Il priorato dell’albero delle arance, un epic fantasy al femminile

Tra le uscite fantasy più chiacchierate degli ultimi anni spicca indubbiamente Il priorato dell’albero delle arance, un romanzo epico uscito a fine 2019. Dalla copertina accattivante, il volume (in Italia edito da Mondadori) ha una dimensione non indifferente, quasi 800 pagine, ed è autoconclusivo, per il momento almeno. L’autrice infatti si riserva la possibilità di proseguire le vicende narrate, e lo stesso finale – per quanto chiuda tante storyline – lascia spazio a possibili nuovi sviluppi. E se di sequel è ancora quindi presto per parlare, l’autrice ha annunciato recentemente l’uscita di un prequel standalone: A Day of Fallen Night (previsto in uscita in lingua inglese il 28 febbraio, mentre almeno per ora non ci sono notizie in merito alla release italiana).

Ma andiamo con ordine, iniziando proprio dalla trama.

La casata dei Berethnet regna su Inys da mille anni. Ma ora sembra destinata ad estinguersi: la regina Sabran non si è ancora sposata e non ha ancora dato luce ad una figlia, eppure per proteggere il regno è necessario mettere al mondo un erede. La leggenda infatti narra che solo la discendenza Berethnet può garantire il non ritorno del Senza Nome, un terribile mostro sconfitto dalla casata un millennio fa.

E questo non è l’unico pericolo che minaccia la casata, i tempi sono complessi e i nemici dietro l’angolo. A proteggere la regina c’è però un’insospettabile alleata, Ead Duryan. La ragazza non è una dama della corte e, anche se ha ricevuto la giusta istruzione, è in realtà un membro di una società ignota. I suoi incantesimi proteggono la sovrana, ma la magia non è autorizza ad Inys… Dall’altra parte del mondo, a Oriente, la giovane Tanè si prepara a diventare un cavaliere di draghi, il sogno che coltiva fin da bambina. Ma la strada da lei designata non segue il percorso tracciato e porterà la ragazza ad una scelta che cambierà la sua vita.

Inevitabilmente, in modi inaspettati, i destini delle tre protagoniste si incroceranno per cambiare le sorti dell’universo.

Grl pwr e l’amore in tutte le sue forme

Il priorato dell’albero delle arance è un romanzo tutto al femminile. Certo, non mancano i personaggi maschili, ma le vere protagoniste sono delle giovani donne – tutte diverse tra loro – le cui azioni e sentimenti animano ogni singola pagina del romanzo. Al di là delle differenze di ognuna di loro – Ead è determinata, Tanè protettiva, Sabran coraggiosa – l’autrice fa emergere una caratterizzazione femminile moderna e potente. Qui non ci sono principesse da salvare, ragazze da proteggere, figlie da curare, amanti da proteggere. Qui le ragazze combattono, lottano per salvare il mondo, prendono decisioni anche anticonformiste per svecchiare i regni. Ma commettono anche degli sbagli e subiscono terribili perdite. Eppure non mollano mai, perchè non solo deboli, ma spesso solo fragili. E dalla fragilità spesso che nascono i sentimenti migliori.

Oltre alla spiccata natura grl pwr, il libro è un vero e proprio manifesto dell’amore in tutte le sue forme. Un amore che si priva di qualsiasi forma di definizione ed etichetta, rappresentato in ogni genere. Dall’amore tra due donne, a quello tra madre e figlia; l’amore tra due uomini e il legame indissolubile che lega gli amici; l’amore per la famiglia ma anche per il regno e la propria casa. Samantha Shannon si dimostra così un’autrice non solo capace di stare al passo con i tempi, ma anche perfettamente in grado di rendere giustizia al concetto più puro e veritiero del sentimento stesso.

Un’ambientazione immersiva, anche se non tutto funziona perfettamente

L’ambientazione del romanzo, suddivisa tra Oriente, Occidente e Meridione, e pullulata da antiche leggende, mostri maestosi, draghi splendidi e profumi inebrianti costituiscono uno dei punti forti dell’intera narrazione. L’universo è vasto, variopinto e colorato: per il lettore è davvero facile perdersi tra le vie e gli odori, tra storie e miti. Gioca a favore del libro anche una caratterizzazione lineare e non troppo complessa (spesso riscontrata i numerosi fantasy) che permette di comprendere quasi da subito i luoghi, i regni, gli immaginari.

C’è però un però. Purtroppo l’autrice predilige moltissimo la narrazione ad Occidente, lasciando poco spazio all’Oriente e alla storia di Tanè e praticamente le briciole al Meridione, che sulla carta è forse il territorio dal maggiore potenziale. Perchè proprio a Meridione si trova Il priorato dell’albero delle arance, l’elemento che da il titolo al romanzo, eppure a fine lettura si scoprono solo gli elementi essenziali del luogo, lasciando la curiosità e forse anche l’amaro in bocca.

Un altro elemento che desta qualche dubbio è il “grande cattivo” del libro. Quasi tutti i libri fantasy hanno un grande antagonista, il nemico da sconfiggere nel corso della storia. Nel caso del Priorato, l’enemy è un fantomatico Senza Nome, il cui ritorno è preannunciato fin dalle prime pagine. Il problema? questo ritorno avviene davvero solo alla fine del libro e il conflitto si risolve in poche pagine e decisamente troppo in fretta. Un vero peccato, soprattutto per l’hype generato all’inizio della storia, che scema man mano si prosegue con la lettura. Certo, se l’autrice dovesse mai scrivere un sequel ci sarebbero tutte le carte in tavola per definire meglio le questioni non approfondite.