiritualità cattolica infusa da quelle suore piene di abnegazione e l’attrazione per la spiritualità asiatica, frutto di una saggezza e di una calma che Kitty desidera per sé. Ma proprio quando Kitty si rende conto che l’amore che aveva nutrito per Charles era falso e Walter dimostra di essere una persona speciale, proprio quando lo stesso Walter sarebbe stato disposto a crescere un figlio che probabilmente non era suo, la morte giunge a sollevare il velo dipinto.

Walter muore di colera e Kitty lo assiste gli ultimi momenti della sua vita, provando a chiedergli perdono, ma l’ultima sospirata risposta di Walter è sconvolgente: “A morire fu il cane”. L’affermazione di Walter è una citazione dall’Elegia di Oliver Goldsmith che racconta di un cane che si riteneva idrofobo, morde il padrone, mettendo a rischio la sua vita, ma a vivere è il padrone e a morire è il cane.

La verità è che Walter Fane muore di crepacuore e Kitty resta vedova di un uomo che non ha mai amato, che non ha mai meritato e che non ha mai compreso davvero. Walter Fane, un uomo all’apparenza freddo, distaccato, privo di sentimenti, molto pratico e poco romantico, in realtà era follemente innamorato di Kitty e voleva che il suo matrimonio con Kitty avesse una seconda possibilità. Ma a volte la morte è più forte dell’amore, quando questo è debole.

La modernità del cambiamento e dell’Oriente

Tuttavia questa storia d’amore ha un coronamento ben diverso, il coronamento del cambiamento, del prendere una direzione diversa. Kitty comprende che la vita che porta in grembo non deve vivere le stesse convenzioni, le stesse costrizioni che toccavano alle donne ( come i matrimoni combinati), la stessa mancanza di indipendenza personale, ma deve aspirare alla propria libertà con coraggio. Se c’è qualcosa che Kitty ha imparato dalla Cina è che le convenzioni dell’Occidente sono inesistenti e sono frutto di una società che in realtà non vuole evolversi. Perfino Sir Waddington si scosta dalle convenzioni occidentali sposando una donna cinese.

In questo romanzo, tornano dei temi e delle riflessioni care a Maugham già trattate ne Il filo del rasoio, quali l’attrazione per l’umanità in senso altruistico e quasi sociologico; l’attrazione per le culture orientali; il tema del confronto con le altre culture, l’ammirazione per le figure della spiritualità occidentali e orientali e l’insegnamento filosofico – religioso da trarre.

A quella Cina in cui era stata gettata dalla sorte non aveva mai rivolto un’attenzione se non momentanea e alquanto sprezzante. Nel suo ambiente non si usava. Ora le sembrò a un tratto di scorgere vagamente qualcosa di remoto e misterioso. Ecco l’Oriente, vetusto, oscuro e imperscrutabile. Le credenze e gli ideali dell’Occidente sembravano rozzi accanto agli ideali e alle credenze che pensava di intravedere fugacemente in quella creatura squisita. Qui c’era una vita diversa, vissuta su un piano diverso. Kitty sentì che la vista di quell’idolo, col suo volto dipinto e i cauti occhi obliqui, rendeva lievemente assurdi gli sforzi e le pene del mondo quotidiano che lei conosceva. Quella maschera colorata sembrava nascondere il segreto di un’esperienza vasta, profonda e ricca di significato; quelle lunghe mani sottili dalle dita affusolate tenevano la chiave di enigmi insoluti.

Il carattere dei personaggi

Del carattere di Walter non emerge tanto in modo diretto, ma Maugham è abile a mostrarlo attraverso gli occhi e le parole di chi lo conosce in quel villaggio, soprattutto di chi lo aveva compreso meglio di Kitty. Se Kitty, all’inizio, sembra essere un personaggio superficiale e crudele, successivamente giungerà a una maturazione totale che la renderà una persona diversa. Mentre Walter rimane lo stesso uomo innamorato di lei, altruista e fedele, nonostante tutto, nonostante la morte.

Ma ora che si era dichiarato, Kitty sentiva oscuramente che il suo amore era qualcosa che non aveva mai incontrato. Era un poco impaurita, ma anche eccitata. L’impassibilità di lui era vagamente solenne.

Nel romanzo Maugham descrive sapientemente le persone di quel villaggio, le strade, le imbarcazioni e gli edifici riuscendo a trasportare il lettore soltanto con la mente in Cina. La prosa è raffinata, ma essenziale, a tratti sagace, a tratti estremamente seria e filosofica.  Il segno di riconoscimento della scrittura  di Maugham è rappresentato dalla serie di descrizioni fisiche e caratteriali dei personaggi con un’attenzione metodica e da osservatore.