Il magico studio fotografico di Hirasaka di Sanaka Hiiragi


Il magico studio fotografico di Hirasaka è uno dei romanzi giapponesi contemporanei più intensi degli ultimi anni. Scritto da Sanaka Hiiragi e pubblicato in Italia da Feltrinelli, racconta la soglia sottile tra la vita e l’aldilà, mescolando malinconia, ricordi e speranza.

Trama

Il protagonista è il signor Hirasaka, che gestisce un vecchio studio fotografico. Ma quello che sembra un semplice negozio è in realtà un luogo di passaggio per le anime che non riescono ad abbandonare il mondo terreno a causa di rimpianti e dolori irrisolti.

“Mi chiamo Hirasaka e gestisco da molti anni questo studio fotografico.”

Secondo la credenza narrata nel libro, se la vita è troppo piena di rimpianti o attaccamenti, l’anima resta imprigionata e non riesce a raggiungere l’eternità. Qui entra in gioco il rituale del somato (走馬灯): una lanterna girevole che proietta immagini del passato su carta di riso, trasformandole in motivi floreali luminosi. È il momento in cui i protagonisti rivivono i ricordi della loro vita, prima di farsi ritrarre in un’ultima fotografia che li accompagnerà oltre la soglia.


“L’ultimo collegamento con la realtà.”


I personaggi principali

Mishima Hatsue, l’educatrice

La prima storia che incontriamo è quella di Mishima Hatsue, una donna di novant’anni che ha speso tutta la sua vita accanto ai bambini. È cresciuta ad Adachi, un quartiere di Tokyo segnato dalla guerra e dalla povertà. Attorno a lei c’erano solo macerie e strade fangose, ma dentro di sé coltivava un sogno: offrire ai più piccoli un posto sicuro dove crescere.

“Mi chiamo Mishima Hatsue. Ho ventitré anni. Sono un’ educatrice.”

Quando aveva ventitré anni, un episodio segnò per sempre la sua vita: un bambino stava per annegare in un fiume, perché nessuno lo stava sorvegliando. Hatsue non esitò a gettarsi nell’acqua impetuosa per salvarlo. Da quel momento comprese che i bambini avevano bisogno di qualcuno che li proteggesse, che si prendesse cura di loro. Decise che quella sarebbe stata la sua strada: diventare maestra.

“I bambini sono il tesoro del mondo.”

Nonostante le difficoltà , Hatsue non si arrese. Con la sua forza d’animo riuscì a trovare un vecchio autobus: all’inizio era soltanto un riparo dalla pioggia, l’unico posto dove mettere i bambini al sicuro. Col tempo, però, quell’autobus divenne una vera scuola, un punto di riferimento per tutto il quartiere. La sua storia è forse la più luminosa: ci ricorda che basta un solo gesto per cambiare non solo una vita, ma il destino di molti.


Waniguchi, il gangster della yakuza e Nezu, il ratto

Il secondo personaggio è Waniguchi, un uomo legato alla criminalità organizzata giapponese (yakuza), ferito a morte da una spada. La sua esistenza è segnata dalla violenza e dal rancore.

“Forse la mia vita è sbagliata dal momento in cui sono stato concepito.
Forse era sbagliata l’educazione impartita a mia madre.
E ora che ho fatto la fine che meritavo, di guardare indietro alla mia vita non m’importa un fico secco.”

Accanto a lui troviamo Nezu Michiya, soprannominato ratto, che lavora all’Andromeda Recycle Shop, un negozio di copertura che ripara oggetti rotti e metaforicamente anche le persone.

“Eri difettoso e ti ho riparato.”

Il loro incontro porta Waniguchi a cambiare: l’uomo duro si ammorbidisce, scoprendo la capacità di aiutare e proteggere, soprattutto nei confronti della giovane studente Tien.

Mitsuro, la chiave di volta

La terza figura è Mitsuro, una bambina maltrattata dai genitori. Attraverso di lei, il lettore comprende perché proprio Hirasaka sia stato scelto come custode dello studio: solo lui può vedere il dolore profondo e trasformarlo in luce.

“Anche quando mi sembra di essere schiacciata dalla tristezza e dall’ansia…
Grida! Me l’ha insegnato quel signore.
La speranza. Rialzati ancora e ancora.
Fai sentire la tua voce quando il mondo ti sembra ingiusto.”

La sua voce esplode in un grido. Ed è proprio in quel grido che il lettore capisce il senso dello studio fotografico: non soltanto fermare il tempo, ma permettere a chi non ha avuto ascolto di lasciare nel mondo un’impronta di sé, forte, limpida e indelebile.

Il significato della fotografia nel romanzo

Uno dei temi centrali de Il magico studio fotografico di Hirasaka è il valore della fotografia. Non si tratta di un semplice scatto che congela il tempo, ma di un atto di ascolto: un ponte tra il passato e l’eternità. Ogni fotografia diventa un frammento che illumina la vita, trasformando i ricordi in luce. Nelle mani di Hirasaka, la macchina fotografica diventa un dono che libera, non un oggetto che congela il momento appena vissuto.

Nessuna vita svanisce davvero, finché qualcuno la ritrae nella luce.