Il Mostro Dentro: una catabasi esistenziale

Il Mostro Dentro costituisce l’esordio letterario di Andrea Protti, giovane laureato in Comunicazione appena affacciatosi al composito mondo dell’editoria.

L’opera mira a ripercorrere i giorni che hanno definitivamente sconvolto la vita di Ruben, giovane solitario e disinteressato a ciò che lo circonda, e di Camilla, affascinante barista appassionata di fisica. I due vivono esistenze separate caratterizzate da un costante senso di vuoto che sembra accompagnarli in ogni istante, senza mai abbandonarli. Tutto questo cambierà drasticamente quando i loro destini si incontreranno, portando un tragico sconvolgimento nelle vite di entrambi: l’assassinio di Pablo, fratello di Camilla, che porterà i due ad avvicinarsi come mai avrebbero pensato.

La giovane sente, infatti, l’impellente necessità di scoprire la verità sulla morte di Pablo: tutto attorno, nessuno sembra interessarsi all’evento. La polizia non si mostra in alcun modo interessata a procedere con le indagini, intimando a Camilla di tirarsi indietro, in quanto andrebbe ad infilarsi in un giro pericoloso. Inoltre, la figura di Pablo appare avvolta dal mistero: neanche sua sorella sa cosa facesse tutte quelle ore fuori casa. Con il proseguire della narrazione, Camilla si troverà davanti ad una drammatica realizzazione: suo fratello era per lei null’altro che uno sconosciuto.

Ma, nonostante tutto questo, Camilla non vuole rinunciare ad inseguire la verità: ed è con l’aiuto di Ruben, nel nome della solitudine che drammaticamente li affligge, che i due si spingeranno negli angoli più remoti della città, scoprendo le parti più perverse di essa e di loro stessi.

Attorno a Camilla e Ruben si muovono altri personaggi, come Vittorio, affezionato zio del protagonista, e Paola, donna tormentata con una complessa storia con quest’ultimo. Ognuno di essi è la maschera di un dramma messo in scena per tutto il romanzo: quello della ricerca della felicità, dolorosa utopia che nessuno sembra riuscire a raggiungere.

Un cupo intreccio e la sua doppia narrazione

Il Mostro Dentro è un romanzo a tinte fosche, caratterizzato da una cupezza che permea ogni istante narrativo. La città qui rappresentata assurge a microcosmo di insoddisfazione: i personaggi che vediamo scorrere sono tutte anime perdute, alla costante ricerca di qualcosa che non riescono neanche ad identificare. Ad ognuno manca un pezzo, ma nessuno riesce veramente a comprenderne la natura. Ognuno di essi combatte con dei demoni più grandi di sé, fra ossessioni carnali e perdite troppo dolorose per essere metabolizzate.

Si tratta di un romanzo non semplice: sicuramente adatto a stomaci forti, i temi trattati e le scene di violenza descritte non si risparmiano in alcun modo. La penna dell’autore insiste sulla brutalità degli atti, sulla drammaticità di essi, analizzandone non solo le ripercussioni fisiche ma, soprattutto, quelle mentali: ogni personaggio reagisce in maniera differente, rendendo variegata anche la loro caratterizzazione. Solo attraverso queste capillari descrizioni, infatti, l’autore è in grado di condurci nei meandri di una città perversa e morbosa, creando così un primo livello della narrazione: proseguendo nella lettura, si scoprono di pari passo i protagonisti e il dedalo che li circonda, rendendo impossibile scindere le due essenze.

Le vite dei protagonisti, costituenti il secondo piano narrativo, si intrecciano inevitabilmente con il dramma che li circonda, che durante i capitoli finali arriva ad inglobarli completamente. Nessuno di loro esce vincitore dagli eventi che li ha visti protagonisti.

Si tratta, senza dubbio, di un interessante esordio letterario, che non lascia indifferenti: i temi trattati non sono certamente per tutti, ma chiunque sia interessato a quest’ordine di discorsi non può che trovare in questo romanzo una piacevole scoperta.