I gesti incomprensibili di una madre: Il mio omicidio di Katie Williams

Ci troviamo in un presente tecnologicamente avanzato in cui esistono taxi autoguidati, cloni umani e anche videogames, terapie o social in realtà virtuale. Lou è una delle cinque donne che è stata “resuscitata” e clonata in seguito alla sua morte non naturale. In effetti, Lou e le altre ragazze sono state uccise per mano di un serial killer. Lo stesso, per tutte cinque. La loro clonazione è una sorta di esperimento altamente controllato e fortemente voluto dalle proteste femministe e dall’azienda di origine.

Lou non ha nulla di diverso dalla sé stessa originale. Ha i suoi ricordi, ha il suo corpo, ha la sua voce e ha il suo umorismo. L’unico particolare è che lei è nata in un laboratorio e, a causa di un disturbo alla memoria, non ricorda assolutamente nulla della settimana precedente al suo omicidio e al momento stesso della sua morte.

Così ci ritroviamo davanti ad una donna che cerca di ricomporre i pezzi della sua vita precedente, partendo dal rapporto con sua figlia e suo marito. Si, perché quando Lou è stata uccisa aveva una famiglia, con una bambina di pochi mesi, e ora che è rinata (dopo qualche mese) sua figlia non è più abituata alla sua presenza e suo marito deve ancora abituarsi alla presenza di sua moglie, dopo aver pianto la sua morte.

L’omicidio

Come abbiamo accennato, Lou è stata uccisa per mano di un serial killer. Insieme a lei sono state uccise altre quattro ragazze. La loro storia è stato un evento locale molto discusso e chiacchierato. Infatti le cinque donne sono state uccise in modi brutali e i loro corpi sono stati ritrovati nelle più disparate condizioni: chi su una giostra, chi si una panchina e chi in un carrello. La firma del loro aguzzino era il ritrovamento dei cadaveri scalzi, con le loro scarpe ben allineate vicino ai corpi.

In seguito alla loro morte è stato rintracciato e incarcerato il serial killer: Edward Early. Un personaggio comunissimo e insospettabile che non ha dato spiegazioni e non ha mostrato nessuna forma di pentimento.

Ambarabà ciccì coccò
Edward Early le ammazzò.
Angela nel parco,
Fern nel carrello,
Jasmine a un incrocio
e Lacey su un girello.
A piedi nudi Louise lasciò,
ambarabà ciccì coccò.

Data la brutalità della situazione e la complessità della clonazione, le cinque donne sono invitate ad incontrarsi in un gruppo di ascolto, una volta a settimana, per facilitare il rientro nella società e la confusione emotiva. L’azienda che le ha “resuscitate” le monitora e ci tiene a supportarle nel loro ritorno alla vita.

Non passa molto tempo prima che le ragazze cominciano a farsi domande sul loro omicidio e sul loro assassino. Perché proprio loro? Perché in quella modalità? Ed è proprio da queste domande che Lou avvia una ricerca serrata verso la verità. Purtroppo però le risposte non saranno quelle che si aspettava.

Considerazioni

Il mio omicidio è un thriller molto originale che si fa leggere in maniera vorace. Prende quasi le sembianze di un page turner, regalando colpi di scena inaspettati. Il tutto arricchito da dettagli tecnologicamente avanzati (non troppo lontani da un prossimo futuro), dal tema della clonazione tanto caro al genere umano e da una buona dose di umorismo femminile.

Ho trovato la scrittura incalzante e intrigante, con un’ottima quantità di introspezione emotiva e psicologica. Ma, ammetto, che a fine lettura ho sentito la mancanza di qualcosa. Qualche dettaglio lasciato in sospeso, forse, oppure qualche dialogo poco chiaro. Di sicuro il finale non mi ha pienamente convinta, ma non voglio fare spoiler. Diciamo che è mancato un approfondimento generale sul fatidico colpo di scena. Una fine che poteva essere sviscerata meglio, soprattutto per i temi trattati.

Consiglio comunque la lettura perché di certo non delude. Il mio omicidio resta un libro originale che cerca di indagare le ragioni che possono spingere a gesti poco comprensibili. Inoltre, tratta dei temi importanti, quali la maternità, la depressione post-partum e la libertà del genere femminile.