Il natale di Charles Dickens

Charles Dickens, secondo di otto figli, nacque a Portsmouth il 7 febbraio del 1812, considerato uno dei romanzieri più importanti dell’Ottocento, fondatore del cosiddetto romanzo sociale, offre nelle sue opere uno spaccato della società del suo tempo.

La sua notorietà ebbe inizio nel 1836 con la pubblicazione sul Morning Chronicle di I quaderni postumi del Circolo Pickwick. Nello stesso anno iniziò a scrivere per il Bentley’s Miscellany e nell’anno successivo si deve la pubblicazione della prima puntata del noto Oliver Twist.

Negli anni successivi Dickens esordisce con i suoi romanzi più famosi: nel 1843 pubblica Canto di Natale, mentre, tra il 1849 ed il 1850, viene pubblicato a cadensa mensile David Copperfield.

Dickens, nel nostro immaginario letterario, è da sempre associato al Natale. Ha instillato nelle nostre menti la magia che porta con se questa festività, grazie al suo capolavoro Canto di Natale, ma anche a racconti meno conosciuti come i cosiddetti Christmas Books, scritti tra il 1843 ed il 1848.

Di seguito alcuni imperdibili consigli di lettura per un Natale davvero magico.

Canto di Natale (1843)

Novella pubblicata a Londra nel 1843 per Champman e Hall e illustrata da John Leech. Ha come protagonista il presuntuoso ed egoista Ebenezer Scrooge, profondamente tirchio e avverso alle festività natalizie, il quale, proprio durante la notte di natale riceve la visita di tre fantasmi: il fantasma del natale passato, nella persona di Jacob Marley, suo vecchio socio, che trascina con sé una lunga e pesante catena, simbolo delle sue azioni in vita, a cui seguiranno le visite di altri due spiriti, del natale presente e futuro, che mostrano a Scrooge gli effetti del suo comportamento e lo condurranno a un cambiamento radicale, a una rinascita fino a  renderlo un uomo nuovo. Il racconto ebbe un successo clamoroso, tanto che la prima edizione andò letteralmente a ruba il giorno di natale.

Racconti di viaggio


Il lungo viaggio è una New Year’s Eve story in cui Dickens narra viaggi per mare tutti finiti tragicamente. È la sera di Capodanno; un uomo solo siede davanti al fuoco, unica compagnia storie di viaggi provenienti da ogni parte del mondo. Tra realtà e fantasia, il lettore è trasportato in una dimensione altra, priva di approdi sicuri, ma piena di terrore e sgomento. In Viaggiare all’estero, racconto ambientato a Parigi, s’impone alla mente del protagonista una large dark creature, causa di smarrimento e angoscia. In conclusione, lo scrittore ci propone due viaggi: uno nello spazio della sua fervida immaginazione, l’altro, un viaggio interiore, nello spazio della sua infanzia, un’infanzia tradita, da cui non riuscì mai ad affrancarsi.”

Le Campane (1844)

Toby Veck, detto “Trotty”, è un tuttofare vessato da uomini ricchi. Sua figlia sta per sposarsi, ma il matrimonio lo preoccupa non poco. Schiacciato da mille angosce, nella notte di fine anno sente un richiamo di campane provenire dalla chiesa di cui è umile custode. Arrivato alla chiesa, Trotty trova la porta aperta e, una volta salito fino al campanile, si ritrova a vivere un’esperienza unica, tra sogno e veglia. Racconto di spettri e di visioni, nel più puro stile vittoriano inglese, la novella è divisa in quattro capitoli chiamati “quarti” a ricordare le ore scandite dai campanili”.

Il Grillo del focolare (1845)

John Peerybingle vive felicemente con la moglie Piccina, chiamata affettuosamente così perché molto più giovane di lui, quando il vecchio Tackleton mette in dubbio la fedeltà della sua giovane sposa. Insinuazione che sembra trovare conferma in un’immagine fugace e inaspettata che John ha di Piccina in colloquio intimo con un bel giovane. La storia sembra volgere in tragedia, ma interviene il grillo del focolare, nume tutelare della casa, simbolo della felicità domestica. Un racconto sul perdono, sulla fiducia, sull’amore coniugale e filiale, dove anche gli inganni a fin di bene causano un oscillante e ansioso stato d’animo tanto nei protagonisti quanto nei lettori.

Lo stregato e il patto con il fantasma (1848)

Il chimico Redlaw, noto come scienziato e uomo pio, vive assillato dai ricordi di un passato doloroso e dal suo fantasma, figura perturbante, doppio demoniaco, che gli offre la possibilità di perdere la memoria (ma non il suo sapere), e di trasmettere questa capacità al prossimo. Redlaw, ben conscio che insieme ai ricordi dolorosi verranno cancellati anche quelli felici, ne approfitta e si prodiga per diffondere questo privilegio, fino a quando non si insinua in lui la consapevolezza che l’oblio comporta il rischio dell’apatia e dell’inerzia dei sentimenti.

La battaglia della vita (1846)

La storia si sviluppa su quello che era stato un tempo un vero luogo di scontro, fra le campagne inglesi. Se, in quel contesto, la battaglia militare si è ormai conclusa, quella quotidiana, portata avanti dalla gente comune, che desidera, ama, spera, soffre e lotta per una vita migliore è qualcosa che accompagnerà per sempre il genere umano ed è, forse, più importante di qualsiasi altra.