Il manuale della femminista guastafeste di Sara Ahmed

Il manuale della femminista guastafeste è il nuovo saggio di Sara Ahmed, autrice di origine anglo-pakistana, appena pubblicato in Italia da Fandango.

Il manuale della femminista gustafeste

La femminista guastafeste

A quante di voi sarà capitato di trovarsi ad un pranzo o cena di famiglia e di aver sentito l’irrefrenabile istinto di rispondere ad una frase sessista? Cosa è successo dopo che avete risposto?

Sicuramente vi è stato detto che siete delle pesantone o delle moraliste o ancora cose come: “guarda che scherzavo, mamma mia con questo politically correct!” Se vi è successo almeno una volta, allora anche voi siete delle “femministe guastafeste” come la stessa Sara Ahmed.

Da qui parte la riflessione del saggio, strutturato proprio come una vera e propria guida alla sopravvivenza, per essere una perfetta killjoy, insieme alle altre “sorelle guastafeste”.

Diventi una femminista guastafeste quando non sei disposta a stare al gioco, ad andare d’accordo con qualcuno, a stare in silenzio, ad accettare tutto passivamente.

Killjoy Sisterhood

Essere una femminista guastafeste è stancante: bisogna discutere spesso e a lungo, portare avanti la battaglia ogni giorno.

Per questo motivo è importante trovare sostegno in un’altra femminista guastafeste, poiché mettendo insieme le energie si può continuare a combattere contro questo disagio condiviso.

Ahmed insiste sull’importanza della sorellanza con le altre donne, poiché è grazie alle testimonianze di ognuna di noi che comprendiamo di non essere da sole in questa lotta contro il patriarcato. Anche in un momento di sconforto, c’è sempre la spalla di un’altra donna su cui appoggiarsi. Perciò, ascoltare le altre donne significa ascoltare noi stesse.

Più ci esponiamo, più riceviamo le unə dallə altrə, più ci capiamo a vicenda

Il problema della “cancellazione”

Una delle questioni fondamentali affrontate da Sara Ahmed è l’esclusione delle donne razzializzate dai gruppi femministi.

Spesso anche la parola “donne” rappresenta un legame o una costrizione, infatti alcune categorie di donne non sono inserite in questa categoria, o meglio ne fanno parte, ma non sono accettate da tutti. Le donne razzializzate, infatti vengono definite estranee, fuori posto e quindi pericolose. Basta che una di loro si unisca ad un gruppo di donne che si trovano in un’atmosfera conviviale, per rendere l’atmosfera nuovamente tesa.

Conclusioni

Il Manuale della femminista guastafeste è un saggio diretto, tagliente e d’effetto, pensato proprio per essere alla portata di tuttə. È intersezionale, queer e si occupa di analizzare il femminismo nel cinema e nella letteratura, in particolare nella letteratura femminista, tutti stimoli che hanno reso l’autrice chi è adesso.

Oltre alla serie di dritte che l’autrice dà a ognunə di noi, alla fine del libro inserisce anche una preziosa lista di altri manuali e saggi che possono aiutarci a migliorare sempre di più come femministe e come persone. Questi testi però sono anche delle testimonianze tangibili di altre donne che hanno già vissuto quello che noi proviamo. Altre donne che ci hanno dato la possibilità di vivere anche in una società anche solo un po’ più e qua (c’è ancora tanto per cui lavorare, però!), come i testi di bell hooks e Angela Davis.

La forza di questo manuale è proprio nella sua semplicità e nella sua schiettezza: Sara Ahmed non usa mezzi termini per spiegare come affrontare la lotta femminista. Avvisa le altre femministe dicendo che non sempre il ruolo che hanno scelto sarà facile e che molto spesso ci si sente stanche e demotivate e anche che non in tutte le occasioni vale la pena arrabbiarsi e rovinare le “happy vibes”.