Scoprire di non essere soli: Il peso di Liz Moore

Liz Moore è una scrittrice americana che ha dato il via alla sua carriera editoriale pubblicando Le parole di ogni canzone nel 2007. In seguito ha pubblicato Il peso, nel 2012, e Il mondo invisibile, nel 2016. Ha ricevuto il Roman Prize e L’Internationl IMPAC Dublin Literary Award.

Con la sua scrittura delicata, intensa e umana riesce a raccontare delle storie che parlano a tutti, chiedendoci sempre di riflettere sulla nostra esistenza.

Trama

Arthur Opp è un uomo benestante, ex professore, che ormai da quasi vent’anni vive in completo isolamento nella sua casa. L’ultima volta che è uscito di casa era l’11 settembre 2001, il giorno dell’attacco alle torri gemelle, quando, dopo aver visto i tragici eventi in televisione, ha sentito il bisogno di uscire dalla sua abitazione per non sentirsi solo. È stato proprio quello il momento in cui ha scoperto che nessuno si era preoccupato per lui, nessuno lo aveva cercato, nessuno eri lì per confortarlo. In seguito a questa rivelazione decide di non avere più contatti con il mondo e di rintanarsi in casa. Dopo vent’anni di solitudine, ora Arthur pesa più di duecento kg. Ordina cibo online, trascura la sua casa e non lavora più. La sua realtà è fatta di trascuratezza, abbandono e cibo spazzatura.

La prima cosa che devi sapere di me è che sono enormemente grasso. Quando ci siamo conosciuti ero per così dire rotondo ma ora non più. Mangio quello che voglio e tutte le volte che voglio. Sono anni che praticamente non cerco nemmeno di ridurre la quantità di cibo che consumo perché non ne vedo il motivo. Nonostante questo non sono né immobilizzato né costretto a letto ma quando faccio più di sei o sette gradini mi manca il fiato e in effetti mi sento molto timido e come imprigionato dentro una custodia, come un violoncello o un fucile costoso.

L’unico contatto con il mondo lo ha avuto per mezzo la televisione e attraverso uno scambio epistolare con una sua ex studentessa, Charlene, di cui è innamorato da sempre. Purtroppo, però, non è mai riuscito a condividere con lei il dramma della sua esistenza perché se ne vergogna tremendamente. Per questo motivo le ha mentito per anni raccontandole di avere una vita piena di socialità, carica di lavoro e ricca di viaggi.

Alla fine fu questo a farci sentire vicini e a unirci. Avevo percepito la sua solitudine nell’istante in cui era entrata nella mia classe e capii che molto probabilmente avrebbe avvertito la mia, anche se cercai di evitarglielo, per proteggerla.

Tutto cambia quando Charlene, dopo molto tempo di silenzio si rifà viva nella sua vita con una telefonata e chiede un aiuto ad Arthur, gettandolo nel panico. Questo è l’innesco che porterà un grande cambiamento nella vita del protagonista, che improvvisamente si ritroverà a fare i conti con la realtà di cui si è circondato.

Ma questa è anche la storia di Kell, un ragazzo che si trova nel momento cruciale di dover scegliere se continuare gli studi andando al college oppure rischiare tutto puntando sulla sua grande passione per il baseball. Kell è un ragazzo sensibile, figlio di una madre alcolizzata di cui si vergogna e figlio di un padre che non ha mai conosciuto. Anche nella sua vita sta per succedere qualcosa di tragico e inaspettato, e questo evento segnerà un cambiamento netto nel suo modo di approcciarsi col mondo.

Uscire dalla solitudine

Questa è la storia di Arthur e di Kell, due essere umani che si sentono soli e che sono terribilmente spaventati di deludere le aspettative di qualcuno. Ma è anche una storia commovente e piena di speranza che ci insegna a fidarci del prossimo.

«Per tutta la vita mi sono sentito ripetere che uno non può scegliersi la famiglia, e per tutta vita mi sono ripetuto che è una cosa vera e ingiusta. Ma credo che sia possibile guardare le cose da un punto di vista diverso: credo che possiamo scegliere di circondarci di persone che amiamo e ammiriamo e che queste possano diventare la nostra famiglia adottiva.»

Perché quando la vita inizia a spezzarci in due e ci lascia tristemente soli, spesso si può scoprire che, facendo un passo fuori dalla nostra comfort zone, c’è sempre qualcuno pronto a tenderci la mano.