Il vampiro: un giallo labirintico dalle tinte soprannaturali

Il vampiro è un giallo deduttivo pubblicato a puntate tra il 1930 e il 1931. Il suo autore, Edogawa Ranpo (all’anagrafe Hirai Tarō, 1894-1965) fu un grande ammiratore di scrittori occidentali come Sir Arthur Conan Doyle ed Edgar Allan Poe. Il suo pseudonimo, non a caso, rappresenta la trasposizione fonetica del nome di quest’ultimo.

Copertina libro Il vampiro

Edogawa viene considerato il padre dei romanzi polizieschi giapponesi. Nel 1947 fondò la cosiddetta “Associazione degli scrittori mistery del Giappone” (Nihon Suiri Sakka Kyōkai), che ogni anno assegna due premi letterari. Il primo è costituito dai Mystery Writers of Japan Awards, che premiano opere giapponesi appartenenti al genere giallo (romanzo, racconto e saggio/biografia). C’è poi il Premio Edogawa Ranpo, sponsorizzato dalla casa editrice Kōdansha, che elegge il miglior giallo inedito dell’anno.

Edogawa Ranpo

La sua lunga carriera, iniziata negli anni Venti, fu davvero molto prolifica. Edogawa, infatti, pubblicò oltre un centinaio di opere, tra romanzi gialli, libri per ragazzi e saggi. In particolare, due serie sono tuttora molto apprezzate dai lettori. La prima vede protagonista il detective privato Akechi Kogorō, una sorta di Sherlock Holmes giapponese, che troviamo anche ne Il vampiro. Grazie al suo straordinario intuito, aiuta la polizia nelle indagini, arrivando per primo alla soluzione. Appartenente alla letteratura per ragazzi, invece, è la serie incentrata sul cosiddetto Club dei giovani detective (Shōnen tanteidan), capeggiato da Kobayashi Yoshio. Anche lui compare ne Il vampiro, al suo esordio letterario.

Oltre a Il vampiro, Atmosphere Libri ha pubblicato anche La poltrona umana e altri racconti (2018), La danza del nano e altri racconti (2020) e La lucertola nera (2021).

Il vampiro: un accenno alla trama

Il romanzo si apre alla stazione termale di Shiobara, dove due uomini stanno lottando per vincere il cuore della bellissima vedova Hatanayagi Shizuko (25 anni). Mitani Fusao (25 anni) e Okada Michihiko (35 anni) si stanno confrontando in un duello a dir poco singolare. Davanti a loro, infatti, ci sono due bicchieri identici, uno solo dei quali, però, è avvelenato.

Com’era previsto, la sfida decreta un vincitore, che si avvicina subito a Shizuko. Questa situazione, però, rappresenta solo la calma prima della tempesta, come ci annuncia Edogawa stesso, nella veste di narratore:

Bene, miei cari lettori, quanto raccontato finora è il cosiddetto prologo della nostra storia. D’ora in poi, la scena si trasferisce a Tōkyō, dove fra poco si alzerà il sipario su uno dei più strani casi criminali di sempre.

Infatti, la bella vedova e il suo amante diventano loro malgrado vittime di inquietanti rapimenti e omicidi. Questi crimini grotteschi sembrano tutti perpetrati da un individuo mostruoso, detto “uomo senza labbra“. Le sue azioni, apparentemente inspiegabili con la mera logica, gli conferiscono una temibile aura soprannaturale.

Insieme alla polizia, con a capo l’ispettore Tsunekawa, partecipa alle indagini anche il detective privato Akechi Kogorō, aiutato dall’assistente Fumiyo e dal giovane Kobayashi. Riuscirà il famoso investigatore a districarsi nel complicatissimo labirinto creato da Edogawa, risolvendone il mistero e trovando la via d’uscita?

Un capolavoro della letteratura gialla

Il vampiro possiede tutti gli elementi per essere considerato un capolavoro della letteratura gialla.

Con grande maestria, Edogawa ha creato una trama molto intricata, che potrebbe inizialmente sembrare quasi confusionaria, ma si rivela alla fine ben strutturata e studiata. Il ritmo narrativo è incalzante e vertiginoso, con un susseguirsi incessante di crimini e l’entrata in scena di nuovi personaggi.

La tensione, però, sale gradualmente, invogliando il pubblico a continuare la lettura. Infatti, Edogawa usa l’interessante tecnica del detto non detto, introducendo gli elementi di svolta con cautela, spesso alla fine dei capitoli. Questo contribuisce a creare sempre più suspense, che culmina infine nei colpi di scena, talmente inaspettati e sbalorditivi da lasciare a bocca aperta.

È molto apprezzabile anche il coinvolgimento continuo del lettore da parte di Edogawa, tramite la voce del narratore. Grazie a questo espediente, infatti, sembra quasi di essere spettatori di un film o di una recita teatrale.

Le tinte oscure e angoscianti che permeano il romanzo vengono attenuate dalla personalità eccentrica del detective Akechi. Sempre un passo avanti alla polizia grazie alle sue deduzioni impeccabili, non si fa mai sfuggire commenti velatamente ironici. Inoltre, quando spiega i suoi ragionamenti assume un atteggiamento decisamente teatrale, al limite del comico.

In conclusione, vi consiglio vivamente di leggere Il vampiro, non riuscirete a staccarvi dalle pagine mentre cercherete la soluzione insieme ad Akechi.